Chiusi: Coronavirus; sindaco Bettollini , oggi 4 guarigioni e 4 positivi (complessivamente sono 93 in 47 nuclei familiari).170 sono in quarantena. Tamponi effettuati in tre giorni 3.306. Tamponi positivi ad oggi, ma è un dato parziale,12 .

Il sindaco di Chiusi  Juri Bettollini in serata ha fatto  il punto sulla situazione sanitaria. Oggi si registrano 4 guarigioni e 4 nuovi casi, tutti derivanti dallo screening di lunedì. Un intero nucleo familiare tutto asintomatico (marito, moglie e due bambini).  In sintesi :cittadini ad oggi positivi al #coronavirus: 93 (di cui 3 ricoveri) in 47 nuclei familiari; cittadini completamente #guariti: 117; cittadini in #quarantena: 170; cittadini in precauzionale #isolamento: 2.  Nel corso del progetto “Territori Sicuri” oggi sono state testate 1164 persone su 1200 prenotati,” un risultato eccellente – ha fatto presente Bettollini – considerato il vento e la pioggia che ci hanno accompagnato durante tutto il giorno. I  tamponi effettuati complessivamente ad oggi : 3.306. “Un capolavoro” ha detto ancora. Tamponi positivi complessivi ad oggi 12 ma è un dato parziale perché i tamponi di ieri non sono stati ancora tutti processati; quindi ogni sera il sindaco darà il dato parziale, da inizio Screening, che sarà comunicato dalla Asl. Nei 12 sono così compresi gli 8 positivi dei tamponi del primo giorno e quindi oggi, anche se dato parziale, registriamo +4 rispetto a lunedì;  degli 8 di lunedì, 4 sono residenti a #Chiusi e  sono stati inseriti nel quadro generale  (marito, moglie e due bambini frequentanti il nostro comprensivo); gli altri 4 non abitano a chiusi, ma vi lavorano, in quanto residenti nei comuni attorno a noi. “Per rispetto dei Sindaci – ha precisato Bettollini – non dico il Comune; ogni sindaco si occuperà di verificare i propri casi e di comunicarli ai propri cittadini con le parole che riterrà più opportune;  dei 4 tamponi positivi nuovi che sono stati riscontrati oggi, anche se dato parziale, ancora non sappiamo la residenza e di questo vi aggiorneremo domani. Chiusi è divenuto un modello sociale italiano di cittadinanza attiva che, pur nella difficoltà, si è riscoperta comunità unità e coesa e con questa enorme partecipazione siamo noi che stiamo aggredendo il virus prima che lo faccia lui e siamo noi che stiamo mettendo in sicurezza noi stessi e le altre comunità confinanti. Questo concetto- ha concluso –  è meglio ricordarlo soprattutto a chi ci guarda con superficialità.”