Bagni San Filippo: nonostante i divieti non si frenano le pericolose “scalate” sulle pareti calcaree della ‘Balena bianca’

di Massimo Cherubini

Controlli e verbali non frenano le pericolose “scalate” sulle bianche pareti calcaree della Balena Bianca a Bagni San Filippo. Quando non ci sono i controlli molte sono le violazioni all’ordinanza del sindaco sul rigoroso divieto -e anche sul complessivo rispetto della pregiata area- di queste incursioni. Negli ultimi tempi ci sono stati anche dei seri infortuni- dovuti a queste intemperanze- ma tutto par finire quando non ci sono i controlli. “I nostri servizi -dice Alberto Piccinetti comandante della polizia municipale dell’Amiata- Val d’Orcia- sono stati notevolmente intensificati. Nello scorso mese di agosto abbiamo elevato venti verbali (sanzione pecuniaria di cento euro n.d.r.) a quanti sono stati sorpresi a violare l’ordinanza del sindaco. Numerose le identificazioni, i richiami. Servizi difficili che richiedono la presenza di almeno due uomini. Spesso -sottolinea ancora il comandante-i controllati arrivano nella zona del Fosso Bianco in costume, senza documenti. Con tutte le difficoltà che in questi ripetuti casi si incontrano. Servizi -ripete- impegnativi in un periodo di particolare impegno per il susseguirsi di eventi legati all’attività turistica. Ce la mettiamo tutta -conclude- ma non si può certo pensare che si possa presidiare l’area dalla mattina alla sera per tutti i giorni del periodo estivo”.Nel piccolo centro termale si registra, ad iniziare dalla primavera, una presenza massiccia che si riversa nella piccola area dove le acque solforose hanno creato un ambiente singolare, attrattivo, dove la balneazione è particolarmente piacevole grazie alla elevata temperatura delle acque. Tanta gente, tante persone che non rispettano né l’ambiente, né le regole, tanti danni che vengono provocati. Il comune – pur in presenza di una situazione giuridica, tutta da chiarire, riferita alle sue competenze in un area di proprietà privata- svolge comunque un’azione di controllo. “Lo facciamo -dice ancora Alberto Piccinetti- in autotutela e per competenze specifiche che la legge comunque ci attribuisce sotto l’aspetto dell’ordine pubblico”. Il problema deve essere comunque meglio definito perché i tanti avventori -nella zona si accede liberamente- richiedono iniziative definite e specifiche. Che tutti sperano arrivino con la cessione delle Terme, con annessi e connessi, da tempo annunciata ma ancora non realizzata.