Castiglion Fiorentino: torna la grande lirica al Teatro Spina.Domenica 21 ottobre concerto inaugurale durante il quale verrà presentata la prossima stagione teatrale.

Dopo 50 anni ritorna la grande lirica a Castiglion Fiorentino. Domenica prossima, 21 ottobre, alle ore 17.30, concerto lirico, aperto a tutti, dal titolo “Invito all’Opera” durante il quale verrà presentata la stagione teatrale. Nel Teatro intitolato al grande tenore castiglionese Mario Spina che, nel corso della sua carriera, collaborò con grandi nomi della lirica internazionale quali Maria Callas, Leopold Stokowski e Leonard Bernstein, torna in scena l’opera lirica. Il tutto grazie alla collaborazione fra l’Associazione Community News, ente gestore del teatro e l’Associazione Modigliani di Livorno. “In un Teatro tappezzato di manifesti e locandine di rappresentazioni liriche”, afferma il direttore artistico Mario Menicagli, apprezzato direttore di orchestra, “abbiamo raccolto la sfida di far diventare il Teatro “Mario Spina” come un futuro punto di riferimento della lirica nella provincia di Arezzo. “Invito all’Opera” è il titolo del concerto lirico che domenica 21 ottobre alle ore 17,30 presenterò agli ospiti arie tratte da opere liriche di Pietro Mascagni, Giacomo Puccini, Gioachino Rossini, Giuseppe Verdi e brani del repertorio popolare.  Ad interpretarle artisti di chiara fama come il soprano  Sara Cervasio, il tenore Davide Paltretti e il baritono Carlo Morini. Ad accompagnare sarà il pianista Eugenio Milazzo”. Nel corso della serata saranno presentate le due date della stagione lirica “Mario Spina” che prevedono Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, in scena domenica 13 gennaio e Gianni Schicchi di Giacomo Puccini   in programma domenica 07 aprile 2019. “La stagione teatrale si preannuncia di livello con grandi spettacoli di prosa che vedono di scena, tra gli altri, Francesco Montanari e Vinicio Marchioni, Serra Yilmaz  , Monica Guerritore. Colgo l’occasione per invitare tutta la popolazione a frequentare il teatro da sempre luogo per eccellenza di cultura” conclude Massimiliano Lachi.