Alimenti: Coldiretti; “stop pratiche sleali. Su 1 euro di spesa solo 15 cent agli agricoltori”

Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi vanno a remunerare il prodotto agricolo per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla nuova direttiva europea per mettere al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare approvata dal Parlamento UE. “Si tratta di un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare – sottolinea Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana – che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali della grande distribuzione. Obiettivo è garantire un trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari, ma anche rendere più equa la filiera degli alimenti che vede oggi sottopagati i prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori”.Nella nuova direttiva europea è tra l’altro prevista la cancellazione di alcune condizioni capestro, dalle vendite last minute degli ordini ai ritardi di pagamento delle forniture, alle modifiche non concordate dei contratti  fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti e alle vendite sotto costo e doppie aste. “Da anni ormai il settore agricolo – sottolinea Antonio De Concilio, direttore regionale Coldiretti Toscana – chiede una normativa Ue che miri ad affrontare queste pratiche, per una filiera agricola e alimentare più giusta, più trasparente, più equa e più sostenibile in tutta l’Unione, dalla quale ogni operatore possa trarre beneficio, a partire dai consumatori”.Nel provvedimento è stato anche introdotto l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci.Per questo Coldiretti sta portando avanti una battaglia per la trasparenza della filiera agroalimentare con l’iniziativa  EatORIGINal – Unmask your food promossa  insieme ad altre nove organizzazioni europee per estendere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti.