Bettolle: per sensibilizzare  la prevenzione del tumore al seno è stato realizzato un albero di Natale alto più di 4 metri con la tecnica dell’urban knittig, quadri fatti all’uncinetto o a maglia promosso dal Comitato “Bettolle in rosa”


Di Lucia Tremiti

Le feste natalizie stanno terminando ma voglio porre alla vostra attenzione un multicolore albero di Natale davvero speciale, particolarissimo e degno di nota. Ubicato sulla  piazza principale di Bettolle è stato realizzato tutto all’uncinetto grazie al comitato ‘Bettolle in rosa’ che già da alcuni anni si rende attivo e solidale sul territorio per sensibilizzare la prevenzione del tumore al seno. Il Comitato, similmente all’Associazione di Chianciano Terme Io sempre donna, é  nato nel 2016 quando Rita Reggidori ha avuto l’idea, come già avveniva da altre parti,  di colorare Bettolle di rosa con la tecnica dell’urban knittig, quadri fatti all’uncinetto o a maglia. Il nucleo originale  del Comitato di Bettolle é nato intorno ad alcune mastectomizzate, ma ad esso velocemente si sono unite altre donne sensibili a questo tema. L’esperienza  si è ripetuta negli anni successivi colorando in ottobre, durante il mese dedicato alla prevenzione, sempre più Bettolle di rosa ed aggiungendovi iniziative collaterali, quali convegni e concerti. ‘Nel 2017 – racconta una delle organizzatrici Lorella Fanotti – è stato progettato e organizzato un convegno con dei medici che hanno trattato il tema della prevenzione del tumore al seno affrontando i vari aspetti, dall’alimentazione alla diagnostica e nel 2018, grazie alla collaborazione di artisti locali, è stato promosso un concerto di beneficenza il cui ricavato, quasi duemila euro, attraverso l’associazione Atletica sinalunghese che ha un rapporto consolidato con l’Ospedale di Nottola, è stato utilizzato per finanziare un progetto di supporto psicologico per gli utenti del reparto oncologico. Devo dire   – dichiara ancora Lorella –  che adoperarsi per questa causa ci dà sempre molta energia stimolandoci nella creatività e, smontato l’allestimento di ottobre, è venuta fuori l’idea dell’albero di Natale. Ci siamo messe di nuovo al lavoro, cercando la lana, questa volta non solo rosa, e grazie all’aiuto di tante donne, sono cominciati ad arrivare i quadri. Ogni giorno la pila si alzava e abbiamo iniziato ad assemblarli. Per fortuna esisteva già una struttura metallica che faceva al caso nostro.Così abbiamo messo al lavoro i nostri mariti, che hanno fatto le opportune modifiche. Intanto Rita ha fatto un piccolo albero, una miniatura di quello grande, che è stato regalato al reparto di oncologia. Questo albero ci è servito un po’ anche a capire come montare quello grande. Non è stato semplice, la struttura alta più di 4 metri ha richiesto di utilizzare un cestello aereo per riuscire a ricoprirla.  Il risultato finale, con più di 300 quadri, ci ha reso orgogliose del nostro lavoro. Un progetto che non è soltanto artistico, ma che vuole lanciare un messaggio di prevenzione e di solidarietà. Un altro aspetto positivo di questa esperienza sono stati i momenti di aggregazione, momenti  quasi perduti nella frenetica vita di oggi.  Ritrovare il piacere di lavorare gomito a gomito, riscoprire il gusto delle veglie fra lo sferruzzare e il chiacchierare, e, soprattutto, trovare tante porte aperte, chi ci ha regalato la lana, la ditta che ha messo a disposizione il cestello, le luci per l’albero, chi ha fatto il video. Una nota dolente? Non essere riuscite a dare risalto mediatico a questa cosa.  Vedere  vari servizi televisivi con l’albero all’uncinetto fatto in Molise o quello di San Giuliano terme, e sentirli definire unici, ci ha fatto un po’ male” conclude Lorella.
Sono speciali e molto belli questi alberi fatti all’uncinetto. Ammirandoli si ritrova il vero spirito del Natale. Appena ho saputo dell’albero di Bettolle sono andata a vederlo e ne sono rimasta affascinata. Mi auguro che in futuro ne vengano fatti altri perché lavorandoci permette di ritrovare le nostre tradizioni, la gioia del collaborare insieme,  dell’adoperarsi per gli altri dandogli un carattere benefico come in Molise, a Trivento, dove prima di predisporre l’albero di Natale l’Associazione Un filo che unisce ha battuto all’asta a favore della ricerca sulla SMA, atrofia muscolare spinale, i numerosi quadri che in estate hanno interamente ricoperto come un tappeto la scalinata di S. Nicola. In Molise l’iniziativa è nata anche con un altro scopo degno di essere menzionato: far riscoprire i pittoreschi centri dimenticati dai più e che le giovani generazioni sono costrette a lasciare per recarsi altrove alla ricerca di nuove opportunità di lavoro. Questi alberi di Natale realizzati da tante mani uniscono i pensieri, sono trasmettitori di idee, di iniziative, di voglia di fare gruppo, famiglia, di ritrovarsi, di ritornare. Per le signore di Bettolle intanto c’è un contatto tramite il giornalista e presidente regionale di Arga Toscana, Fabrizio Mandorlini, curatore di Terre di Presepi, con Le Dame dell’uncinetto di Cerreto Guidi che hanno predisposto un presepe all’uncinetto. Chissà che possa nascere in futuro anche un gemellaggio?