Chianciano: pubblico delle grandi occasioni per l’ultimo libro di Alberto Fabbri “Chianciano 1940. Un anno particolare”

Di Leonardo Mattioli

Mezza Chianciano  è accorsa alla Sala Fellini del Parco Acqua Santa per ascoltare dalla viva voce dell’autore,l’avvocato Alberto Fabbri, la genesi del suo ultimo libro dal titolo molto particolare “Chianciano 1940. Un anno particolare”. E non poteva essere altrimenti .L’avvocato Fabbri è da anni considerato la memoria storica della cittadina termale. Sa tutto di tutti e conosce tutto nei particolari. E si ricorda di tutto. Una memoria incredibile, lucida,trasparente e, soprattutto, prontissima a saltare da un ricordo a un altro e prontissima a riallacciare e incastrare gli eventi nel tempo. Non ci si meraviglia perciò della grande accoglienza che i chiancianesi hanno dato alla sua ultima opera, un libretto di neanche 80 pagine ma ricchissimo di aneddoti, di storie, di eventi del 1940. Il tutto arricchito  da foto e da ritagli di giornale. Introdotto dall’ottimo Mario Paccagnini, ex sindaco di Chianciano, già direttore di una emittente televisiva locale (Teleidea), professore e suo amico da sempre,Fabbri ha avuto buon gioco nel ripercorrere gli episodi che hanno preceduto il 1940 e che hanno segnato la vera nascita di quella che sarebbe diventata la Chianciano di oggi: soprattutto grazi alla demanializzazione delle Terme prima gestite in maniera diciamo disordinata da privati che, tra l’altro pagavano, anche un canone inadeguato al Comune.  Solo così quella che veniva chiamata “Bagni di Chianciano” potè spiccare il volo e cominciare a diventare una vera cittadina termale al pari di Montecatini.Le Terme, nazionalizzate nel maggio di quell’anno, iniziano così una nuova vita. A giugno viene nominato gestore delle Terme l’avvocato Ambrogio Michetti; si sviluppano le cure termali che saranno proposte direttamente tramite la medicina ufficiale e faranno della stazione termale uno dei principali riferimenti nazionali fino alla fine del secolo scorso. Ma il libro di Fabbri è gustoso soprattutto per le decine di episodi  che parlano del paese, dei suoi abitanti, della loro operosità, degli alberghi e delle pensioni che nascono, delle nuove scuole, delle sale cinematografiche, della nuova strada della Foce e tanto altro. Con una certa nostalgia viene ricordata la presenza della Regina Elena e dei suoi nipotini presenti ogni anno per il Concorso Ippico Nazionale.   Divertente anche la parte che narra del “confortevole” soggiorno dei prigionieri inglesi (tutti ufficiali). Alloggiavano al Bristol e , nonostante la sorveglianza di poliziotti e Carabinieri, non avevano particolari restrizioni. Erano in villeggiatura. E quando si annuncia  un concerto del soprano Toti Da Monte gli inglesi chiedono di poter assistere allo spettacolo,  vengono accontentati e addirittura sistemati nelle prime file del Salone delle Terme. Cosa che scatena però l’ira di molti spettatori che al grido “fuori gli inglesi” lasciano la sala e , così, non possono ascoltare la bella vice della “Divina”. Cosa che invece hanno potuto fare gli inglesi.