Montepulciano: sarà il Vescovo Manetti sabato 3 febbraio a dare il via ai festeggiamenti  per il V centenario della posa della prima pietra della Chiesa di San Biagio . Festeggiamenti che si protrarranno fino al 25 dicembre con un crescendo di eventi che coinvolgeranno tutta la comunità

Di Leonardo Mattioli

Sabato 3 febbraio prenderà il via ufficialmente l’inizio dei festeggiamenti per il V centenario della posa della prima pietra della Chiesa di San Biagio (1518-2018), uno dei monumenti più rappresentativi e più visitati non solo del comune poliziano ma di tutto il territorio circostante.  A dare il via con una celebrazione eucaristica e con la lettura della Bolla Pontificia di Papa Francesco per l’apertura dell’anno giubilare sarà il Vescovo della Diocesi Stefano Manetti. Il 3 febbraio segnerà quindi un momento significativo per questi festeggiamenti che andranno avanti, con decine e decine di eventi molti dei quali ancora in progress, fino al 25 dicembre per mettere in risalto il carattere mariano della Chiesa dedicata alla Madre del Buon Viaggio. A illustrare il programma di eventi già messi a punto oggi sono stati, in una conferenza stampa , il parrocco Don Domenico Zafarana,il presidente delle Opere Ecclesiastiche Riunite  Riccardo Pizzinelli , il consigliere dello stesso Ente Alamanno Contucci e gli assessori poliziani Franco Rossi e Francesca Profili. Un “coro” di voci che  all’unisono hanno messo in risalto come tutti gli eventi programmati e da programmare siano stati definiti nell’ottica che fa di Montepulciano un “unicum” particolare e significativo del territorio: un “sistema” che unisce pubblico e privato laico e religioso per favorire lo sviluppo dell’intero territorio e dei suoi abitanti (“l’economia del territorio – ha detto Franco Rossi –vive di cultura e della presa di coscienza di questa peculiarità”). Ad unire tutto un unico logo (foto) e un inno musicale realizzato dal Maestro Luciano Garosi . Tanti gli eventi , si è detto, che culmineranno nella celebrazione ufficiale della posa della prima pietra avvenuta il 15 settembre 1518  anche se il progetto partì il 23 aprile dello stesso anno  per via del miracolo che scosse le coscienze dei poliziani. Dal 2 al  17 settembre di quest’anno ci saranno tantissime iniziative: dai concerti a feste popolari , da convegni a mostre , da musica fino a letture. Inutile dire che quest’anno il Bruscello dedicherà la sua rappresentazione al V centenario e che il Panno del Bravìo delle Botti dovrà essere dedicato all’evento. Prima di allora, ad aprile, ci sarà l’inaugurazione della mostra dedicata al centenario del “miracolo”. Inoltre a primavera i festeggiamenti si sposteranno negli Stati Uniti , al Museo della Harward University di Boston dove Renzo Piano individuò, durante una fase di ristrutturazione,come ha ricordato l’assessore Francesca Profili , dei collegamenti architettonici con San Biagio. Basilica che , come si sa, venne progettata e realizzata in gran parte da Antonio Da Sangallo il Vecchio. Chiesa progettata tenendo conto del suo proporzionato inserimento nel paesaggio agricolo ai piedi del colle di Montepulciano. Il Tempio  cosò , si calcola, 120 mila scudi equivalenti a centinaia di milioni di euro attuali. Cifra che sarebbe potuta essere ben più grande in quanto molta della manodopera fu prestata gratuitamente nei circa trenta anni della sua realizzazione. Quindi il costo è da addebitare soprattutto alle spese dei materiali e dei trasporti. A proposito dei materiali , Pizzinelli ha  fatto presente che la diversità dei colori del travertino è dovuta al fatto che quando si esauriva una cava, se ne apriva un’altra. Probabilmente cave situate in località Sant Albino di proprietà, già allora, della storica famiglia Contucci che “fin da quell’epoca – ha sottolineato Alamanno Contucci – ha manifestato il suo stretto attaccamento alla Basilica”. Insomma ci aspetta un anno di festeggiamenti e di eventi in tutti i campi che, come ha tenuto a sottolineare il parroco Don Domenico, si spera possano essere fruiti da quante più  persone possibile “perché San Biagio è veramente di tutti, è un bene pubblico nel senso più lato del termine  cha ha mantenuto nei secoli oltre la sua armonia architettonica rinascimentale –ha ricordato – la sua funzione di luogo di fede”