Chianciano: la ASD Virtus Chianciano Terme – Sezione Calcio,come prima società colpita dal virus,   si riserva la decisione finale di partecipare o meno al torneo di Prima Categoria – girone H e denuncia “una situazione difficile e forse gestita male dagli organi competenti”

Il Consiglio Direttivo della ASD Virtus Chianciano Terme – Sezione Calcio ha approvato il seguente comunicato:

“La Asd Virtus Chianciano- sezione calcio, come prima società dilettantistica colpita dal Covid-19 in questo inizio di stagione 2020/2021, si fa portavoce di una situazione difficile e forse gestita male dagli organi competenti. La FIGC, nonostante tutti i protocolli redatti, può fare poco di fronte alla positività di un atleta. La palla passa alle autorità sanitarie competenti, che applicano la classica procedura dell’isolamento fiduciario di 14 giorni: viene fatto un primo tampone all’inizio e un secondo (ed ultimo) a fine isolamento. Soltanto con due tamponi negativi (e dopo aver passato obbligatoriamente 14 giorni in isolamento fiduciario), si può riprendere tutte le attività, che siano sportive, sociali o lavorative.Ci domandiamo, allora: che senso ha rispettare tutti i protocolli richiesti, che comportano impegno anche economico per società come la nostra, se poi alla prima positività si sospende tutto? Non stiamo certo a sindacare come gestire la positività di un tesserato: non ne abbiamo le competenze, né tantomeno sottovalutiamo il Covid-19. Siamo consapevoli della pericolosità del virus per la salute di tutti i cittadini, e siccome siamo anche certi che queste situazioni possono sopravvenire più volte durante il corso dell’anno, ci domandiamo ancora: come sarà possibile lo svolgimento di un campionato che dura 7 mesi?  I tesserati, sia atleti che accompagnatori, sono dilettanti in campo e “professionisti” fuori. Tutti, la mattina, si alzano per andare a lavorare: dover affrontare un isolamento fiduciario di 14 giorni vuol dire stare in casa e – appunto – non andare a lavorare. Può succedere una volta, ma non possiamo correre il rischio che si ripeta: sorge la paura di perdere il lavoro per chi è dipendente, o di non lavorare per chi è autonomo. Onestamente, in questo periodo storico, non è cosa di poco conto.In ambito sportivo, la regolarità del campionato stesso verrebbe a mancare: stare fermi per due settimane a fine preparazione, come è successo a noi della Virtus Chianciano, non agevola certo l’eventuale ripresa, e anche i continui slittamenti o rinvii delle gare renderebbero “falsata” la competizione stessa. Noi non abbiamo la ricetta giusta: siete voi organi competenti – e qui ci rivolgiamo alla  FIGC Toscana  e ISS – a tracciare la via e fare le regole. Noi, a questi patti, non ci stiamo. Siamo convinti che così non si può andare avanti: non soltanto per noi, ma per tutto il calcio dilettantistico. La Società, dopo essersi consultata anche con la volontà, i timori e le necessità dei suoi tesserati, si riserva la decisione finale di partecipare o meno al torneo di Prima Categoria – girone H. Siamo pronti ad ascoltare e a confrontarci, ma esigiamo chiarezza e lungimiranza. Cose che, fino a questo momento, non abbiamo percepito.”