Chianciano: Distretto Agroalimentare Toscana Sud; De Angelis (M5S),” siamo nettamente contrari ad adesione progetto perché rappresenta la pietra tombale di qualsiasi ipotesi di sviluppo del territorio”

Da Fabiano De  Angelis, consigliere comunale del M5S di Chianciano, riceviamo e pubblichiamo

“Lunedì prossimo, al Comune di Chianciano ci sarà un Consiglio Comunale convocato con urgenza per votare l’adesione al “Distretto Agroalimentare Toscana Sud”. Intanto il nome ricorda, tristemente, la questione rifiuti e il fallimento del PD, mi riferisco ovviamente al rinvio a giudizio dei dirigenti di Ato Sud Sienambiente e 6Toscana. Con questo distretto che, territorialmente, ricopre la stessa area, le Province di Siena, Arezzo, Grosseto ed i Comuni della Val di Cornia, il Governo Regionale di centrosinistra , d’accordo col centrodestra vuole creare un’area, un distretto agricolo appunto ,per la valorizzazione  del “Prodotto Toscano” attraverso la sua commercializzazione diretta, ma anche attraverso la trasformazione e commercializzazione delle produzioni agricole di base delle filiere interessate. Fin qui sembrerebbe una cosa buona, ma andando a leggere sotto i titoloni, le considerazioni che vengono fuori sono ben altre.  Questo progetto di distretto agroalimentare rappresenta, in realtà, la pietra tombale su qualsiasi ipotesi di politica di sviluppo territoriale.Considerando che quasi il 70% delle aziende agricole è sotto i 5 ettari di Superficie Agricola Utilizzata,  quei geni di Remaschi,Marras e Scaramelli, consiglieri regionali,ed il deputato Sani Presidente Commissione Agricoltura alla Camera  vogliono “individuare un “sistema produttivo locale”, le cui “eccellenze produttive locali ,confluiscano in un marchio regionale (Toscana), da spendere in giro per il mondo”, non comprendendo minimamente, o forse sapendo benissimo a chi far arrivare i finanziamenti previsti per questo “distretto”, che questo progetto è classista, perché l’ipotesi di sviluppare filiere monoproduttive, integrate verticalmente con trasformazione e commercializzazione, in un territorio caratterizzato da aziende di piccolissima dimensione, è utile solo alle aziende di dimensione medio-grande, meno del 20% del totale: le sole per le quali la produzione di materie prime da destinare alla trasformazione industriale abbia un senso economico». I 75 progetti, che peraltro sono già stati presentati, saranno valutati e premiati dalla Regione.Tradotto, i finanziamenti andranno agli amici degli amici. Si tratta però anche di un progetto devastante per questo territorio. L’aspetto più discutibile non è solo la volontà deliberata di far confluire le tipicità  dei vari territori come, la Valdichiana, la Val d’Orcia e la Maremma nel gran calderone della produzione e dei marchi regionali, fatto di per sé già abbastanza grave, visti i precedenti del pecorino e , soprattutto, dell’olio: marchi che non garantiscono né il prezzo ai produttori – e non parliamo poi dei produttori di latte – né qualità ai consumatori (46 frantoi inquisiti dalla GdF nel 2016, la Toscana produce solo il 5% dell’olio italiano, ma ne imbottiglia il 36%, con un numero di frantoi doppio rispetto alla Puglia, che da sola produce il 40% del totale nazionale). Ma  si tratta della scelta, malcelata, di marginalizzare senza speranza le piccole aziende, sottraendo al territorio un presidio indispensabile alla sua integrità. Scegliendo, in pratica, di finanziare solo le grandi aziende del settore agroalimentare, si rinuncia alla formidabile opportunità, che  questi fondi offrirebbero ,di sperimentare produzioni e tecniche innovative e rispettose dell’ambiente, che arricchirebbero il territorio e la sua capacità di attrazione, anche turistica. Si sceglie la strada semplice di sviluppare monocoltura in grandi fondi, invece di affrontare con lucidità il tema della varietà e complessità territoriale, vera ricchezza di questa terra. Il Movimento 5 Stelle in tutti i Comuni dove è presente ha espresso la sua forte contrarietà all’adesione al progetto. Io non potrò essere presente al Consiglio Comunale di lunedì prossimo e non potrò esporre quanto detto in questo mio comunicato, ma invito i cittadini di Chianciano che vivono del faticoso lavoro nelle loro piccole aziende agricole  ad essere presenti  in Consiglio Comunale lunedì 20 novembre alle 15.00 per guardare in faccia la Giunta ed i Consiglieri mentre voteranno questo sciagurato progetto dalla Regione Toscana, voluto sia dal centrosinistra che dal centrodestra. Una ultima considerazione: non c’è più la sinistra, non c’è più la destra, ma solo un mega partito degli interessi e delle lobbies, da una parte, mentre dall’altra ci siamo noi del M5S, ultimo baluardo a difesa degli interessi dei cittadini e delle piccole imprese”.