Siena: in mostra al San Niccolò un reportage fotografico di Antonella Pizzamiglio, che sottolinea come cultura e impegno civile possano portare a importanti cambiamenti, raccontando storie.  

Il percorso fotografico inizia raccontando le drammatiche condizioni di vita degli internati dell’ospedale psichiatrico di Leros, isola greca, e si snoda attraverso le immagini degli ex degenti a più di venti anni di distanza, le fotografie dedicate agli spazi abbandonati di alcuni ex O.P. in Italia e quelle dell’ex manicomio di Leros oggi, divenuto un centro di accoglienza per migranti.  Tutto questo è “Leros, il mio viaggio – percorso fotografico di Antonella Pizzamiglio”, inserito nel cartellone del Festival Siena Città Aperta, un’esposizione che fa parte delle celebrazioni per i 200 anni dell’ex ospedale psichiatrico San Niccolò, ed è a cura delle associazioni Culturing e il lavoro culturale. Dicono in proposito all’iniziativa gli organizzatori: “Vogliamo affrontare con questa mostra i temi della diversità e del diritto di ogni persona a vivere un’esistenza dignitosa che possa e sottolineare l’importanza che l’arte e la cultura, unite all’impegno civile, hanno nella scoperta e nella diffusione di fatti, luoghi e storie che troppo spesso sono dimenticati o volutamente rimossi”.La mostra, in programma dal 15 febbraio al 15 marzo negli spazi dei voltoni del Palazzo San Niccolò, è composta da oltre 60 fotografie divise in 4 sezioni e ospita un’installazione audio. Attraverso le foto si potrà ripercorrere il viaggio di Pizzamiglio all’interno dell’ospedale psichiatrico dell’isola di Leros dove uomini e donne erano abbandonati a se stessi nella sporcizia, in condizioni igieniche disumane, fuori da qualsiasi rapporto sociale. Il caso dell’ospedale fu portato all’attenzione mondiale proprio grazie alla fotografa italiana e al reportage da lei coraggiosamente realizzato nel 1989.