Chianciano: mozione De Angelis (M5S) chiede a sindaco Marchetti di “includere nel processo decisionale, che riguarda la possibile realizzazione di un impianto di carbonizzazione idrotermale da parte di Acea Ambiente Srl nel complesso immobiliare denominato “Ex Centro Carni di Chiusi”, anche il Comune di Chianciano”

da Fabiano De Angelis, portavoce Consigliere Comunale M5S Chianciano Terme, riceviamo e pubblichiamo una mozione presentata al sindaco Andrea Marchetti

  • “Il Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle di Chianciano Terme comunica di essere venuto a conoscenza dell’acquisto, da parte di Acea Ambiente Srl, società del Gruppo Acea SpA, del complesso immobiliare denominato “Ex centro carni di Chiusi” per un totale di 12 ha circa, mediante partecipazione al bando di asta pubblica indetto dal Comune della Città di Chiusi (SI) in data 27/09/2017. Lo stesso Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle ha appreso che ACEA, nella sua offerta progettuale, prospetta la costruzione di un impianto industriale su larga scala per il recupero di materia dai fanghi di depurazione delle acque reflue, provenienti dagli impianti delle società del Gruppo Acea o partecipate dal Gruppo stesso, dimensionato per trattare 80.000 tonnellate/anno in ingresso di fanghi disidratati. L’impianto è fondato sull’applicazione di una tecnologia ancora sperimentale, “Ingelia” che si avvale del processo di carbonizzazione idrotermale per trasformare i fanghi in hydrochar, sostanzialmente una biolignite, che la normativa nazionale prevede possa essere solo impiegata come combustibile solido secondario (CSS).Nella medesima offerta progettuale Acea Ambiente, ha il proposito di integrare nel sito in questione anche un impianto per il recupero di materia dai prodotti (rifiuti) della depurazione dei fumi di combustione, provenienti dagli inceneritori di proprietà della stessa, un impianto per la valorizzazione del compost proveniente dagli impianti di compostaggio della società proponente mediante un processo di pellettizzazione ed insacchettamento, nonché altre attività compatibili con la destinazione dell’area.La dislocazione dell’impianto all’interno del territorio del Comune di Chiusi, confinante con quello di Chianciano Terme, interessa anche l’Amministrazione di quest’ultimo Comune per le correlazioni di ricaduta nell’ambiente, motivo per il quale il Gruppo  Consiliare richiedente è competente a monitorare la regolarità degli interventi eseguiti e portati alla ribalta della cronaca negli ultimi mesi, ed a chiedere che la stessa Amministrazione Comunale di Chianciano Terme si faccia parte diligente per aprire approfondimenti finalizzati alla tutela ambientale e della salute collettiva.Considerato :Che l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, entrambi adottati nel 2015, rappresentano due fondamentali contributi per guidare la transizione verso un modello di sviluppo economico che abbia come obiettivo non solo redditività e profitto, ma anche progresso sociale e salvaguardia dell’ambiente. In 
questo contesto si è sviluppato il passaggio, divenuto imprescindibile, da un’economia lineare ad una circolare, che mira a rendere le attività economiche meno impattanti per l’ambiente. Che il sistema economico si trova all’interno di un più ampio sistema ecologico e, pur usufruendo delle sue risorse naturali e dei suoi servizi eco-sistemici, deve rispettarne regole di funzionamento e limiti fisici, biologici e climatici. Che un polo interregionale industriale di gestione dei rifiuti come quello in progetto nel Comune di Chiusi, potrebbe pregiudicare, anche in maniera irrimediabile, gli equilibri territoriali dell’intera Valdichiana; nella zona, infatti, già insistono diverse industrie insalubri, ed un impianto di rilevante portata con le finalità suddette, che oltretutto si propone di accogliere e gestire fanghi di depurazione delle acque reflue di gran parte del centro Italia,  potrebbe, con tutta probabilità, compromettere il patrimonio di risorse naturali che invece dobbiamo difendere, tutelare ed addirittura migliorare laddove possibile. L’ “economia circolare”, oltretutto si basa su una gestione quanto più locale possibile del rifiuto prodotto, in linea con il concetto di sostenibilità e punta ad evitare anche l’impatto massivo dovuto ai trasporti, elemento questo che, come sopra detto, verrebbe fortemente frustrato se non tenuto in debita considerazione. Che,  la stessa Regione Toscana in merito all’impianto di produzione di hydrochar proposto a Piombino dalla CREO Srl osserva: “ si esprimono perplessità in merito al recupero di un EoW (End of Waste) come combustibile fossile quale la lignite, alla luce della produzione per combustione della stessa di una quantità di CO2 superiore ad altri combustibili come l’antracite o il gas naturale….la produzione di lignite, quindi, può costituire un fattore di incompatibilità con l’obiettivo del VII Piano di Azione Ambientale Europeo (Europa 2020), e, a caduta, della pianificazione ambientale nazionale e regionale, che si prefigge di passare ad un’economia a basse emissioni di carbonio”. Che vi è una produzione normativa che ha assunto e continua ad assumere dimensioni significative in materia ambientale, protesa a disciplinare le problematiche de quibus non più in un’ottica “locale” ma altresì di equilibrio complessivo del pianeta. Che l’azione dell’Ente deve essere improntata ed attenta alle osservazioni e agli interessi del cittadino, in modo da evitare scelte arbitrarie della pubblica amministrazione e garantendo massima trasparenza nell’agere In tal senso, è necessario che gli Enti ed i cittadini cooperino e collaborino cosicché si effettuino scelte ponderate e venga garantita democraticità nell’azione amministrativa. Visti gli articoli 7 ed 8 della Convenzione di Aarhus del 25 giugno 1998, ratificata in Italia con la Legge n.108 del 16 marzo 2001, che prevedono cooperazione e sinergia, anche in riferimento a “piani, programmi e politiche in materia ambientale” e nell’emanazione di “regolamenti di attuazione e strumenti normativi giuridicamente vincolanti di applicazione generale”.Perquanto sopra premesso e considerato, 
sichiede
che questo Consiglio Comunale accolga la presente mozione e conseguentemente l’Amministrazione Comunale di Chianciano Terme si impegni affinché: 1) Venga redatta e formalizzata istanza per richiedere all’Amministrazione Comunale della Città di Chiusi di includere nel processo decisionale, che riguarda la possibile realizzazione di un impianto di carbonizzazione idrotermale da parte di Acea Ambiente Srl nel complesso immobiliare denominato “Ex Centro Carni di Chiusi”, anche il Comune di Chianciano Terme;  il quale, ai sensi dell’art. 7 e s.m.i. della Legge 241/1990, è soggetto legittimato ad essere parte del procedimento decisionale quale portatore quantomeno di interessi diffusi; nei suoi confronti infatti il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti, il tutto nell’ottica di una partecipazione condivisa e propositiva in materia ambientale; 2) Vengano fornite informazioni dettagliate sulle modalità di trattamento degli scarichi, affinché sia assicurato un costante e continuo controllo per preservare dall’inquinamento i corpi idrici interessati ; 3) Si assicuri che il prodotto in uscita “hydrochar” abbia un effettivo mercato come ammendante, come riportato nell’offerta progettuale di Acea, nel pieno rispetto della normativa vigente. Nel caso invece in cui l’”hydrochar” possa essere utilizzato solo come combustibile, ci si assicuri che la quantità di CO2 sprigionata sia in linea con gli obiettivi di un’economia a bassa emissione di carbonio; 4) Siano fornite precise informazioni in merito alle tecniche adottate per il contenimento di odori molesti in tutte le fasi di processo (conferimento, stoccaggio, trattamento, smaltimento); 5) Venga redatto un piano per la movimentazione ed il trasporto dei fanghi con indicazione delle percorrenze e dei flussi, da sottoporre in conferenza dei servizi a tutti i comuni dell’area; 6) Nel caso si pensi di avviare processi ancora in fase sperimentale, vengano adottate tutte le cautele del caso ed i relativi costi non ricadano in alcun modo nelle tariffe applicate dal gestore di servizi pubblici (es.: smaltimento di rifiuti provenienti da processi depurativi); 7) Il Comune di Chianciano Terme sia coinvolto nelle fasi autorizzative preliminari (VIA ed altre procedure di carattere ambientale) così come previste dalla normativa vigente”.