Chiusi: Coronavirus; documento dell’Unione comunale del Pd . “Chiusi ha raggiunto picchi di contagio come nessun altro comune della nostra provincia ed è in momenti di emergenza come questi- è scritto tra l’altro – che un sindaco ha il dovere di tutelare la salute dei propri cittadini, prendendo decisioni urgenti e coraggiose, spesso anche senza la possibilità di confronto e condivisione”. In vista della ‘fase 2’ è scritto :“serve un nuovo approccio allo sviluppo economico che tenga insieme  economia, lavoro e tutela dell’ambiente, appare come la strada maestra per la ripartenza”.

Dal nuovo segretario dell’Unione comunale del Pd di Chiusi Simona Cardaioli riceviamo e pubblichiamo

“L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ci impone delle riflessioni sui comportamenti tenuti dalla nostra amministrazione. Intanto, dobbiamo ricordare che Chiusi ha raggiunto picchi di contagio come nessun altro comune della nostra provincia ed è in momenti di emergenza come questi, che un sindaco ha il dovere di tutelare la salute dei propri cittadini, prendendo decisioni urgenti e coraggiose, spesso anche senza la possibilità di confronto e condivisione. Questo è quello che ha fatto il nostro Sindaco e chi afferma il contrario non ha colto la drammaticità del momento. Passato il picco dell’emergenza sanitaria pur essendo consapevoli che la fase 1 non sia del tutto esaurita e non bisogna abbassare la guardia, è necessario parlare di come ripartire, non solo del quando, per limitare i danni economici ma anche psicologici e c’è bisogno delle idee e del lavoro di tutti: istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, associazioni di categoria, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore presenti nel territorio sarà fondamentale per capire le varie sensibilità e difficoltà e non disperdere energie.Il partito democratico deve impegnarsi nello svolgere un ruolo importante nel rappresentare l’intera società, soprattutto le categorie in maggiore difficoltà. Dobbiamo avere in mente un’idea di società a tutto tondo e la politica deve giocare la sua parte, non per opportunismo ma per senso di responsabilità in rappresentanza di tutti.E’ arrivato il momento di dare speranza, di non lasciare solo nessuno. Il Paese ha bisogno di misure immediate per limitare i danni economici che seguiranno l’emergenza sanitaria, misure con rapida erogazione semplificando più possibile la burocrazia.Il governo deve essere vicino alle amministrazioni, ai suoi cittadini, alle sue imprese, ai suoi commercianti con  misure eccezionali; alcune misure sono state già prese, come le casse integrazione in deroga, finanziamenti con garanzia del governo, buoni pasto per i meno abbienti, aiuti per gli studenti ma non è il momento di abbassare l’attenzione, altre misure saranno necessarie in quanto andranno prese decisioni importanti in merito alle tasse e tariffe locali soprattutto per le aziende e per i cittadini che non hanno avuto reddito in questi mesi, mesi in cui le spese ci sono comunque state e ci vorrà ancora del tempo perché tutto possa tornare ad una, seppur minima, normalità.Oltre ad erogare misure, il governo deve anche controllare che le misure messe in atto siano efficaci e sufficienti, vigilare su possibili speculazioni monitorando chi effettivamente ha diritto alle varie misure e che tali risorse vengano destinate per far fronte alle difficoltà economiche contingenti, risorse necessarie per molte aziende ed esercenti per non dover essere costretti ad abbassare le saracinesche definitivamente e non vengano usate per speculazioni o compensare il pregresso.Nuova partenza perché ci ritroveremo a vivere in un mondo nuovo, molto cambiato rispetto a quello che abbiamo lasciato fuori dalla porta prima del covid19. Alcune aziende saranno costrette a rinnovarsi, le necessità immediate sono cambiate, servono più presidi sanitari ed igienici, per esempio. E’ emersa l’importanza di alcuni valori, spesso denigrati, come l’agricoltura in cui c’è mancanza di braccia e la necessità di regolarizzare tanti lavoratori precari od irregolari.Un nuovo approccio allo sviluppo economico che tenga insieme economia, lavoro e tutela dell’ambiente, appare come la strada maestra per la ripartenza.Saranno diversi i tempi di lavoro, i tempi di cura, le modalità lavorative in generale.  Per questo nella fase due sarà fondamentale anche lo sguardo di genere; il Segretario Zingaretti nell’individuare le priorità per riprogettare l’Italia ha dichiarato che “ci serve un cervello collettivo che faccia da catalizzatore delle idee migliori del Paese”; un cervello collettivo, non può prescindere dalla presenza del pensiero femminile per garantire valutazioni di genere nell’idea della progettazione del presente e del futuro. Invece, anche in questa pandemia, le differenze di genere sono state evidenti, basti pensare alla composizione del comitato scientifico…tutti uomini!  La politica sarà quindi diversa, dovrà pensare ai nuovi bisogni e pensare a lungo.Riprendendo alcune frasi di Gianni Cuperlo, la politica deve essere l’arte del pensiero. La politica ha bisogno di contatto umano, di confronto diretto. Il Pd è il partito della distanza che produce nostalgia e non del distanziamento originato dalla paura.”