Amiata: la possibilità di realizzare nuove centrali geotermiche divide i sindaci interessati

di Massimo Cherubini

Sulla geotermia, sulla possibilità di realizzare nuove centrali, sull’Amiata ci sono, tra gli amministratori dei comuni interessati a questa attività, vedute e posizioni diverse. Da una parte il sindaco di Abbadia San Salvatore, Fabrizio Tondi, che ribadisce l’indirizzo del suo comune “per un si a centrali piccole, massimo di cinque mega watt, ad emissioni zero; un no secco ad impianti “flash” che ripropongono gli aspetti tecnici oggetto di forti critiche”.Da parte sua il sindaco di Abbadia San Salvatore ricorda che la gran parte del territorio è stato dichiarato inidoneo a coltivazioni geotermiche. “Solo in val di Paglia -dice- è prevista un’area destinata a questa attività. Alle condizioni -ripete Fabrizio Tondi- sopra dette e con precise garanzie su ricadute occupazionali e benefici per i cittadini sulle tariffe elettriche”. C’è, insomma, una piccola apertura rispetto al passato che ha visto il comune di Abbadia San Salvatore ferreo nel no assoluto all’attività geotermica. Cambiano i tempi, cambiano le tecniche di realizzazione delle centrali, cambiano le considerazioni. Prima fra tutte che il no di un comune che confina con uno-quello di Piancastagnaio- che da anni ha detto si alle centrali. Con le missioni che, inevitabilmente, investono anche altre zone della montagna che subiscono senza prender nulla. Ed è proprio su questo fronte che il sindaco di Piancastagnaio -l’interesse supremo per i suoi cittadini- che va avanti, che dice si senza remore alla geotermia.“Un si -sottolinea Luigi Vagaggini- nel nome della sicurezza. Dallo scorso mese di maggio abbiamo installato una centralina che rileva, h24, i valori delle sostanze presenti nell’area. E quotidianamente -aggiunge- quotidianamente esponiamo i risultati- fino ad oggi tutti nella norma- che inoltriamo anche ai competenti uffici sia del Ministero sia della Regione. E ora chi le centrali le ha fatte chiede una moratoria come semplice atto politico e non certo come atto sostanziale. Sula geotermia dico, quindi, no alla politica si alla scienza. No alla strumentalizzazione si all’interesse del paese. Rispetto le direttive che oggi dicono che una nuova centrale può essere realizzata a condizione che le emissioni siano inferiori a quelle delle strutture precedenti”.Per il sindaco del comune di Santa Fiora -che nelle due centrali di Bagnore produce sessanta mega watt, una in più di quante ne vengono prodotte a Piancastagnaio- “urge -dice il sindaco Federico Balocchi- una legge regionale che disciplini, in tutti i suoi aspetti, la materia. La Toscana è l’unica regione ricca di risorse geotermiche. Si possono ottenere grandi risposte occupazionali, dirette e indotte, grandi opportunità per i cittadini e per i giovani”.