Il personaggio del mese di gennaio 2018: Alfonso Lionelli, “ho un debito di riconoscenza verso i giocattoli della Playmobil. Mi hanno salvato dalle insidie della strada”. Ecco perché espone da anni le sue costruzioni di Playmobil a Chianciano. Spera di comunicare ai giovani un messaggio di rinascita. Quest’anno ha ricostruito il paesaggio di Chianciano con le sue terme, i suoi alberghi . E’ esposto fino al 14 gennaio a Villa Simoneschi

Di Francesca Andruzzi

Ogni periodo di crisi economica, è noto, porta con sé due aspetti. Il primo riguarda un impoverimento materiale, il secondo attiene ad un accrescimento dell’inventiva. Perché l’essere umano, per fortuna, è fatto così. E così era anche  un signore tedesco che già prima della crisi petrolifera del 1973 produceva giocattoli in plastica; e la plastica, anche questo è noto, si fa con il petrolio. Meno petrolio uguale meno oggetti in plastica? No, devi essersi detto il nordico industriale. Solo più piccoli. E così, come sicuramente ricorderanno i lettori che hanno superato il mezzo secolo di vita, nacque la Playmobil, una serie di giocattoli in miniatura che approdarono sul mercato internazionale nel 1974, in piena austerity, e che salvarono i doni sotto l’albero di Natale di milioni di bambini di allora. I pezzi venduti furono svariati miliardi e ciò che allora rappresentava un gioco, oggi è divenuto passione per alcuni, come Alfonso Lionelli, che nel 1974 neanche era nato, ma che all’età di otto anni giocava per i vicoli della sua città, prima di scoprire quei “pupazzetti” che rappresentarono una vera e propria innovazione. Oggi, questo simpatico signore napoletano, che dal 2001 ha fissato la propria residenza a Chianciano Terme insieme alla sua bella famiglia, colleziona i giocattoli Playmobil, forse anche “per riconoscenza”, e ha deciso, da un paio di anni, di condividere questa sua passione con i cittadini chiancianesi, anche grazie alla amministrazione comunale della bella cittadina termale, per una finalità di tutto rispetto. Arriva all’appuntamento fissato per l’intervista in compagnia della giovane e bella moglie Santa, di nome e di fatto, potremmo dire, visto che la signora Lionelli sopporta pazientemente di avere la casa invasa dalle costruzioni realizzate dal marito, perché, a detta di quest’ultimo, “conservarle in cantina sarebbe un delitto”. 

D.: Quando è nata questa sua passione per la Playmobil?

R.: Avevo otto anni e come tanti bambini di quella età, che trent’anni fa giocavano con quello che capitava, i vicoli di Napoli erano la mia seconda casa. Un giorno, vicino ad un cassonetto, notai alcuni personaggi Playmobil che qualcuno aveva deciso di gettare, nonostante fossero integri. Li raccolsi e tornai a casa per costruirli e dare loro… vita. Da quel momento iniziò la mia passione, tanto è vero che trascorrevo giornate intere davanti un negozio che teneva questo tipo di giocattoli in vetrina. Una cugina, poi, mi cedette i suoi, e non li ho più lasciati.

D.: E i suoi compagni di giuoco dei vicoli partenopei?  

R.: Alcuni di loro non hanno avuto la mia stessa fortuna e rimanendo tra i vicoli hanno pure fatto brutti incontri. Trent’anni fa era così. La strada era una risorsa, ma anche un pericolo. Posso dire che ho un debito di riconoscenza verso questo tipo di giocattolo, perché mi ha salvato dalle insidie della strada. 

D.: Già da qualche anno espone le sue costruzioni, peraltro gratuitamente, affinché tutti possano ammirare e condividere ciò che è capace di inventare grazie a questi piccoli oggetti in plastica. Perché ha deciso di essere così generoso?

R.: Credo proprio per pagare il mio debito di riconoscenza. Vede, oggi il pericolo maggiore che corrono i ragazzi, rispetto a noi che eravamo molto giovani trent’anni fa, è rappresentato da quell’oggetto che dovrebbe essere un telefono e che quotidianamente tengono tra le mani, illudendosi di essere sempre connessi con il mondo. In realtà, come in tutte le cose, c’è un aspetto di internet socialmente utile e un altro estremamente pericoloso. Il rischio che corre la gioventù di oggi, a dire il vero fin dall’infanzia, visto che anche bambini molto piccoli dispongono di uno smartphone, è che vada in frantumi la loro fantasia, la loro creatività. Con le mie collezioni spero di comunicare, soprattutto ai giovani, ma anche agli adulti, un messaggio di rinascita. 

D.: E in che modo?

R.: Mi spiego meglio. Quando ho tra le mani i personaggi della Playmobil  essi sono pezzetti di plastica inanimata. Ecco, con le costruzioni che realizzo, do loro vita e ogni volta che porto a termine un’opera, io la vedo viva. Questo è il messaggio che intendo portare. Che l’essere umano può riuscire, con la fantasia e la creatività, a far vivere tutto, anche la plastica. Mentre non deve cedere a un pezzo di plastica che può uccidere fantasia e creatività. Quest’anno ho costruito il paesaggio di Chianciano, con le sue Terme, i suoi alberghi, i suoi giardini. In esso ho posto i personaggi che animavano questi luoghi in tempi passati. Non voglio togliere la sorpresa a coloro i quali avranno la bontà di visitare la mostra, ma la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un film. Si percepisce la vita, anche se tutto è di plastica. Non è meraviglioso? 

D.: Chi vuole ringraziare per questo originale allestimento?

R.: Intanto mia moglie Santa che mi supporta, e sopporta, in questa passione da quando ci siamo conosciuti. Poi l’Assessore Danila Piccinelli e il Sindaco Andrea  Marchetti che mi hanno consentito di poter aprire un laboratorio espositivo. Un ringraziamento particolare va anche alla Playmoebius, una azienda di Siviglia che mi ha fornito i pezzi necessari per la costruzione di Chianciano in miniatura. Grazie a questa azienda spagnola, a ottobre 2018 sarò a Le Mans. 

D.: Lei ha due figlie. Che pensano di questa passione del babbo?

R.:  Le mie figlie sono ancora bambine, ma comunque anche loro sostengono la mia passione. Ho presentato il progetto della mostra anche presso la scuola che frequentano, con successo. Ma il mio lavoro è trasversale. Pensi che ultimamente sono giunti a Chianciano due pullman di over sessanta per visitare la mia collezione. 

D.: Come ha detto prima, anche l’amministrazione comunale ha dato un supporto alla sua creatività.

R.: Assolutamente sì e ribadisco i miei ringraziamenti. Pensi che il Sindaco mi ha detto che sono stato un pilastro del periodo natalizio. Una bella soddisfazione, oltre alla dimostrazione che quando pubblico e privato collaborano in maniera fattiva, i risultati sono sempre positivi. 

D.: Pensa di rimanere stanziale o, oltre a Le Mans, ha progetti itineranti per le sue collezioni?

R.: Naturalmente mi piacerebbe condividere le mie rappresentazioni anche in altri luoghi, per offrire a più visitatori questo messaggio di vita. I miei scenari sono un omaggio alla vita. Sono rappresentate le persone che lavorano e che rendono possibile lo sviluppo della economia, quelle che si occupano della nostra sicurezza, tant’è che quest’anno ho inserito anche i Vigili del Fuoco impegnati nello spegnimento di un incendio. Ma anche quelle che semplicemente si divertono in maniera sana. La rappresentazione di una società fresca, produttiva, scevra da condizionamenti, dove la parola d’ordine è serenità.

D.: Quindi, pensando a un’altra cittadina dove portare questo messaggio di vita?

R.: Penso a Chiusi, anche perché il vice sindaco, Chiara Lanari, mi ha contattato dopo aver visto i miei lavori. Naturalmente, ho già in mente la realizzazione dello scenario. E spero che anche le altre cittadine sparse tra la Val d’Orcia e la Val di Chiana possano interessarsi a questo mio progetto. A me basta solo una location, come si dice oggi, per esporre. E’ tutto a costo zero per chi vorrà ospitare i miei lavori. E il guadagno, come le dicevo, sta nell’offrire ai cittadini la possibilità di assistere a qualcosa di diverso ed estremamente arricchente.

 

D.: Vuole dare ai nostri lettori qualche data?

R.: La mostra di Chianciano Terme si trova presso  Villa Simoneschi e si protrarrà fino al 14 gennaio 2018. Sulle date di Chiusi spero di poter fornire indicazioni molto presto sulla mia pagina Facebook…vede, qualche volta internet è utile!