Cristina di Lorena, la Granduchessa che arriva dalla Francia

Di Gilda Faleri

Cristina di Lorena regna nel Granducato fiorentino per oltre cinquant’anni, prima come Granduchessa al fianco del marito Ferdinando I, poi come tutrice del figlio e infine reggente del nipote. Nata nel 1565 da Carlo III, Duca di Lorena, e da Claudia di Valois, Cristina è la nipote di Caterina, la prima Medici Regina di Francia, e sarà la zia acquisita della seconda italiana Regina d’oltralpe, Maria. È proprio la nonna Caterina che si prende cura di lei e porta a termine le trattative per il matrimonio con Ferdinando, quando entrambi gli sposi sono già in età molto avanzata per gli standard dell’epoca: Cristina ha 24 anni e Ferdinando ne ha 39. L’anno successivo alle nozze celebrate per procura, Cristina arriva a Firenze e gli sposi vengono festeggiati con eventi sfarzosi che durano un mese.  Dopo un banchetto viene addirittura allagato il cortile di Palazzo Pitti per ricreare una vera e propria battaglia navale. Il loro è uno dei matrimoni più riusciti di Casa Medici, hanno una grande sintonia e provano affetto l’uno per l’altra. Per sposare Cristina, Ferdinando abbandona la porpora e la coppia, in pochi anni, mette al mondo 9 figli. La Granduchessa è molto religiosa, fonda conventi e chiese, elargisce donazioni ai poveri e mantiene uno stretto rapporto con la chiesa tanto che sia Papa Sisto V sia Papa Clemente VIII le conferiscono la “Rosa d’Oro”, una prestigiosa onorificenza riservata alle regine e ai re cattolici. Come suo marito, anche Cristina è interessata all’arte, alla cultura ma anche alle scienze e alla matematica. Galileo Galilei, precettore del figlio Cosimo, le dedica una delle quattro “Lettere Copernicane”, nelle quali documenta che le sue scoperte non sono in conflitto con la Bibbia. Ferdinando I è un buon governatore, nelle sue vene scorre il sangue di mercanti e banchieri e così favorisce i commerci e gli scambi, cerca di migliorare le terre, ad esempio inizia a risanare la Val di Chiana, e favorisce molto il campo dell’arte. Quando nel 1609 il Granduca muore improvvisamente, Cristina ha un crollo emotivo che compensa sempre di più con la fede, diventando molto chiusa e bigotta. A differenza del marito, non incentiva il commercio, ritenuto indecoroso, e quando suo figlio Cosimo II sposa Maria Maddalena d’Austria, sorella dell’Imperatore, inizia una competizione tra le due donne, nociva per il governo, che mette in mezzo il giovane Granduca, un uomo molto fragile e debilitato dalla tubercolosi. La suocera e la nuora hanno però una cosa in comune: l’amore per il lusso e spendono in maniera dissennata i soldi medicei. La fede estrema porta Cristina ad essere in balìa dei religiosi che in poco tempo iniziano a controllare gli affari del Granducato. Cristina sopravvive alla morte del figlio e in seguito anche a quella della nuora. Per otto anni fa parte del Consiglio di Reggenza, per governare al posto del nipote che è ancora piccolo, ma nel 1629, Ferdinando II in forte contrasto con la nonna la fa allontanare dalla corte fiorentina. Cristina muore a dicembre dello stesso anno, nella villa di Castello.