Elezioni Politiche 2018: rinnovo commesse Bassilichi ;candidati Liberi e Uguali al Parlamento Mancuso e Bettini, “preoccupazione per la mancanza del piano industriale e per le commesse Mps e Poste su Siena”

Quelle emerse dall’incontro  a Firenze, tra Bassilichi, che fa parte del Gruppo Nexi, e i sindacati non sembrano essere risposte rassicuranti per i lavoratori delle sedi di Pian del Casone e San Martino.A rischio il rinnovo di ben due commesse: una interessa Mps, già scaduta a fine gennaio e l’altra riguarda invece le Poste, in scadenza a fine mese. Entrambe le commesse impiegano in totale circa 80 dipendenti. La Bassilichi opera nell’ambito dei servizi per la gestione dei pagamenti e del back office bancario e amministrativo.Per quanto riguarda la commessa di Mps sembra che all’interno della dinamica del rinnovo si sia inserito un concorrente che ha avanzato a Mps un’offerta molto bassa con la quale la Bassilichi non riuscirebbe a coprire neppure i costi del personale. “La preoccupazione crescente dei lavoratori – dicono Fulvio Mancuso e Loriana Bettini(foto) candidati al Parlamento per LeU – è più che legittima. Dopo l’incontro di ieri e i nuovi sviluppi, sorgono domande spontanee: visto il prezzo così basso, quali saranno le condizioni di lavoro dei dipendenti? Monte dei Paschi lascerebbe spazio a questi soggetti senza affrontare il problema della professionalità e senza cercare di mantenere il lavoro nel territorio? Dall’incontro di ieri è emerso che Nexi non avrebbe un’alternativa in caso di perdita di tale commesse. La mancanza di una risposta chiara non fa che alimentare una preoccupazione che aleggia già da tempo nelle vite di molte famiglie che vivono ormai in un clima di incertezza”.In mattinata i sindacati incontreranno in assemblea i lavoratori per analizzare la complicata situazione e decidere insieme le azioni da intraprendere a difesa dell’occupazione. “Oggi a Siena verrà Padoan, candidato al collegio uninominale del Pd, paracadutato sul territorio senese dal suo partito e presentato qui come ‘il salvatore di Banca Mps’. Un merito che a nostro avviso – proseguono Mancuso e Bettini – non gli spetta dal momento che, fin dal 2011, sia i governi di centrodestra – Berlusconi con il ministro Tremonti – che quelli di centrosinistra – a guida Renzi e Gentiloni – compreso anche quello tecnico di Monti, hanno condotto un’azione inefficace e soprattutto intempestiva sia di fronte all’Unione Europea che rispetto alle azioni da compiere nel sistema creditizio del Paese. Sottolineiamo con forza la necessità che rimanga solido il radicamento delle attività di Banca MPS nel nostro territorio, sia come azienda che come centro importantissimo di occupazione e lavoro”.