Chiusi: Coronavirus; Scaramelli , “iniziano oggi i dieci giorni più difficili per Chiusi, per Siena come per la Toscana e per l’Italia. Per ciascuno di noi. Mentre è prioritario garantire la salute dei cittadini è opportuno nel contempo veicolare informazioni chiare e trasparenti. Il nostro sistema sanitario ha dimostrato di essere efficace ed efficiente molto più di quello di altri Paesi. La Toscana, in particolare”

Da Stefano Scaramelli, Presidente Commissione Sanità e politiche sociali della  Regione Toscana, riceviamo e pubblichiamo

“ Iniziano oggi i dieci giorni più difficili per Chiusi, per Siena come per la Toscana e per l’Italia. Per ciascuno di noi. Mentre è prioritario garantire la salute dei cittadini è opportuno nel contempo veicolare informazioni chiare e trasparenti. Il nostro sistema sanitario ha dimostrato di essere efficace ed efficiente molto più di quello di altri Paesi. La Toscana, in particolare, per presa in carico, per prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si è dimostrata fra le migliori Regioni, non solo italiane. Ha retto più di altre. È evidente che adesso tutto questo non basta. Da oggi e per i prossimi 10 giorni serve adottare ulteriori misure sanitarie nazionali progressive puntuali e precise in merito alle limitazioni delle relazioni sociali di ciascuno di noi. Le principali armi che abbiamo a disposizione sono la diagnosi, che permette di distinguere Covid-19 da una normale influenza, l’isolamento di chi è positivo e dei relativi contatti. Al fianco di questi strumenti ci sono i professionisti della sanità che non dovranno essere lasciati soli. Nelle prossime ore molti ex novo verranno assunti e impiegati in prima linea. La loro dedizione, pazienza, passione, professionalità sarà una delle soluzioni. Resta il fatto che con massimo pragmatismo vada detto che nessuno di noi è immune dal contagio. Ne è riprova quanto successo nelle ultime ore a Chiusi, città che mi ha visto crescere, che al pari di altre è chiamata a reagire ad una sfida impari. Questo fatto dimostra quanto stiamo dicendo da tempo. Il virus non conosce nessuno, né confini né limiti. Per altro proprio adesso entriamo nelle due settimane più delicate da quando è iniziata l’emergenza. In questa fase ho scelto di stare fuori il più possibile dal clamore mediatico e lavorare in team per condividere sempre e comunque con chi di dovere ogni decisione da prendere a livello regionale e locale per mettere nelle condizioni le istituzioni locali di avere un quadro normativo e scientifico certo. A chi mi chiede oggi come nei giorni scorsi, ai tanti che mi contattano per avere informazioni ed essere rassicurati, rispondo con onestà intellettuale che ogni sforzo è stato messo in atto. In queste ore l’impianto organizzativo dei nostri ospedali verrà persino modificato, per prepararsi a rispondere ad eventuali possibili nuovi scenari che si potrebbero prospettare. Nel contempo serve però reagire a livello sociale e psicologico e non sentirsi ostaggi di noi stessi per non essere ostaggi delle nostre paure. Sarebbe pericoloso sottovalutare le conseguenze di una vita quotidiana sconvolta. Il sacrificio dell’isolamento che alcuni stanno attraversando non è inutile e non può esserlo. Conosco quanti in queste ore si sono messi in quarantena o ci si metteranno così come persone che sono risultate positive. Ecco, non vanifichiamo il loro isolarsi, stiamo vicini alla loro sofferenza e nel contempo non dividiamoci. Non puntiamo il dito contro nessuno. Stiamo vicini alle Istituzioni e la comunità si riscopra tale. Nessuno è colpevole, la colpa non esiste. Esistono le circostanze. Nessuno che contrae il virus è un ‘marchiato’. Nessuno è un untore. Ciascuno di noi è l'”altro” a cui vale la pena sempre e comunque di tendere una mano. Pensiamo piuttosto, ognuno di noi, ad adottare le misure precauzionali più idonee possibili, seguiamo le indicazioni degli esperti, rispettiamo misure igieniche e precauzionali congrue, diciamoci la verità e collaboriamo con le aziende sanitarie e i medici affinché il contagio rallenti. Questa è l’unica strada che possiamo percorrere per difenderci. Ciascuno si senta parte in causa. Contemporaneamente si sostengano economicamente, con misure immediate, famiglie e imprese che per due settimane saranno chiamate a uno sforzo a cui non è detto che siano preparate. Occorre resistere, adesso come non mai. Tutti insieme”.