Arezzo: prorogata fino al 27 maggio la mostra “In Itinere”.Tanti apprezzamenti per la collettiva di Gusmaroli, Nejrotti, Rapetti Mogol e Gribaudo alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea
Prosegue con ottimi riscontri “In Itinere”, collettiva di Riccardo Gusmaroli, Barbara Nejrotti eAlfredo Rapetti Mogol, con la partecipazione straordinaria diEzio Gribaudo, allestita alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Piazza San Francesco, ad Arezzo.Curata da Liletta Fornasari e realizzata con la collaborazione della Fondazione Guido d’Arezzo e il contributo di Chimet e ArteCerreta, la mostra è stata inaugurata lo scorso marzo e proseguirà fino al 27 maggio grazie alla proroga decisa in questi giorni.Il filo conduttore di “In Itinere” è il viaggio, tema che lega quattro importanti artisti contemporanei italiani, ognuno foriero di una cifra stilistica distintiva.Il viaggio, inteso nelle sue varie accezioni, fa parte della vita dell’uomo fin dagli albori. Esso è migrazione alla ricerca di una terra promessa ma anche condanna per chi è costretto a lasciare il suolo amato, è andare alla scoperta di nuovi posti per soddisfare l’umano desiderio di sapere ma ancheraggiungere iluoghi della fede per appagare il lato spirituale.Il viaggio, però, può essere interiore, un itinerario alla ricerca di sestessi e di risposte riguardanti la nostra stessa vita.Tutte queste sfaccettature si ritrovano nella collettiva aretina in cui, attraverso tecniche e linguaggi eterogenei,vengono raccontatipercorsi di crescita individuale e collettivae forniti strumenti per trovare responsi ai quesiti quotidiani e universali. Per l’artista veronese Riccardo Gusmaroli il viaggio è il principio assoluto dell’esistenza. Nelle sue tecniche miste su carta e tela, carte geografiche, fotografie piegate, egli esalta l’esplorazione di mondi nuovi, la sublimazione della curiosità umana che è alla base dell’evoluzione e dell’eterno vagare.Il viaggio si fa più simbolico e intellettuale nelle opere della torinese Barbara Nejrotti, che attraverso saperi antichi contemporaneizzati, come il cucito e il ricamo su vari supporti, stupisce per la capacità di trasmettere emozioni, sentimenti e vibrazioni che affiorano dal profondo. Il suo è un cammino interiore alla ricerca di armonia ed equilibrio con se stessa e l’ambiente esterno.Pittura, scultura, installazionee scrittura sono le coordinate attraverso cui si muove da tempo l’arte del milaneseAlfredo Rapetti Mogol, figlio del celebre paroliere. La sua arte ricca di contaminazioni e il suo“alfabeto”personale parlano incessantemente di trasformazione, dinamismo e di un tragitto attraverso i meandri della memoria.Special guest della mostra è Ezio Gribaudo, noto artista ed editore torinese. In esposizione alcuni preziosi quaderni deisuoi viaggiai quattro angoli del mondo. L’autore ha da poco compiuto novant’anni ma riesce ancora a stupire perl’uso peculiare del colore. I suoi “appunti” ricordano quelli dei viaggiatori deiGrand Tour sette/ottocenteschi, che davanti a vedute, scorci e panorami realizzavano disegni e acquerelli con cui comunicare la meravigliadestata da un luogo visitato.











