Anche Angela Maria Sanna di San Quirico d’Orcia  espone allo “Spoleto Art Festival 2019” che torna quest’anno dal 27 al 30 settembre. Si tratta della mostra internazionale d’arte organizzata dalla Baronessa Soares

????????????????????????????????????

Di Giulia Benocci

La Baronessa Maria Lucia Soares torna a Spoleto in provincia di Perugia con una nuove edizione di “Spoleto Art Festival 2019” dal 27 al 30 settembre nella magnifica location del Palazzo Rosario Spada. Il Festival  organizzato insieme all’Associazione “Amici Il Dono dell’Umanità” e “Italo Foundation”, durante il quale viene consegnato il premio istituito dalla Soares ai 5 migliori artisti, direttamente dalle sue mani, ‘Premio Internazionale d’Arte Baronessa Soares’. “Io dai miei artisti cerco emozioni, sensualità e bellezza – ha dichiarato la Baronessa Soares – ; a me piace ciò che è bello ed elegante. Non ho dato un tema specifico per la mostra perché limita molto, invece a me piace vedere arti diverse dagli artisti che ospito; mi piace quando ognuno di loro esprimono ciò che sentono e nella forma che più credono”.Alla mostra partecipano circa una quarantina di artisti provenienti da tutto il mondo e tra di loro la ‘nostrana’ e bravissima giovane artista Angela Maria Sanna. La pittrice, di origini sarde, adesso vive a San Quirico d’Orcia.

D: Come hai scoperto la tua passione per la pittura? Da quanto tempo dipingi?

R: Io ho sempre dipinto, da quando ero piccola, avevo sempre i pastelli in mano, magari non giocavo però sentivo il bisogno di dipingere e disegnare in continuazione. Ho un cugino in Sardegna e quando da piccola andavo a trovarli con i miei, lo guardavo dipingere, lui dipingeva in grandi tele ad olio ed era bravissimo. Io passavo le ore a osservarlo, ne rimanevo incantata.

D: La tua produzione artistica varia tra i lavori a grafite, in acrilico, in acquarello, ad olio. Quanto tempo hai dovuto studiare per specializzarti in queste tecniche? Quale è stato il tuo percorso di studi, e cosa fai tutt’ora per mantenere sempre alto il livello della tua arte e professionalità?

R: I miei inizialmente non volevano che seguissi la strada artistica, preferivano per me una strada più sicura. Ho fatto “le guerre” per riuscire a convincerli a farmi intraprendere questa via. Ho frequentato un anno di ragioneria, ma poi ho dovuto seguire la mia strada, stavo male e sto male se non dipingo, se non esprimo in qualche modo la mia arte. Ho fatto l’Istituto d’Arte a Siena e poi l’Accademia delle Belle Arti a Perugia.  Dopo ho iniziato a lavorare come decoratrice  e restauratrice. Ho avuto un ingaggio per restaurare l’Hotel Continental a Siena, ho lavorato anche per Ferragamo a Castiglion del Bosco. Ho studiato molto, ma non si finisce mai di imparare . Mi è servita l’esperienza di decoratrice, restauratrice, osservare i miei colleghi, anche la mostra che farò a Spoleto mi sarà utile, sarà un bel confronto con molti altri artisti. E’una crescita continua. Inoltre adesso che ho messo in pratica le varie tecniche ed ho fatto esperienza, insegno anche Arte ed Immagine nelle Scuole Medie, cerco di trasmettere la mia passione ai giovani studenti.

R: Da chi sei stata ingaggiata per la mostra che si svolgerà a Spoleto il prossimo fine settimana? È la prima volta che esponi le tue opere in un evento della Baronessa Soares?

D: È la prima volta che espongo con la Baronessa che è stata molto gentile e disponibile. Sono venuta a conoscenza della mostra grazie ad Alessandro Ficola che è un amico, lui aveva già esposto l’anno scorso a Spoleto per la Soares. L’ho contattata, lei ha visto i miei lavori ed è rimasta entusiasta, perciò mi ha invitato a partecipare a questo evento.

D: Hai scelto un filo conduttore tra i dipinti che esporrai a Spoleto?

R: Il mio linguaggio preferito con cui mi esprimo, parlo di me e delle cose che sento è la pittura. Ogni volta che dipingo qualcosa esprimo le mie emozioni. Le opere che ho scelto per portarle alla Baronessa Soares, sono dipinti che come elemento base hanno il fiore. Io dipingo partendo da quelle che sono le cose naturali (per esempio cavalli, fiori ecc.), poi inizio a scavare dentro la figura e ne ricavo delle forme che possono prendere vari significati, ‘compongo’ e ‘scompongo’ i soggetti anche nei più piccoli. Per una figura umana, parto da dei segni ma la modifico, la deformo e ognuno può vedere un significato a sua libera interpretazione nelle mie opere.

D: C’è uno stile che prediligi nelle tue opere? A cosa ti ispiri? Cosa provi quando crei un nuovo prodotto artistico?

R: Ogni artista deve fare un suo percorso ben preciso, quando facevo l’Accademia copiavo, osservavo perché un oggetto o una persona più si studia e meglio poi verrà raffigurata. Quindi ho iniziato ad andare oltre, partendo dalle modelle che ci proponevano, ho iniziato a personalizzarle e lavorare di fantasia. I colori rosso e giallo sono i miei preferiti e sono quelli che uso maggiormente, inoltre mi piace tanto lavorare dove c’è il gioco di luci ed ombre. Io uso quasi sempre la trasformazione figurativa nelle mie opere. I miei soggetti diventano come massi, pietre, probabilmente sono stata condizionata ed influenzatadalle mie origini sarde, mi ispiro talvolta alle scogliere della Sardegna ed alle sue forme. Io ho osservate molto e le riporto nel mio ‘scavare’ le figure; come il vento scava e le onde scavano le scogliere, io tramite il pennello ed i chiaro/scuri scavo nelle mie rappresentazioni.