Amiata: si scia a quota 1440 ma non in vetta per ragioni di sicurezza. Neve non sufficiente a garantire la salita degli sciatori da piattaforma di partenza

di Massimo Cherubini

“Ragioni di sicurezza”. Questi i motivi che hanno portato alla chiusura della seggiovia del “Cantore” e, di conseguenza, della non percorribilità del campo scuola della vetta. Sull’Amiata monta la polemica per un fatto definito “eccezionale”. Si scia alle Macinaie- quota 1400 metri e spiccioli. Non si scia in vetta. Quali le ragioni di sicurezza che non hanno consentito l’apertura del campo scuola della vetta?La domanda l’abbiamo girata all’ingegner Stefano Papi presidente della Isa- che gestisce impianti di risalita e di innevamento artificiale del versante grossetano della montagna- ma anche direttore della stazione sciistica dell’Amiata.“Sono stato informato -dice- della decisione della società Amiata Impianti di non aprire la seggiovia del Cantore. Mi è stato comunicato che non vi era la piattaforma di partenza con neve sufficiente a garantire la salita degli sciatori. Di fronte a tale comunicazione ne ho dovuto prendere atto. Nessuno si può assumere responsabilità di tale portata. Se le condizioni non ci sono l’impianto non deve essere aperto”.Ma, in questi giorni, sulle piste della montagna è stata sparata tanta neve artificiale. Non si poteva incrementare il manto nevoso della pedana di partenza della seggiovia del Cantore? Teoricamente si. Bastava mettere una macchina nei pressi della stazione di partenza, produrre neve poi sistemarla sulla piattaforma. Problemi tecnici par che non lo abbiano consentito. Come direttore- mi ripeto- ne ho dovuto prendere atto”.Ora, però, quanto accaduto ha fatto “esplodere” il problema di fondo. Quello del rilascio delle concessioni. Che, nel caso della pista della vetta, sono di pertinenza del comune. Che le deve rinnovare entro il prossimo mese di giugno perché in scadenza. Il sindaco, Fabrizio Tondi, è categorico: “stiamo eseguendo tutte le verifiche, il rispetto degli accordi. Non vogliamo più trovarci di fronte a situazioni come quella che si è verificata ora. L’Amiata punta ad uno sviluppo collettivo, che si può, si deve, ottenere con la massima collaborazione di tutti. Non sono ammessi “solisti”, per il progetto Amiata, sostenuto con attenzione dalla Regione, c’è bisogno del gioco di squadra”.E sulle iniziative del sindaco Fabrizio Tondi il presidente della Isa ha parole di riconoscenza: “per lo sviluppo della montagna- dice Stefano Papi- Fabrizio Tondi ha svolto un grandissimo lavoro che sta dando i primi, importanti, risultati nell’interesse dell’Amiata.””