Chianciano:i  Carabinieri hanno deferito alla Procura della Repubblica di Siena un noto imprenditore per detenzione finalizzata a spaccio di sostanza stupefacente

Stamattina , 16 aprile, a Chianciano Terme , a conclusione di una breve e mirata indagine, i Carabinieri della locale Stazione hanno deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena,  per il reato di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente,  un quarantaquattrenne, notissimo imprenditore agricolo.  A seguito di informazioni raccolte da alcuni vicini che avevano sentito il caratteristico ed acre odore prodotto dai cannabinoidi e che se ne erano lamentati con l’uomo nativo di Chianciano, senza che questi se ne fosse curato, i Carabinieri hanno richiesto al Pubblico Ministero, Dottor Niccolò Ludovici , un decreto di perquisizione domiciliare che è stato subito emesso. Un risultato le proteste dei vicini l’avevano però prodotto, in quanto nella soffitta dove i Carabinieri avrebbero dovuto trovare la sostanza stupefacente questa non c’era più. Ma i Militari non si sono persi d’animo, anche perché quell’odore nella soffitta l’avevano sentito anche loro, tutta la casa ed altre parti del solaio sono stati quindi setacciati e tale attività certosina ha consentito di rinvenire  47,245 grammi di marijuana complessivi celati in un sottotetto difficilmente accessibile, sul prato di un annesso giardino dell’abitazione e in uno dei pensili della cucina. In particolare  l’uomo  aveva gettato piccoli mazzi di marijuana ad essiccare sul prato del giardino di casa, in maniera da poterli poi recuperare. E’ stato anche rinvenuto un impianto idropinico professionale con apposita lampada per la coltivazione di vegetali in ambienti domestici  e un essiccatoio consistente in un armadio di legno dotato di ventilatore. Il 43enne aveva sottovalutato le proteste dei vicini. Esiste ancora evidentemente chi giustamente non si fa i fatti propri e informa i Carabinieri di intollerabili situazioni illecite, tanto più che nascondere stupefacenti in un’area comune della soffitta avrebbe potuto produrre notevoli grane anche agli altri condomini. L’uomo non se n’era curato, benché una vicina fosse arrivata al litigare apertamente con lui e a minacciarlo di chiamare i Carabinieri. Il 43enne forse su una sostanziale omertà della donna che invece era passata dalle parole ai fatti. Ora l’uomo verrà anche segnalato alla Prefettura qualora dovesse emergere che quella roba era per uso personale. Anche questo gli creerà verosimilmente notevoli grane, in ragione anche del suo ruolo di imprenditore.