Cetona: progetto Acea a Chiusi; costituito comitato “Cittadinanza attiva in difesa del territorio” contro l’impianto annunciato. Durante l’ assemblea di cittadini, presenti le istituzioni cetonesi, il comitato ha espresso le proprie preoccupazioni e le ha manifestate anche in  una lettera inviata al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco di Chiusi e per conoscenza ai Sindaci  di Cetona, Città della Pieve, Sarteano, Montepulciano, San Casciano dei Bagni e  Chianciano

Dal neo costituito Comitato “Cittadinanza attiva  in difesa del territorio” di Cetona riceviamo e pubblichiamo

“A Cetona un “no al carbonizzatore” è echeggiato nella sala della SS.ma Annunziata di Piazza Garibaldi gremita di persone. Nel tentativo di contribuire a dare informazione alla cittadinanza cetonese sulla vicenda della prevista costruzione dell’Impianto di recupero fanghi biologici delle acque reflue urbane nella zona “Ex Centro Carni” di ChiusiScalo, condizionato dall’esito dell’inchiesta pubblica in corso, si è svolta pubblica riunioneorganizzata da alcuni “cittadini attivi” del luogo con la partecipazione di esperti come il Dirigente Chimico Industriale  Dr. Augusto Bazzicchi e l’Ingegnere Luca Marrocchi. Ad introdurre l’incontro è stato Massimo Mercanti con una relazione tendente a  evidenziare come l’installazione dell’impianto proposto da Acea comporti impatti e  conseguenze negative sul territorio a forte vocazione turistica. Di fatto una messa a  confronto di “primati” che da un lato vedrebbe un territorio dove il turismo di qualità,  l’agricoltura biologica, la produzione del vino e dell’olio ai più alti standard nazionali  e internazionali sono l’asse portante della propria attività e del proprio sviluppo e  dall’altro il “primato” di un Impianto sperimentale primo in Italia e il più grande  d’Europa. Le argomentazioni e le preoccupazioni esposte nella relazione di Massimo   Mercanti si sono poi rivelate come formale contenuto in una lettera aperta indirizzata  al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco di Chiusi e per conoscenza ai Sindaci  di Cetona, Città della Pieve, Sarteano, Montepulciano, San Casciano dei Bagni e  Chianciano sulla quale hanno apposto la firma anche i numerosissimi cittadini  intervenuti.  Il Dirigente Chimico Industriale dr. Augusto Bazzocchi ha esposto una sintesi generale sulla situazione gestionale  attuale e futura dei fanghi puntualizzando, tra gli argomenti principali, il fatto che l’impianto proposto da Acea sarebbe  del tutto fuori contesto rispetto al territorio dove è prevista l’ubicazione, rimarcando in particolare “l’assurdità di  prevedere di installare un’opera di classe 1 (aziende insalubri) in un’area di classe 2 come l’attuale” facendo intendere  che per l’installazione dell’Impianto Acea si dovrebbe prevedere dunque un declassamento a “zona 1”. Che l’impianto  sarebbe basato su una tecnologia non testata industrialmente e anzi rifiutata da altri territori ed infine il transito di   automezzi in entrata e uscita su strade già oggi molto provate e non adeguate con tanto di maleodoranze che non  saranno evitabili. Il Dr. Bazzocchi ha poi concluso lanciando una proposta di ridisegno complessivo del progetto  industriale che anziché riguardare l’impianto in discussione porti in quell’area un laboratorio di ricerca per il quale  Acea ha già avuto finanziamenti per 7,3 milioni di euro.  L’ingegnere Luca Marrocchi ha dato informazioni tecniche riguardo la tipologia dell’impianto e il processo produttivo  affermando quella che secondo lui è una verità inconfutabile: “Non esistono impianti a emissioni zero”. In proposito  ha spiegato molto dettagliatamente quali e quante sarebbero le emissioni dell’impianto Acea e anche i sistemi che  verrebbero adottati per abbatterle. Ha parlato delle caratteristiche dei due prodotti che ne uscirebbero fuori, la  biolignite e la frazione liquida da utilizzare come base per fertilizzanti e anche di come avverrebbe il processo  produttivo. L’ing. Marrocchi ha sottolineato che l’impianto Acea per il trattamento fanghi produrrà emissioni in  atmosfera per 118 Tonnellate/anno e 53.000 tonnellate di acqua trattata che in parte verrà riutilizzata nel ciclo  produttivo e in parte finirà in una apposita vasca, con canali di sfioro che immettono su un fosso presente nell’area.  Inoltre ha messo in evidenza l’uso nel processo produttivo di acidi molto pericolosi ed in quantità elevate (5300  tonnellate/Anno di Acido Nitrico) e delle incertezze sugli effluenti.  Secondo i tecnici tutto sarà fatto ovviamente stando nelle norme ma vanno comunque messi nel conto e tra le  possibilità, peraltro probabili, malfunzionamenti, guasti, errori, quindi sversamenti, perdite, fughe di materiale,  incidenti, anche dei mezzi di trasporto, tutte cose che nell’industria non soltanto possono capitare, ma capitano con  una certa frequenza e quasi assoluta certezza.  Presenti all’assemblea le rappresentanze istituzionali dell’Amministrazione Comunale di Cetona (di maggioranza e  minoranza) le quali con i distinguo del caso hanno potuto esprimere le loro posizioni sia di ascolto e vicinanza alle  istanze rivolte dai cittadini che ai suggerimenti e proposte conseguenti. Alle diverse domande dei numerosi cittadini  intervenuti sono state date delle risposte che nella loro specificità sono state ritenute se non altro utili per una maggior  conoscenza delle problematiche in discussione. Non tutti potranno seguire l’inchiesta pubblica che si sta svolgendo a Chiusi ma il costituito comitato di “cittadinanza attiva in difesa del territorio” (che si affianca al comitato ARIA di  Chiusi e all’Associazione ambientalista Il Riccio di Città della Pieve) con i suoi rappresentanti saranno costantemente  disponibili ad incontri ed interviste con la stampa per illustrare programmi, attività e posizioni riguardo a questa  importante materia.  Resta comunque il fatto di una emblematica e straordinaria partecipazione dei cittadini che hanno manifestato il loro ‘no al carbonizzatore’  quasi aldilà di ogni ragionevole dubbio”.