Elezioni Politiche 2018: ecco il documento consegnato dal Pd della provincia di Siena  ai candidati al Parlamento

“Il documento – ha ricordato il segretario provincial Andrea Valenti –  è ‘ stato frutto di un lavoro di discussione e concertazione il più ampio possibile, dato lo scarso tempo avuto a disposizione, ma riteniamo che racchiuda i punti chiave sui quali impegnare i nostri rappresentanti nella prossima legislature”. Eccolo in alcuni passaggi fondamentali

IMPEGNO PER LA CITTA’ E LA  PROVINCIA DI SIENA

In occasione delle prossime elezioni politiche nazionali per l’elezione del nuovo Parlamento, il PD provinciale, anche nello spirito del Programma elettorale del PD nazionale “PIU’ FORTE, PIU’ GIUSTA. L’ITALIA”, consegna ai candidati del territorio senese questo contributo per la loro campagna elettorale e il  successivo impegno nella XVIII^ legislatura.Dopo la storica fase post seconda guerra mondiale, quella del progresso sociale e culturale di questi territori nel governo della sinistra, questa fase di generosa progettualità si è rallentata per molteplici fattori, locali e globali, ed oggi, invece, c’è bisogno di umiltà e determinazione per rilanciarla, aprendo una stagione di confronto sociale e valorizzando e potenziando le risorse, le infrastrutture e i servizi per l’attrattività del nostro territorio, CENTRO  DELLE  QUALITA’  DELLA  TOSCANA  (salute,  benessere, saperi e innovazione), in una programmazione condivisa con le politiche regionali e nazionali, perché non c’è politica locale efficace senza relazione e ruolo nel sistema istituzionale degli enti locali. E il legame con le politiche nazionali è vitale per il nostro territorio. Con questo impegno vogliamo  affermare  la  necessità  di  uno  stretto  rapporto  tra  eletti  ed  elettori,  tra  parlamentari      e territorio, un impegno che può diventare un incontro puntuale con i sindaci (per non ripetere la vicenda dell’ultimo stanziamento CIPE, che ha “dimenticato” la nostra Provincia) e uno strumento di lavoro per i nostri eletti, con confronto e verifiche periodiche, in una conferenza annuale con tutte le forze economiche, sociali e culturali del territorio.

RISORSE

RISORSE NATURALI
Territorio e ruralità, paesaggio, siti UNESCO, Parchi e Riserve naturali, geotermia, termalismo, produzione agroalimentare e tutela della produzione agricola e della sicurezza del territorio.

Il Paese deve confermare il piano per la manutenzione del territorio, in particolare per la prevenzione del rischio idrogeologico e sismico.

Su termalismo e città termali, come Chianciano, serve porre particolare attenzione per non arrivare ad una crisi sistemica non solo delle società termali, ma dell’intero indotto (tuttora significativo, nonostante la crisi). Tre i possibili interventi:

–  attivare azioni analoghe a quelle per le aree di crisi industriale per le città termali che vivono crisi economica e decadimento del tessuto urbano (riconversione industriale ed urbanistica: per Chianciano, da 330 a 90 alberghi ufficiali, di cui 50 operativi);

–   accompagnare l’attuazione della legge Madia per le società termali da misure di sostegno ai processi di privatizzazione, al fine di rendere appetibili sul mercato tali aziende;

–  dotare il termalismo di una specifica politica di settore e governance nazionale.

Così, anche per il settore della geotermia occorre una riflessione sul quadro normativo della materia, che punti ad affidare un ruolo di programmazione alle regioni nell’ottica di coniugare le attività connesse alla geotermia con la tutela dell’ambiente e dei territori. Occorre spingere sul versante dell’innovazione tecnologica, tesa a limitare radicalmente gli impatti nelle aree interessate. Parimenti si auspica un approfondimento che vada nella direzione di un uso più proficuo delle risorse connesse direttamente od indirettamente alla geotermia, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori interessati.

 

RISORSE CULTURALI
Beni culturali, S. Maria e sistema museale territoriale; sono da tutelare e salvaguardare le nostre eccellenze quali le mura di Siena; mura di Monteriggioni; mura di Radicofani, Rocca di Campiglia; Museo minerario; S. Galgano, Complesso di San Domenico a San Gimignano, Parco della Fortezza di Poggio Imperiale a Poggibonsi, Francigena e siti Etruschi; parco delle miniere, valorizzazione dei borghi e riqualificazione urbana (L.158/2017).

Promozione di azioni di sistema (Fondazione Musei Senesi)per l’offerta culturale e turistica, con servizi integrati che producano un evidente beneficio per i musei ed i monumenti del territorio in termini di visitatori, riduzione dei costi di gestione, rafforzamento della funzione educativa-divulgativa.

 

RISORSE PRODUTTIVE
Nella vocazione agricola e turistico-culturale, il territorio ha eccellenze nel biomedicale, nella camperistica,  nel vitivinicolo, nella pelletteria, nell’artigianato e nell’high tech.

Il territorio provinciale senese è tra i territori più quotati per l’agroalimentare: le produzioni a denominazione, l’alta estensione del Biologico, i record per la quantità e la qualità dell’agriturismo, le assolute eccellenze in campo vitivinicolo ed olivicolo, la scommessa di riqualificare la produzione cerealicola strutturando la filiera ed investendo sulla biodiversità ed il recupero di varietà antiche.

Potremmo continuare, ma già questi richiami ci raccontano molto dei fattori di grande qualità già esistenti e delle potenzialità sulle quali poter investire per fare sempre più dell’agroalimentare uno degli elementi centrali della buona crescita economica, capace di conciliarsi con la sostenibilità.

Naturalmente, in questo quadro di salvaguardia delle culture e della vivibilità del territorio è urgente una revisione normativa per consentire interventi più incisivi di contenimento della fauna selvatica.

In questi anni la nascita e la sperimentazione dei biodistretti nel Chianti, a San Gimignano, in Valdichiana hanno visto attivi attorno a tale scommessa imprese, enti locali: qualità, sostenibilità, eccellenza come valore aggiunto di territori e saper fare. Questo è il terreno su cui continuare a lavorare. Anche per tale ragione è per noi essenziale che la legge sull’agricoltura Biologica, già approvata alla camera in questa legislatura, riprenda il suo cammino nella prossima legislatura.

Il recente riconoscimento da parte della regione Toscana del distretto rurale della Toscana del sud apre adesso la strada ai contratti di distretto ministeriale.

Recentemente sono stati riconosciuti i distretti di Montalcino e del Chianti.

Servono ulteriori risorse per i contratti di distretto e di filiera e risorse adeguate per le calamità naturali del 2017 (gelata primaverile, siccità e grandine).

Il prossimo Governo e Parlamento dovranno lavorare efficacemente anche alla definizione della nuova PAC 2012-2027, al fine di non perdere risorse utili per il comparto agricolo regionale.

La vicenda di Enoteca Italiana, e la conclusione dell’esperienza per un quadro economico finanziario non più sostenibile – mentre nascono e crescono nuove esperienze ed eventi di valorizzazione del vino nella cornice senese – ci suggeriscono di riprendere in mano con determinazione il peso che Siena potrebbe tornare ad assumere con nuove e più forti sinergie tra una nuova Enoteca, l’esperienza di Qualivita, la filiera dolciaria e le imprese vitivinicole e dell’agroalimentare locali; assieme al lavoro che Università di Siena ed, in modo particolare, Santa Chiara Lab, e le stesse attività attorno alle Scienze dalla Vita stanno svolgendo, per costituire un polo territoriale della qualità e della sostenibilità nelle produzioni agroalimentari di assoluto livello nazionale. Ed ancora la combinazione tra cibo, salute, qualità della vita, territorio, esperienze di viaggio, assieme alle grandi potenzialità ancora rappresentate da la via Francigena, il cicloturismo, il turismo lento. Su questo, accanto agli enti locali e le imprese locali, sarà fondamentale il contributo nazionale, con norme e strumenti di supporto.

Occorre quindi continuare la strada di politiche di attenzione alla qualità, alla sostenibilità, alla lotta alle frodi ed alla contraffazione, (che ha visto nel senese importanti indagini e sequestri), nonché di sostegno alla nascita di filiere che vanno dalla produzione alla trasformazione, alla commercializzazione e vendita diretta, e ad una migliore organizzazione dell’export e una web tax che possa permettere equilibrio tra lavoro on line e offline.

INFRASTRUTTURE

VIABILITA’
Il combinato disposto tra eventi alluvionali e vicenda delle Province ha determinato forti criticità nella rete viaria della provincia di Siena, per le quali l’Amministrazione provinciale è in seria difficoltà a reperire le risorse necessarie (occorrerebbero oltre venti milioni per la manutenzione ordinaria di viabilità e scuole, mentre si stenta a pareggiare il bilancio. Il piano dei riparti delle risorse vede la Provincia di Siena tra i più bassi).

Si riportano a solo titolo di esempio alcune emergenze, anche per stati di calamità, che creano disagio e alla lunga divario economico, che hanno bisogno con urgenza di un tavolo delle emergenze della viabilità locale, per condividere un quadro puntuale delle necessità e un percorso di priorità: crollo del ponte sul fiume Orcia (SP 14) di collegamento tra Pienza e Gallina (frazione di Castiglione d’Orcia) a seguito dell’alluvione del 2012 (progetto definitivo per circa 8 milioni di euro); sulla SP 14 che porta a Montalcino è necessario un intervento su muro in Loc. Porta Corbaia, per arrestare un dissesto che potrebbe produrre il semi isolamento della città; nell’area del monte Amiata, nella SP 18/c alle porte di Piancastagnaio è intervenuta una frana (progetto esecutivo per circa 130mila euro); muro in frana nella SP 146 tra Chianciano e S.Albino (fraz.Montepulciano), (importo opere previsto 300mila euro); frana in località Renaccio, nel Comune di Siena, sulla SP 136, (necessari circa 220 mila euro); ammodernamento delle SP 326, che attraversa la Valdichiana senese, che si è interrotto alcuni anni fa per mancanza di risorse (Progettualità 326 – 327 collegamento Torrita – casello autostradale); nel Comune di Abbadia San Salvatore, in Amiata, è compromesso l’assetto stradale della SP 39, all’ingresso della cittadina, e della Strada di Bagni S. Filippo; a seguito dell’alluvione dell’autunno 2013 si é determinato il crollo del ponte sul torrente Stile sulla Sp 34d tra Buonconvento e Murlo (è stata installata una struttura provvisoria, ma la Provincia non é riuscita a reperire i finanziamenti per la riprogettazione propedeutica alla ricostruzione: stimati 80 mila euro); a Chianciano Terme, sulla SP 146 è necessaria la valutazione statica del Viadotto Ribussolaia, propedeutica ad eventuale manutenzione/ricostruzione, per un intervento stimato per circa 100 mila euro.

La Cassia da Siena al confine con il Lazio dovrebbe passare a breve in gestione ad Anas (e, comunque, la presa in carico non supera nemmeno il 50% della viabilità provinciale). Occorre assicurarsi che Anas realizzi il rifacimento del ponte sull’Ombrone a Buonconvento, la ricostruzione del ponte crollato in Val di Paglia, la manutenzione straordinaria dei viadotti e dei ponti tra val d’Orcia e Val di Paglia e il finanziamento della variante tra Isola d’Arbia e Monsindoli (territorio del Comune di Siena). Ragionamento analogo dovrà valere con la SP 146, qualora si concretizzasse il passaggio ad ANAS di tale strada, che congiunge la Cassia con il casello autostradale, come ipotizzato in un primo momento.
Anas deve assicurare la conclusione della gara per il lotto 4 e il rapido avvio della gara per la realizzazione del lotto 9 della Siena -Grosseto (SGC E 78 Grosseto-Fano), nonché deve assicurare la certezza di risorse e tempi per la realizzazione del cosiddetto “lotto 0” per il collegamento a quattro corsie tra Siena- Grosseto e Siena- Bettolle.
Anas deve assicurare la rapida conclusione del piano per l’adeguamento del raccordo autostradale Siena – Firenze, a partire dalla sostituzione del manto stradale con asfalto drenante nei tratti in prossimità della città di Siena, con particolare attenzione alla viabilità di Siena NORD.

  

FERROVIE
Rfi deve garantire un progetto di ammodernamento delle linee ferroviarie senesi, che risalgono a metà dell’800. Siena é l’unico capoluogo della Toscana ad avere un collegamento a binario unico. Emerge la necessità di interventi di raddoppio e rettifica del tracciato nei tratti tra Poggibonsi, Siena e Chiusi. C’é poi la questione della connessione all’alta velocità nei bacini a cavallo tra Toscana Umbria e Lazio. Una prima risposta da realizzare quanto prima potrebbe essere rappresentata dalla decisione di far fermare 1/2 coppie di treni ad alta velocità alla stazione di Chiusi-Chianciano Terme in modo da consentire di raggiungere Siena, da Roma, in tempi decenti; per poi collocare una punto stazione dell’alta velocità per il collegamento per Siena.

Finanziare il progetto delle “Ferro ciclo-vie della Val d’Orcia“, già all’attenzione del MIT, per gli aspetti legati alla ciclabilità e ad RFI per gli interventi necessari al miglioramento dell’infrastruttura, la realizzazione di fermate panoramiche, il progetto velo-rail, ecc.

 

AEROPORTO DI AMPUGNANO
L’infrastruttura aeroportuale di Ampugnano a Sovicille si inserisce nel piano della mobilità regionale e va accompagnata una relazione del Ministero competente e dell’ENAC con la Regione Toscana per un governo regionale del demanio e della concessione per il traffico di aviazione generale coerente con il territorio, con attività di pubblica utilità collettiva (es.Trasporto organi).

 

SERVIZI

 

SANITÀ E WELFARE
La Sanità è un motore di sviluppo imprescindibile per tutto il territorio senese. In questo senso occorrono urgenti segnali perché l’Azienda Ospedaliera Senese rimanga centrale con i presidi territoriali nell’Area vasta sud est e la presenza della Medicina sul territorio.

Ecco quindi che occorrono investimenti:

-per nuove professionalità sul Policlinico delle Scotte di livello nazionale e internazionale, per riconfermare il ruolo primario dell’Azienda Ospedaliera Universitaria;

-per recuperare numero e ruolo delle nostre scuole di specializzazione (potenziamento della Facoltà di Medicina);

-per indifferibili ammodernamenti strutturali, infrastrutturali e di dotazione (trapianti, officina trasfusionale, terapia intensiva e sub intensiva, l’ematologia, l’oncologia e l’emodinamica).

Dalla quantità della rendita alla qualità del reddito, il territorio senese ha una ricchezza di reti umane ed economiche dove è possibile sperimentare processi sociali (percorsi di sanità e salute: es., cooperazione di comunità per il rilancio turistico, promozionale e occupazionale dei piccoli borghi; social housing come nuova frontiera di un invecchiamento dolce) ed economici (start up di sapere e imprese, es. parco scientifico) innovativi per le politiche nazionale.In tema di coesione e di fiducia sociale, la dimensione medio piccola dell’organizzazione dell’impresa, dell’associazionismo, del terzo settore e della cooperazione, che costituiscono ancora il collante relazionale principale del capitale sociale anche sul nostro territorio, ha sofferto in occasione della crisi economica e di riforme che ancora non risolvono il tema della precarizzazione e della burocratizzazione della libera iniziativa economica e sociale (recente riforma del terzo settore. In vista dei decreti attuativi della legge, è necessario non penalizzare il volontariato di promozione sociale e culturale e culturale, ma valorizzalo).

La rassegnazione economica e il disimpegno sociale, che limitano l’economia diffusa e la cittadinanza attiva, vanno però superati con politiche inclusive che invece alimentino l’attivismo e il senso del bene comune, per promuovere e sostenere questa straordinaria rete diffusa di lavoro e di protezione. Non basta enunciare la coesione sociale, occorre pensare ad azioni concrete in questo territorio. E’ necessario valorizzare

i luoghi che fanno aggregazione e socialità. Il volontariato non è solo quello della solidarietà che

aiuta chi ha bisogno, ma occorre reintrodurre il concetto di mutualismo in cui le relazioni tra persone creano beneficio a tutti. Occorre inoltre che le politiche giovanili riprendano una loro centralità nel sistema di welfare, mettendo  anche fondi a disposizione. Non bastano più le politiche di welfare

per la prevenzione del disagio, è necessario sviluppare politiche per la promozione dell’agio soprattutto tra i giovani (politiche culturali,  centri di aggregazione, ecc.)

 

UNIVERSITÀ e RICERCA
Promuovere attenzione delle politiche nazionali alle TERRE DI SIENA come polo territoriale della qualità e della sostenibilità nelle produzioni agroalimentari di assoluto livello nazionale (salute, biotecnologie, agroalimentare).

Promuovere l’“Implementazione Distretto Scienze della Vita”, favorendo l’integrazione e la valorizzazione delle politiche territoriali del Polo senese all’interno del Distretto Regionale Scienze della Vita, il cui soggetto gestore è TLS, e del relativo Cluster nazionale, per promuovere progetti e azioni integrate tra i diversi attori pubblici e privati (Centro ricerche di Torre Fiorentina e Polo produttivo di Bellaria a Rosia- Sovicille) ed altre aziende del settore, al fine di promuovere lo sviluppo delle attività di ricerca, anche nel settore della nutraceutica, il supporto alla brevettazione e al trasferimento tecnologico, l’incubazione e l’attrazione di progetti innovativi. Va costruita una sinergia tra il distretto della scienze della vita e i distretti agroalimentari del nostro territorio, per realizzare progetti come quelli legati alla nutraceutica e alla medicina di precisione.

 

ECONOMIA, MICROCREDITO, FISES, FONDAZIONE MPS E BANCA MPS
La cura della coesione sociale ha bisogno di un’attenzione specifica e moderna alla marginalità e all’integrazione, per affrontare i nuovi orizzonti delle pari opportunità. Occorre quindi valorizzare anche sul versante nazionale esperienze di microcredito sociale come quella della società di Microcredito di Solidarietà spa, perché questa esperienza positiva trovi tutela nell’evoluzione del quadro normativo.

Parimenti il sostegno alla piccola impresa, all’innovazione e al passaggio generazionale ha con Fises e l’attenzione progettuale della Fondazione MPS due presidi sul versante economico che rappresentano un valore aggiunto da preservare sul livello nazionale.

Per la Banca MPS, con l’intervento dello Stato nella compagine azionaria e sociale si apre una nuova fase di rilancio di una delle maggiori banche italiane e della principale realtà economica della Toscana, che ha necessità di attenzione dello Stato per la salvaguardia dei livelli di occupazione anche relativi al territorio e dei legami con lo stesso (sede e direzione generale a Siena), insieme a preservare un riferimento qualificato ai progetti di vita delle famiglie e delle imprese.

I segni secolari del positivo legame con la comunità senese (marchio e collezioni d’arte) devono essere salvaguardati e promossi come il simbolo di questo speciale collegamento della Banca con il nostro territorio, con le sue qualità e il proprio capitale sociale, capaci di trasmettere valore ai progetti che accoglie: quindi, mantenere il cuore della Banca a Siena è un valore significativo del suo bilancio e un valore aggiunto di ogni sua strategia.

 

ORGANIZZAZIONE ISTITUZIONALE DEGLI ENTI LOCALI E DEI SERVIZI
Il consolidamento e la riorganizzazione delle autonomie locali nell’ambito del sistema istituzionale nazionale deve rappresentare una priorità per il prossimo Parlamento.

Occorre una discussione politica sulla riforma delle province con il superamento della legge Del Rio, una normativa che, nata per gestire una fase transitoria e di incertezza istituzionale, deve essere adesso rivista al fine di garantire agli enti provinciali una prospettiva funzionale di medio-lungo periodo, nuove e specifiche competenze e le necessarie risorse finanziarie per svolgerle.

Non va esclusa una nuova riflessione sul modello di governance delle province, che possa prendere in considerazione anche l’ipotesi di un ritorno all’elezione diretta degli organismi politici.

La legge sui piccoli comuni, approvata grazie all’apporto fondamentale del nostro partito, deve rappresentare il modello per la valorizzazione delle realtà istituzionali locali, con una particolare attenzione a quelle periferiche e rurali. Ciò non solo attraverso l’implementazione del relativo fondo come già previsto nel programma nazionale del PD, ma anche attraverso una rinnovata attenzione sia legislativa che finanziaria al fondamentale ruolo svolto dai Comuni quale presidi democratici sul territorio, e primi erogatori di servizi fondamentali alla persona.

Un altro tema da approfondire è rappresentato dalle modalità di associazione dei servizi comunali, cercando di porre l’attenzione sulle peculiarità delle situazioni amministrative, su obiettivi qualitativi e sui costi standard, piuttosto che sull’imposizione di modelli astratti e universali. Parimenti, i processi di fusione devono garantire il massimo coinvolgimento delle comunità interessate e delle loro volontà.

I vincoli di bilancio e il blocco del turn over (è auspicabile che si tenga conto non solo di indici calcolati in base alla popolazione, ma anche all’estensione territoriale ) rischiano di far venire meno la capacità di riferimento e di servizio sul territorio soprattutto dei piccoli comuni, per cui bisogna continuare sulla strada già intrapresa di percorre strade nuove, che coniughino i principi del risanamento con la salvaguardia delle condizioni che permettano alle istituzioni pubbliche di funzionare ed essere utili sul territorio.

Infine, in tema di fiscalità generale, la percezione del senso comune è che al peso fiscale (non sempre coerente con gli annunci politici per promuovere il lavoro: es. IMU sui capannoni) non corrisponda un pari intervento pubblico sui beni comuni, sulle infrastrutture e sulle politiche di promozione delle pari opportunità.