10 anni dopo il grande Siena, la Serie A torna a investire sui giovani talenti

Il calciomercato è entrato nel vivo, con le trattative più calde che vivono le loro ore più bollenti. Altrove sta già per concludersi, con ad esempio la Premier League alla quale restano ancora 48 ore prima che chiuda i battenti, con l’automatico stop alla telenovela lunga un’estate legata a Lukaku e all’intrigo fra Inter e Juventus. Un mercato che ha visto le squadre italiane protagoniste, con colpi importanti a partire dalla panchina: Conte, Sarri, Gianpaolo e Fonseca. Quasi tutte le big cambiano la guida tecnica e di conseguenza programmi, con una visione diversa del calcio.Molti fra loro, in passato e ci si augura anche in futuro, hanno optato per scelte singolari ma lungimiranti: ad esempio, attingere dal vasto mercato della Serie B, capace di fruttare nel tempo sia dal punto di vista tecnico che economico. Ovviamente ci sono squadre capaci di crederci ed investire maggiormente rispetto ad altre, come evidenzia uno studio esclusivo elaborato dal sito di scommesse sportive Bwin: su tutte il Genoa, sempre particolarmente attivo col Presidente Preziosi, che si tratti della sessione di mercato estiva o di quella invernale, spesso andando a stravolgere il corso della stagione. Le big che hanno attinto dalla cadetteria sono in particolare Juve e Napoli, decisamente più staccata l’Inter o il Milan, che negli ultimi 10 anni ha praticamente destinato tutto il budget rivolto a giocatori provenienti dalla B a Lapadula, ex bomber del Pescara e dall’esito altalenante in rossonero. I grifoni invece dalla futura rivendita dei giocatori acquistati dalla B hanno ricavato una cifra vicina ai 20 milioni di euro, così come la Sampdoria: 10 giocatori acquistati dalla Serie B sotto i 23 anni per una cifra totale di rivendita che si aggira attorno ai 15 milioni di euro. C’è chi poi prova a trattenere i propri gioielli innalzando potenti barricate attorno ai suoi talenti: l’ultimo caso è quello del presidente bresciano Cellino. Tonali lo hanno chiesto in tanti, ma l’erede designato di Pirlo e classe 2000 non si muoverà dalle rondinelle almeno per questa sua prima stagione nel massimo campionato. Piazza che in passato, in particolare nella prima decade del nuovo millennio, ha saputo lanciare tanti giovani e mostrare le virtù del calcio italiano è stato il Siena: i toscani hanno anche concluso campionati a metà classifica grazie alla filosofia della società toscana, capace di far di necessità virtù senza grossi budget a disposizione. Tra i casi più eclatanti c’è ovviamente Mattia Destro (foto), che forse proprio alla Robur ha vissuto quella che ancora oggi è la miglior stagione in carriera. E tanti altri, da Codrea a Rosi, ragazzi capaci di spiccare il volo per grandi squadre o di vestire le rispettive maglie delle Nazionali di appartenenza, sia a livello giovanile che dei grandi. Il calcio italiano resta vigile e coi fari puntati, sino alla serie cadetta: i campioni del domani arrivano anche da lì.