Cetona: presentato il libro “Berardo Berardi, artista di canto. Racconto a più voci” . La curatrice  Roberta Niccacci ha trovato delle sinestesie tra il protagonista del libro e il celebre pittore cetonese Lionello Balestrieri

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Di Giulia Benocci

Nella Sala della Santissima Annunziata di Cetona è stato presentato il libro dedicato al cantante lirico “Berardo Berardi, artista di canto. Racconto a più voci”, con il patrocinio del Comune di Cetona e della Fondazione Lionello Balestrieri. Il libro si chiama “Racconto a più voci”, poiché sono stati convocati dalla curatrice dieci autori, per approfondire tematiche specifiche del tempo in cui ha vissuto il tenore. E’ stata l’undicesima presentazione del libro, poiché l’autrice e curatrice Roberta Niccacci si è riproposta di portarlo in tutti i luoghi in cui ha vissuto e cantato l’artista, persino con delle tappe estere.La riscoperta dell’artista Berardo Berardi  è dovuta all’Accademia Masoliniana di Panicale, che ha l’obiettivo di valorizzare luoghi e personaggi, che nella storia sono stati dimenticati. Il cantante non era molto noto nella zona, ma famosissimo nel resto del mondo. “Alcuni anni fa, con l’Accademia, abbiamo scoperto casualmente che le spoglie dell’artista riposano a Montovino, cimitero di Tavernelle, frazione di Panicale. Incuriositi dal personaggio, abbiamo iniziato a fare delle ricerche, da lì in poi siamo venuti a conoscenza del fatto che fosse stato un personaggio molto illustre – ha raccontato Maria Lucia Perego, Presidente dell’Accademia -. È stata intitolata una corale a nome di Berardi, nella quale canta anche l’autrice che si è imbattuta casualmente nel cantante, poiché era stata incaricata di lavorare alla parte culturale dell’associazione. Così in occasione del centenario della sua morte che ricorreva nell’ottobre del 2018, la Niccacci, nell’ottobre 2017, ha deciso di indire una borsa di studio per uno studente o studentessa del territorio, in modo che potesse effettuare delle ricerche per una tesi di laurea o di dottorato. La Niccacci aveva individuato una studentessa, che però poi si è tirata indietro. “Io non volevo scrivere un libro, volevo dare la possibilità ad una giovane mente di fare delle ricerche su un personaggio, che valorizza il territorio – ha affermato la curatrice  – ;ormai ci eravamo esposti, avevamo preso già accordi con il Teatro La Scala di Milano per andare a fare ricerche nell’archivio storico, avevamo speso parole sia con il Comune che con la Provincia, quindi mi sono messa a fare ricerche personalmente”. Ricerche che si sono concluse in tempi record ad agosto 2018, quando il libro è stato presentato alla stampa per l’editoria.Il cantante ha inseguito con passione la sua arte, incoraggiato e sostenuto anche finanziariamente dai genitori per lo sviluppo della sua vocazione. “Berardi può essere considerato un modello, perché ha affrontato la sua arte di petto, ha dato tutto se stesso ad essa”, ha sottolineato l’autrice . Proprio questa affinità tra di loro, nel prendere di petto e con passione le occasioni che si presentano nella vita, la Niccacci ha dedicato forza ed energie a questo progetto. Dopo la chiusura dell’attività di famiglia, che si occupava di artigianato e ceramiche artistiche, ha ripreso in mano le redini della sua vita e nel 2014 ha trascorso un periodo di sei mesi negli Stati Uniti, dove si è affermata al livello professionale ed imprenditoriale, studiando il modo migliore di fare impresa con l’artigianato artistico, rimastole nel cuore perché era l’attività in cui i genitori hanno dedicato l’intera vita. Al suo rientro si è dedicata alla creazione di un centro commerciale naturale per accrescere il turismo a Tavernelle, sua zona di origine; proprio in questo periodo ha conosciuto la figura di Berardo Berardi, inserito in un progetto per la rivitalizzazione culturale e artistica del territorio umbro. “Non si può affrontare la vita senza un’intercapedine, bisogna trovare ispirazione, risorse e forza come insegnano le arti e la cultura deve essere una spinta propulsiva verso l’esterno!”  ha ribadito la Niccacci. Durante il periodo di ricerche l’autrice  a Cetona,  grazie al cetonese Lionello Balestrieri, “ha trovato un nesso tra i due artisti – ha raccontato  il Presidente della ‘Fondazione Lionello Balestrieri’  Massimo Mercanti–,lei lo ha definito sinestesia tra le arti. Balestrieri veniva anche chiamato “pittore della musica”, ciò ha dato anche a noi una nuova chiave di lettura per le sue opere ”. Alcuni affreschi dell’artista, inoltre, rappresentavano la vita rurale, le famiglie numerose, la vita quotidiana, gli usi e i costumi in un piccolo paesino di campagna ad inizio del ‘900, chiave in cui è fatto il libro, che infatti ripercorre la vita di Berardi. “Egli si sposò con Olimpia, una giovane ragazza di Cetona, sorella della signora, che tempo prima aveva sposato suo zio, quindi in ciò c’era la sicurezza di una grande famiglia unita, aveva bisogno di una spalla forte, per quando era in giro nei teatri del mondo” ha concluso l’autrice.