Gruppo PD Regione Toscana

La fibra ottica diventa democratica: banda larga in tutte le frazioni della Toscana entro il 2020.
Previsti altri 257 milioni di investimenti nella nostra regione

L’agenda digitale della Toscana scrive una nuova pagina e lancia la sfida operativa della banda ultralarga nelle cosiddette aree bianche, cioè quelle ignorate dal mercato e dove, in una regione come la nostra, fatta di tanti borghi e piccoli comuni, riguarda tanti cittadini e imprese.La buona notizia è arrivata da poco: la giunta regionale ha dato il via a un accordo che prevede una conferenza unica di servizi tra i Comuni e gli enti più diversi, dall’Anas ai Parchi e le Soprintendenze, in testa la Regione, per snellire e velocizzare le autorizzazioni necessarie ai microscavi o alla posa di cavi aerei per portare la fibra ottica in tutte le frazioni, quelle più piccole e isolate. Il provvedimento è stato proposto in giunta dall’assessore regionale Vittorio Bugli, che ha messo in risalto il fatto che l’accordo serve a velocizzare i tempi per gli scavi, superando l’impasse legato alle trafile per il rilascio dei permessi. L’importanza di fare velocemente risulta evidente, perché la possibilità di essere in rete costituisce un fattore di competitività indiscutibile. Nell’era digitale, infatti, una moderna autostrada telematica vale moltissimo e l’accesso ad internet veloce è un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo economico di un territorio. Per questo la Regione, assieme al ministero allo sviluppo economico, ha deciso da tempo di investire nel progetto risorse importanti.

Dal 2011 in poi, molti sono stati gli interventi, prima con la banda larga: oltre 87 milioni spesi e 1.251 borghi e frazioni interessate. Qualche mese fa è stata la volta della banda ultralarga: 257 milioni di investimenti (120 dalla Regione ed il resto dal governo) tra fondo nazionale di sviluppo e coesione e fondi europei Fser e Feasr, compresi i 29 milioni del progetto pilota avviato nel 2015 in undici comuni (Santa Croce sull’Arno, Cerreto Guidi, Altopascio, Campo nell’Elba, Roccastrada, Capalbio, Pomarance, Porcari, Bientina, Castel del Piano, San Marcello Pistoiese) ed ora quasi concluso.Quindi, oggi la buona notizia si può riassumere così: entro il 2020 in Toscana ovunque internet veloce! Nel nuovo intervento tutti i comuni toscani, almeno con un borgo o una frazione, sono coinvolti (anche i grandi capoluoghi). Saranno coperte anche la quasi totalità delle case sparse. I lavori, suddivisi in quattro lotti, saranno ultimati entro tre anni. Il primo – 55 Comuni interessati, oltre mille località e i primi cantieri pronti a partire – si concluderà nel 2018. Complessivamente sono 6.028 diversi interventi e l’obiettivo è cablare ad almeno 100 Mbit al secondo, il che vuol dire che in qualche località si potrà navigare anche più velocemente, 364 mila edifici tra abitazioni, uffici e aziende e 784 mila toscani, ovvero un quinto della popolazione regionale che ora su internet naviga con difficoltà o molto più lentamente. Si tratta del 70 per cento delle aree bianche di tutta la Toscana. Al restante 30 per cento sarà comunque assicurata una copertura ad almeno 30Mbs.La gara, che vede la Toscana tra le prime a partire, ha coinvolto sei regioni in un bando da 1,4 miliardi di euro e si è conclusa il 16 giugno 2017 con la stipula del contratto con Open Fiber, la società che si è aggiudicata tutti e quattro i lotti. La rete realizzata rimarrà di proprietà pubblica.Sarà data priorità, nella scelta della sequenza dei cantieri, ai comuni con la maggior densità di imprese, agricole o industriali. L’intervento sarà capillare. Più che con la banda larga, la fibra stavolta arriverà vicinissima alle abitazioni, a non più di quaranta o cinquanta metri. Ma i disagi saranno limitati perché si cercherà quanto più possibile di riutilizzare infrastrutture già esistenti, ovvero cavidotti e canaline che si trovano già sottoterra, pubblici o utilizzati da altri operatori. Dove invece uno scavo sarà necessario, la trincea sarà comunque davvero piccola: profonda non più di quaranta centimetri e larga venti, ai bordi della carreggiata. «Come è facile comprendere – commenta il capogruppo del Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras – si tratta di una vera e propria rivoluzione infrastrutturale, che porterà più competitività in tutti i territori della Toscana e assume i caratteri di una grande operazione di democratizzazione delle risorse telematiche. Inoltre, cosa non affatto trascurabile, l’esistenza di condizioni favorevoli anche nelle più sperdute frazioni della regione, potrà servire a contrastare lo spopolamento e l’impoverimento di quelle zone, a partire dai piccoli borghi e dalla montagna. La giunta regionale – conclude Marras – ed in particolare l’assessore Bugli, da sempre molto impegnato su queste tematiche, sta facendo davvero un ottimo lavoro”.«L’anno scorso  – ha detto Vittorio Bugli in occasione di un recente convegno – abbiamo portato la banda larga ovunque e quando nei mesi scorsi abbiamo predisposto la gara per l’ultralarga ci eravamo posti l’obiettivo di coprire con il nostro intervento nelle aree svantaggiate l’88 per cento della popolazione, consentendo almeno alla metà di navigare ad una velocità superiore a 100 Mbit. Una percentuale e una velocità già alte. Ma alla fine si andrà addirittura oltre: ci siamo infatti accordati con chi ha ricevuto l’appalto affinché la copertura sia al 99 per cento della popolazione, con l’88 per cento in grado di navigare almeno a 100 Mbit».

 

 

13 ottobre 2017

Disabilità: ecco la nuova legge regionale.
Diritti ampliati, persona al centro e stop ai limiti di età per l’erogazione dei servizi

Una nuova legge sulla disabilità che mette al centro la persona e che si fa carico del suo progetto di vita. L’ha appena approvata il Consiglio regionale dopo un lungo lavoro di tessitura  e approfondimento della commissione sanità guidata da Stefano Scaramelli (Pd). Il nuovo testo tende a dare un nuovo quadro normativo complessivo  alle politiche che regolano la vita delle persone con disabilità, tenendo dentro principi cardine e ampliando i diritti. Non ci sono più gli schemi legati all’età; vengono tolti i limiti anagrafici per stare nei centri di socializzazione. Il che significa che i servizi  non si interromperanno al compimento dei 65 anni di età o non prenderanno avvio solo al compimento del diciottesimo anno. L’assistenza continuerà e la persona anziana non verrà sradicata, ma gli verrà garantita la permanenza nell’ambiente in cui vive, affermando così il ruolo importante della vita indipendente. Altro punto centrale è il richiamo forte all’eliminazione delle barriere che ostacolano l’esercizio autonomo di ogni attività,  e alla promozione della partecipazione alle attività culturali, ludiche e sportive delle persone con disabilità, per consentire una piena manifestazione delle loro potenzialità. L’obiettivo del testo, come ha anche sottolineato il presidente Scaramelli in aula durante il dibattito prima dell’approvazione, è quello di diffondere una nuova cultura in materia, per permettere  a queste persone di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali e assicurare le migliori condizioni di vita possibile. La legge semplifica le procedure di accertamento delle condizioni di disabilità e punta essenzialmente al progetto di vita che è la prima cosa da essere elaborato dopo la presa in carico dei servizi. Si tratta di principi  innovativi che fanno da piattaforma anche per le politiche future e   che mettono la Toscana all’avanguardia nella gestione del pianeta disabilità. Una normativa evoluta che si occupa del ‘durante’, in piena sintonia con la politica nazionale del “Dopo di noi”.Una legge che, come ha detto Massimo Toschi, consigliere per le politiche sulla disabilità del presidente della Regone è  “Una rivoluzione culturale e di linguaggio, la cui pietra angolare  è il lemma ‘persona’: i disabili sono persone e questa parola chiave apre scenari nuovi. Le persone disabili pongono la questione dei diritti sociali; le persone disabili domandano il progetto di vita indipendente”.E proprio a pochi giorni dall’approvazione della legge toscana, si è svolta nella sede di Spazio Reale a Campi Bisenzio la terza edizione della Conferenza regionale sulla disabilità (a questo link i dettagli: http://www.toscana-notizie.it/-/conferenza-regionale-disabilita-l-accessibilita-declinata-in-tutti-i-settori ). «In questi anni – ha detto l’assessore regionale Stefania Saccardi – sulle riforme per la disabilità non abbiamo mai fatto passi indietro. Solo qualche esempio: abbiamo rifinanziato con 9 milioni il Progetto Vita Indipendente, e abbiamo raddoppiato le risorse arrivate dal governo per il Dopo di noi».

 

 

15 Settembre 2017

Regione Toscana: assessore Stefania Saccardi illustra le cose fatte e quelle in corso di attuazione per la lotta alla povertà e le politiche per l’inclusione , “un complesso di azioni mai viste prima- ha detto- , si è aperto un grande cantiere sociale”

Siamo di fronte a un complesso di azioni che non hanno precedenti nelle politiche sociali della Regione e del governo nazionale. Sei mesi fa avevamo chiesto di aprire un grande “cantiere sociale”, ipotizzando anche di anticipare misure sul reddito di inclusione. Il governo Renzi aveva avviato un percorso e il governo Gentiloni lo ha attuato rapidamente, e non possiamo che esserne soddisfatti. Nessuna euforia, ma non c’è dubbio che stiamo mettendo in campo un intervento organico, che tra risorse nazionali e regionali vedranno un impegno di quasi 400 milioni di euro in Toscana. Ricordiamo a coloro che oggi tentano di sminuire questi fatti che il dato di partenza era quello dell’azzeramento del Fondo Sociale nazionale, così come di quello per i non autosufficienti.Nell’ultima seduta del Consiglio regionale, l’assessore al diritto alla salute e al welfare, Stefania Saccardi, ha illustrato le cose fatte e quelle in corso d’attuazione sul grande tema della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.La strategia di fondo è chiara: una azione incisiva si fa riunificando gli interventi attivati sul territorio e coordinando fortemente tutti i settori regionali. Quattro le linee di intervento, che rispondono all’esigenza di assicurare un’offerta integrata di servizi e prestazioni: politiche di inclusione socio-lavorativa delle persone svantaggiate; politiche di lavoro per il contrasto alla povertà; politiche abitative per il contrasto alla povertà; politiche scolastiche per il contrasto alla povertà. Ecco, in sintesi, gli interventi principali:

Inclusione socio lavorativa delle persone svantaggiate:

sono in fase di attuazione gli interventi di presa in carico multi professionali, nell’ambito del programma operativo regionale Fse 2014-2020, che coinvolge più di 2000 destinatari, in condizioni di disabilità o certificati per bisogni inerenti la salute mentale, non occupati e in carico ai servizi socio-assistenziali. Tra i percorsi individuati ricordiamo le misure attive di inserimento, con tirocinio di inclusione sociale, e l’indennità di partecipazione.

Politiche del lavoro:

la Giunta ha approvato il Piano integrato per l’occupazione, finalizzato a garantire un sostegno al reddito e l’assistenza intensiva alla ricollocazione, per favorire il reinserimento lavorativo dei disoccupati, con interventi rivolti a circa 5000 persone, e concentrati principalmente all’interno delle aree di crisi industriali.

Politiche abitative:

Nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), il sostegno alle famiglie che si trovano in case in locazione a canoni di mercato e a quelle in situazione di sfratto per morosità incolpevole.

Istruzione:

La conoscenza può ampliare gli spazi di libertà individuale, l’istruzione può diventare un importante mezzo di emancipazione dalla povertà. Da qui le politiche scolastiche con gli interventi per sostenere il sistema regionale nidi; i progetti educativi zonali Infanzia ed Età scolare; il “pacchetto scuola”, destinato a studenti in condizioni economiche difficili finalizzato a sostenere le spese necessarie per la frequenza scolastica, quali libri, altro materiale didattico e servizi.

Come si procederà per il futuro, per attuare pienamente tutto ciò? Toccherà ad una cabina di regia, composta dai direttori delle diverse direzioni regionali che si occupano di tali questioni o da loro delegati, riferire alla Giunta in via periodica sullo stato di attuazione di tali misure, con particolare riferimento al coordinamento di alcune funzioni o attività. Capofila della cabina di regia è la direzione Diritti di cittadinanza e coesione sociale, attinente all’assessorato a Diritto alla salute e Welfare, ma sono coinvolte anche direzioni relative ad altri assessorati come Lavoro, Urbanistica e politiche abitative, Istruzione e formazione. Per la Regione Toscana, quindi, la povertà e l’esclusione sociale si combattono coordinando in modo organico tutti i progetti regionali. “Nel mettere in fila e implementare i provvedimenti adottati – ha sottolineato l’assessore Saccardi – la Regione non vuole misure assistenzialiste, ma intende sostenere l’inclusione, combattere quindi la povertà accompagnando chi è in situazione di bisogno”. Alla fine del dibattito (nel corso del quale sono intervenuti per il Pd il presidente della commissione sanità e politiche sociali, Stefano Scaramelli, la consigliera Valentina Vadi ed il capogruppo Leonardo Marras), l’aula ha approvato a maggioranza una risoluzione proposta dal gruppo Pd per condividere “i contenuti del documento unitario contenente le misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale intraprese e quelle che si intendono realizzare sul territorio regionale; in particolare, il carattere organico di tale proposta che coinvolge ed interessa una pluralità di assessorati e di direzioni regionali, quali quella relative a Diritti di cittadinanza e coesione sociale, Urbanistica e politiche abitative, Lavoro e Istruzione e formazione, che assieme costituiscono una cabina di regia sul tema del contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”. La risoluzione, inoltre, impegna la giunta regionale “a continuare  il confronto proficuo con il Consiglio regionale in merito alle politiche di contrasto alla povertà, ed a riferire, con cadenza annuale, nelle Commissioni permanenti coinvolte sullo stato di attuazione delle misurepreviste dalla comunicazione” svolta dall’assessore Saccardi.

 

 

11 Agosto 2017

Toscana : la prima variazione del bilancio regionale “premia” cultura, sociale, economia e ambiente

Un pacchetto di interventi normativi che va ad incidere su diversi ambiti della programmazione regionale, dalla cultura al sociale, temi cruciali che si confermano prioritari per la Toscana. La prima variazione al bilancio di previsione 2017-2019, approvata dal Consiglio regionale nelle scorse settimane, è certamente uno dei provvedimenti più importanti adottati dall’Assemblea prima della breve pausa estiva. La variazione è stata illustrata in aula dal presidente della commissione bilancio, Giacomo Bugliani (Pd) e rappresenta il coronamento di un fitto lavoro svolto tra i consiglieri di maggioranza e l’assessore Vittorio Bugli. Rilevante la presenza di oltre 17 milioni di euro per attività culturali così come le risorse stanziate nell’ambito del diritto allo studio, che ammontano a 16 milioni di euro, una parte dei quali va a toccare il tema degli interventi urgenti in materia di edilizia scolastica. Oltre 5 milioni per il 2017 oltre 3,5 milioni nel 2018 e quasi 1 milione nel 2019 vanno al settore politiche sociali e per la famiglia, in particolare più di 2,3 milioni destinati a misure di sostegno della locazione abitativa. Sono previste, poi, maggiori risorse per interventi a favore delle politiche locali per la sicurezza, oltre 1 milione di euro per il 2017, oltre 1,2 milioni per il 2018 e circa 1,2 milioni per il 2019. Sono più di 7 milioni per il 2017, oltre 9 nel 2018 e 9 nel 2019 le cifre stanziate invece per la tutela dell’ambiente, mentre oltre 5 milioni di euro per quest’anno vengono aggiunti a quelli in programmazione per il sistema agroalimentare. Da segnalare per il 2017 5,7 milioni di euro per lo sviluppo e la competitività del sistema economico. In particolare, nell’ambito del piano strategico della Costa, 500mila euro sono destinati ad uno studio di fattibilità per la realizzazione di poli tecnologici dell’economia circolare. Sette milioni di euro vanno inoltre al trasporto pubblico locale, circa 2 milioni di euro nel 2017 per la valorizzazione del territorio in ambito turistico mentre 4 milioni di euro nel 2017 e 2 milioni nel 2018 per la realizzazione di opere di viabilità di interesse regionale. Queste le priorità d’intervento all’interno delle quali ci sono poi risorse destinate a singoli interventi sui territori. Altre risorse, invece, riguardano progetti specifici, come ‘Centomila orti in Toscana’ che vede aumentare la dotazione finanziaria per il 2018 di 300mila euro. Arrivano inoltre ulteriori risorse per 1 milione di euro all’Autorità portuale regionale, per gestire le aree demaniali a finalità turistico ricettiva. Il Consiglio, infine, ha deciso di assegnare un contributo di solidarietà, pari a 20mila euro ciascuno per due anni, a Mario Vece, l’artificiere della polizia di 39 anni ferito a Capodanno nel centro di Firenze da una bomba ed alla famiglia di Leonardo Lo Cacio, portiere di notte in un hotel, ucciso brutalmente  lo scorso marzo a Prato.

Ecco alcuni dei principali interventi sui vari territori contenuti nel provvedimento.

  • La Fondazione Carnevale di Viareggio potrà contare su un milione di euro per far fronte al nuovo sbilancio dovuto al venir meno di entrate previste dallo Stato e dal Comune.
  • La città di Pisa potrà contare su contributi straordinari di 9milioni, di cui 5 al Comune per la Cittadella Galileiana e 4 in favore dell’Università
  • Per chiudere la gestione commissariale del Consorzio Z.I.A., zona industriale apuana, si prevedono 500mila euro in più.
  • Per cofinanziare un contratto di sviluppo, stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico ed il Gruppo Solvay, sono previsti 500mila euro.
  • Il comune di Cascina potrà contare su un contributo straordinario di 50mila euro per il 2017 ed i due anni successivi per lo sviluppo del progetto Fab Lab del Polo tecnologico di Navacchio.
  • All’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche sono assegnati circa un milione e mezzo di euro per la cooperazione sanitaria internazionale.
  • Il comune di Isola del Giglio avrà un contributo straordinario di 300mila euro, pari al riconoscimento della Regione Toscana come parte civile a titolo di risarcimento danni nel processo della Costa Concordia.
  • La provincia di Pisa potrà contare su un contributo straordinario di 400mila euro per il progetto definitivo della nuova sede del liceo di San Miniato e Montopoli Valdarno.
  • Alla valorizzazione del teatro Ernesto Rossi di Pisa sono destinati 100mila euro.

Alla progettazione e realizzazione della scuola media di Aulla sono infine destinati 1.700.000 euro, nell’ambito del Piano degli interventi per superare le emergenze causate dalle alluvioni del 2011.

 

 

14 luglio 2017

Tirrenica e Darsena Europa: due infrastrutture costiere che faranno il bene di tutta la Toscana

 

 

Una delle novità più rilevanti dell’attuale legislatura regionale è stata l’istituzione della Commissione consiliare per la ripresa economico-sociale Toscana costiera. Eravamo e siamo convinti che per fare più forte la nostra regione occorre pensare a uno sviluppo omogeneo di tutti i territori, colmando i divari e le potenzialità di crescita di quelle città, che per motivi diversi, hanno avvertito più fortemente la crisi economica degli scorsi anni. E non vi era dubbio che, proprio la realtà costiera, sulla scorta dei numeri e degli indicatori economici, avesse bisogno di acquisire centralità nelle nostre politiche, di ricevere una spinta forte.
Tutto ciò, per quanto ci riguarda, significa pensare alla Costa come una parte essenziale del destino comune dell’intera Toscana, perché è solo riducendo il gap che si può raggiungere l’obiettivo di una regione pienamente protagonista negli scenari nazionali ed europei.
Quando mettiamo l’accento sulla necessità di decidere ed accelerare su alcune grandi infrastrutture costiere, quindi, intendiamo dire che esse servono non solo alla Costa ma all’intera Toscana. Nel caso della realizzazione della Darsena Europa del porto di Livorno e del completamento della Tirrenica, poi, parliamo di due progetti utili all’intero sistema paese. Due infrastrutture che la stessa commissione Costa, nel Piano Strategico approvato pochi mesi fa, individua come prioritarie.
Per questo, recentemente, insieme al segretario regionale del Pd, il deputato Dario Parrini, e all’assessore alle infrastrutture, Vincenzo Ceccarelli, abbiamo presentato un’iniziativa politica ed istituzionale nei confronti del governo nazionale per chiedere un punto di svolta e impegni precisi.


Nel concreto: abbiamo presentato una mozione in Consiglio regionale, firmata dal nosto capogruppo, Leonardo Marrass, dal presidente della giunta regionale, Enrico Rossi, dal presidente della commissione ambiente e territorio, Stefano Baccelli, da quello della commissione Costa, Antonio Mazzeo, dal presidente della commissione sviluppo economico, Gianni Anselmi, dalla capogruppo di MDP, Serena Spinelli e da molti altri consiglieri Pd. Dario Parrini, poi, ha preso l’impegno di presentare un atto parlamentare insieme ad altri deputati eletti in Toscana. Cosa chiediamo concretamente? Intanto pensiamo che il governo nazionale, che pure si è distinto negli ultimi anni come mai prima per aver sostenuto con considerevoli finanziamenti diverse e importanti infrastrutture in Toscana, ci debba alcune risposte rapide. In particolare: per quanto attiene alla Tirrenica, bisogna ricercare una soluzione condivisa che garantisca, con tempi di realizzazione certi e garanzia delle risorse necessarie, il completamento del Corridoio Tirrenico con la trasformazione a 4 corsie di tutto il tratto toscano, con il rifacimento della variante Aurelia verso sud fino a Grosseto e con la realizzazione di una infrastruttura adeguata e sicura a sud di Grosseto anche in concessione, nonché il collegamento con l’area portuale di Piombino (Bretella SS 398).
Per ciò che riguarda la Piattaforma Europa, bisogna confermare con risorse certe la realizzazione dell’ampliamento a mare del porto di Livorno – e tutti gli interventi ad esso connessi – quale opera indispensabile e non più rinviabile per continuare a garantire l’operatività del porto medesimo, nonché in prospettiva, per assicurargli un futuro, mediante un celere avvio dei lavori necessari anche al rafforzamento dei collegamenti alla rete ferroviaria nazionale e agli altri collegamenti del nodo logistico.
Come si può capire, si tratta di due opere importantissime, non più rinviabili, la cui realizzazione non solo è un punto fermo nel nostro programma di governo in Regione, ma costituisce un enorme potenziale di sviluppo per il futuro dell’intera Toscana, in termini di sostegno alle imprese, di logistica, di turismo, di una mobilità moderna e sicura.

I consiglieri regionali del Pd