Abbadia San Salvatore: cresce l’attenzione dei media per il medico-santone rinviato a giudizio . Molti atti sono stati “segretati” perché coinvolti anche i minori. La Asl ha già emesso dei provvedimenti nei confronti della pediatra coinvolta e compagna del medico-santone che non poteva esercitare

di Massimo Cherubini

Il caso del medico “santone” dell’Amiata sta interessando le maggiori testate televisive. Ad Abbadia San Salvatore sono attese troupe di diversi canali che si occupano di cronaca giudiziaria. Ma, dopo la conclusione delle indagini con la richiesta di rinvio a giudizio per diversi capi d’imputazione, su quanto accaduto cala il sipario. C’è un rigoroso silenzio, anche dovuto alla segretazione di alcuni atti che compongono il nutrito fascicolo, su quanto accaduto. Ma ormai nel paese amiatino tutti ne parlano, se ne parla, la notizia corre da ogni parte. Con particolari, date, riferimenti, circostanze e…prove. Il tutto inizia con l’arrivo della nuova pediatra della Asl chiamata a sostituire la collega andata in pensione. Primi giorni di attività, prime visite, primi sospetti. Nell’ambulatorio destinato alla specialista vi è anche un uomo- che ben presto viene identificato come marito/compagno della pediatra medico dimessosi dall’ordine – il quale appare, anche in virtù del camice bianco che indossa – un medico a tutti gli effetti. E così si comporta, dando suggerimenti alle madri su vari campi: dai prodotti da usare per l’ igiene del bambino ai medicinali. Qualche cosa non convince una, due ,tre mamme. Siamo nella prima decade di novembre quando proprio le mamme “insospettite”, scrivono una lettera all’URP, l’ufficio per le relazioni con il pubblico, della Asl. E ricevono una risposta, giustificativa in merito al comportamento della pediatra. Ma nel contempo i dirigenti della Asl alzano le “antenne”, seguono la dottoressa, la diffidano a far entrare in ambulatorio persone estranee alla professione. La risposta della Asl non soddisfa diverse mamme che si rivolgono ai carabinieri. Da qui scattano le minuziose indagini che portano alla luce l’atteggiamento dell’ex medico, compagno delle pediatra, per il quale il magistrato, dopo la conclusione delle indagini, chiede il rinvio a giudizio.Una inchieste che, per gran parte degli atti, è stata segretata in ragione del fatto che ci sono coinvolti diversi minori. La Asl, da parte sua, si chiama “fuori” nel senso che ritiene di aver fatto tutto quello che doveva esser fatto.“Essendoci una indagine della magistratura- ci dice l’ingegner Roberto Pulcinelli direttore direttore della zona Amiata- Val d’Orcia e Val di Chiana- non posso parlare dei fatti. Dico che la Asl, dopo esser venuta a conoscenza, su esposti di alcune madri, di quanto stava accadendo negli ambulatori pediatrici ha avvito tutte le procedure conclusesi con le contestazioni disciplinari al medico dipendente.”