Arcidosso investe nella tutela del patrimonio storico: acquisita la chiesina del Presepio a Villa Origa ai Bagnoli
Il Comune di Arcidosso conferma il proprio impegno nella cura e valorizzazione del patrimonio storico del territorio, avviando un intervento concreto di tutela su un bene di particolare interesse identitario: la chiesina del Presepio, situata in località Villa Origa ai Bagnoli. L’Amministrazione comunale ha infatti proceduto all’acquisizione dell’immobile tramite Tribunale, per un importo pari a 4mila euro, mettendo così in sicurezza giuridica un bene che da tempo versava in condizioni di abbandono.
Attualmente la chiesina si trova in stato di grave deterioramento strutturale: è pericolante e, in assenza di interventi, rischia il crollo. Proprio per evitare la perdita definitiva di questa testimonianza storica e religiosa, il Comune ha scelto di intervenire attraverso un percorso graduale e strutturato. Nei prossimi mesi verrà predisposto un progetto tecnico finalizzato alla messa in sicurezza e alla successiva riqualificazione del manufatto. I lavori non partiranno nell’immediato, ma saranno programmati dopo la definizione del progetto, con l’obiettivo di garantire un intervento efficace e sostenibile. La prospettiva è quella di restituire la chiesina alla comunità e al territorio, non solo come bene recuperato, ma anche come luogo da valorizzare in chiave culturale, attraverso la collaborazione con l’associazione La Vettoraia, che potrà contribuire al percorso di recupero e promozione.
La chiesina, oggi sconsacrata, rappresenta una significativa testimonianza della religiosità popolare locale. Come ricordato da Salvatore Di Salvo in una nota pubblicata sulla rivista Amiata Storia e Territorio, si tratta di un edificio di valore storico e culturale, noto anche come chiesa della Madonna del Presepe, così chiamata perché dedicata alla Natività di Gesù. Secondo le informazioni riportate nell’articolo, la chiesina era un pubblico oratorio e dipendeva dalla cura di San Niccolò; inoltre risulta costruita nel 1708, come indicato da notizie d’archivio e da un’iscrizione sull’architrave della porta. È quindi un elemento importante della memoria del territorio, che racconta la vita religiosa, comunitaria e rurale di Arcidosso e dell’Amiata.










