Chianciano: i Carabinieri sequestrano sostanza stupefacente in due strutture alberghiere che ospitano richiedenti asilo. Non è stato possibile per il momento risalire ai responsabili dello spaccio perché la sostanza è stata rinvenuta in locali di uso comune. I militari pertanto intensificheranno i controlli sulle attività svolte nel tempo libero da qualcuna delle persone che hanno accesso all’albergo

Nell’ambito di un’attività di controllo pianificata su due alberghi di Chianciano Terme presso i quali sono ospitati dei richiedenti asilo di provenienza africana, i carabinieri della Compagnia di Montepulciano hanno verificato degli aspetti assolutamente interessanti. Vi erano state delle segnalazioni a proposito di un’attività di spaccio di stupefacenti svolta dalle persone ospitate presso tali strutture. Venti militari delle Stazioni di Chianciano, Chiusi, Chiusi Scalo e Montepulciano, col supporto di due unità cinofile del Nucleo carabinieri di Firenze, hanno così ispezionato a sorpresa, camere e locali di uso comune delle strutture alberghiere in questione. Presso un locale lavanderia, avvolti in mezzo alla biancheria sporca, i militari hanno rinvenuto cento grammi di hascisc, che purtroppo non è stato possibile attribuire a nessuno. Qualche istante dopo, nel cortile dello stesso albergo, dietro ad un elemento esterno dell’impianto di climatizzazione, segnalato da un cane che si arrampicava sul muro in quella direzione, i carabinieri hanno rinvenuto 45 grammi di marjiuana, confezionata in 12 dosi, raccolte in una busta di cellophane, anche in questo caso non è stato possibile risalire a chi fa commercio della sostanza. Tale riscontro però, oltre che costituire riscontro di quanto segnalato e porre in allarme gli spacciatori, costituisce la ragione per cui verranno intensificati i controlli sulle attività svolte nel tempo libero da qualcuna delle persone che hanno accesso all’albergo. La droga sequestrata verrà dapprima sottoposta ad analisi chimiche presso il laboratorio analisi stupefacenti dei carabinieri di Grosseto e poi incenerita presso apposito alto forno.