Due regioni,Toscana e Umbria, una strada: il Pd di Chiusi e quello del Trasimeno si confrontano domani 14 maggio a Moiano sul tema dei trasporti e dei collegamenti.  Le proposte della segretaria del Pd di Chiusi Simona Cardaioli

Di Massimo Montebove

Il Pd di Chiusi e quello del Trasimeno si ritroveranno domani alle 15.30 alla storica Casa del Popolo di Moiano, frazione di Città della Pieve, per un incontro dal tema suggestivo: “Oltre i confini geografici. Perugia-Chiusi una strada, due regioni unite”. E’ attesa una importante partecipazione di cittadini e simpatizzanti.  “Chiusi e Città della Pieve, in particolare – dice la segretaria dell’Unione Comunale del Pd di Chiusi, Simona Cardaioli (nella foto tra il sindaco Gianluca Sonnini e il rappresentante dell’esecutivo provinciale del Pd senese Alessio  Pianigiani) -, sono Comuni di regioni diverse con politiche e regole diverse ma accomunati dalla quotidianità, da aree produttive e commerciali limitrofe da famiglie separate solo da un cartello. La pandemia ha evidenziato alcune peculiarità di questo territorio, basti pensare al fatto che familiari non si sono potuti vedere per settimane o clienti abitudinari delle attività commerciali umbre hanno dovuto ripiegare su altri punti vendita proprio per i limiti imposti dal governo legati a confini geografici, per non parlare della difficoltà sulle vaccinazioni e sui reciproci riconoscimenti dei green pass”.

D.Cardaioli, concretamente che cosa si può fare?

R.”Potremmo ragionare su molti aspetti, dalla sanità alle scuole. Molti servizi se fossero gestiti come servizi di area vasta permetterebbero di ottimizzare risorse ed evitare concorrenza che non sempre risulta positiva. La presenza dei laghi con le problematiche comuni, la presenza degli etruschi, di borghi antichissimi, tanti sono gli aspetti in comune che potrebbero determinare anche richiamo di un maggior numero di turisti in tutti i nostri comuni”.

D.La riunione di Moiano parla di “una strada e due regioni unite”.

R.”Chiusi ha servizi che possono essere utilizzati dai cittadini umbri, perlomeno in una vasta area, quella che guarda alla Toscana, penso al casello autostradale, alla stazione ferroviaria ad un potenziale interporto. Migliorare i collegamenti porterebbe un giovamento ad entrambe le regioni e fare in modo che nessun comune rimanga isolato perdendo posti di lavoro, abitanti e quindi ricchezza e benessere. Uno dei temi caldi di questi periodi che sta creando tensione tra province e regioni è quello dell’Alta Velocità. Nel ragionare di AV non possiamo prescindere dal capire di quali infrastrutture ferroviarie e stradali c’è bisogno per avvicinare i cittadini all’AV, diventata ormai necessaria per non isolare un vasto territorio periferico rispetto alle grandi città.”

D.Quindi cosa propone il Pd di Chiusi per l’alta velocità?

R.”Considerando l’aspetto economico, costruire una nuova stazione AV sarebbe di difficile giustificazione se non in presenza di una richiesta di mobilità di una zona di territorio molto estesa , ma ogni soluzione proposta che sia Montallese come previsto dal Piano Operativo Intercomunale della Valdichiana o Farneta come richiesto dall’aretino, non garantirebbe un bacino vasto senza collegamenti in grado di collegarle ad un territorio che interessi non solo la Valdichiana, Siena e l’Amiata ma anche Perugia, Terni, Orvieto. Un ragionamento che merita fare credo sia quello di valutare la possibilità di utilizzare, potenziandole, le stazioni esistenti come Arezzo e Chiusi; quest’ultima da sempre ha rappresentato un nodo viario di collegamento tra Roma, Firenze, Perugia e Siena, quindi tra nord e sud. Detto questo non ho le competenze tecniche per fare valutazioni diverse e dire che c’è assolutamente necessità di costruire una nuova stazione in linea ma se così fosse la Valdichiana senese ha già una sua programmazione. Quello che mi sento di chiedere con forza è di porre l’attenzione su un territorio che rischia di rimanere isolato e impoverito.”

D.Naturalmente c’è anche la questione dei collegamenti autostradali e stradali.

R.”Del collegamento stradale tra Chiusi e Perugia se ne parla da 40 anni, siamo quasi alla fine ma manca ancora un tratto. Il PNRR offre l’occasione che forse da tanti anni aspettavamo per completare e realizzare collegamenti diventati ormai fondamentali. Penso alla Chiusi-Perugia su strada ma anche ai collegamenti ferroviari di Terontola- Foligno, Siena-Arezzo, Siena- Empoli e Chiusi- Siena con l’elettrificazione, il raddoppio e la realizzazione di passanti come quello proposto dal capogruppo in consiglio regionale, Vincenzo Ceccarelli, da realizzare nei pressi della stazione di Sinalunga per un collegamento diretto tra Siena ed Arezzo. E’ impensabile che nel 2022 quando si parla di mezzi di trasporto futuristici, il treno che da Chiusi va a Siena debba stare fermo 20 minuti a Montepulciano per dare la precedenza al treno in direzione sud oppure affrontare il viaggio su autobus sostitutivi con orari che talvolta non garantiscono coincidenze agevoli. Siena è una città che ha bisogno di essere collegata con il territorio circostante e città più grandi”.

D.I cittadini di Chiusi e non solo chiedono maggiori collegamenti con l’ospedale di Nottola.

R.”I collegamenti con l’ospedale di Nottola non sono mai stati realizzati, da San Casciano arrivare a Nottola è un viaggio, conviene recarsi ad Orvieto ma anche da Chiusi o Torrita non è agevole raggiungere tale struttura. Con tutta una serie di interventi sulle infrastrutture potremmo pensare di rilanciare l’idea dell’interporto, l’area è pronta, devono esserci creati servizi trasferendo il trasporto da gomma su rotaia con notevoli vantaggi per le aziende del territorio e non solo. Se da un lato c’è la necessità di creare maggiori interconnessioni efficienti tra comuni e città, c’è anche la necessità di togliere il traffico pesante dai centri abitati. Tutti i soggetti, politici ed amministrativi, devono farsi promotori di queste istanze verso gli organi superiori: province, regioni e governo nazionale”.