Chiusi : individuato fuori dal Duomo un posto per  sistemare la Santa Mustiola dell’artista Vasco Nasorri ma la famiglia non è d’accordo e chiede che all’opera, donata alla città, venga fornita un adeguata sistemazione come chiedeva l’autore

Di Nicola d’Argenio

Potrebbe essere più vicina ad una soluzione , l’annosa vicenda che vede protagonista una delle opere più importanti dell’artista chiusino Vasco Nasorri. Si tratta di un bassorilievo in bronzo, che rappresenta la vita di Santa Mustiola, la Patrona di Chiusi. Un’ opera suggestiva ed imponente, alta quasi tre metri e larga due, che dal 2006 viene custodita presso il laboratorio dell’artista, ora condotto dal figlio Simone.  Il calco in gesso che era stato utilizzato per la fusione in bronzo, in passato era stato  anche esposto per qualche tempo, all’interno della Cattedrale di San Secondiano, per esserne poi rimosso successivamente .  L’opera venne donata dall’artista alla sua città e a distanza di quattordici anni non si è ancora riusciti a trovarle un’adeguata collocazione.  A dire il vero l’enorme bassorilievo, venne concepito dall’artista,  (scomparso lo scorso anno dopo una lunga malattia), proprio per essere ubicato nel Duomo, in uno spazio dove lui stesso, lo aveva idealmente immaginato e che aveva tutte le caratteristiche per ospitarlo.L’idea però, non è mai piaciuta alla sopraintendenza che fino ad ora, non ha mai fornito la propria autorizzazione alla collocazione. Da allora la famiglia dell’artista ha messo in atto ogni tentativo per fare in modo che la sua volontà fosse rispettata.  Nasorri relizzò la Santa Mustiola a sue spese e solo la fusione in bronzo, venne finanziata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Lo scorso febbraio, poco prima del lockdown, nel corso di una riunione a cui avevano partecipato anche gli eredi di Vasco Nasorri, era stata individuato un nuovo posizionamento per l’opera, non all’interno, come avrebbe desiderato l’artista ma all’esterno della Cattedrale, nelle sue immediate prossimità. In un punto per il quale in passato, la sopraintendenza, aveva già fornito il suo parere favorevole. Successivamente è stato stilato un documento inviato al parroco di Chiusi che finalmente lo avrebbe inoltrato alla Curia di Montepulciano che a sua volta , avrebbe nuovamente investito della vicenda, la sopraintendenza alle Belle Arti e ai Beni Culturali. Quindi dopo un lungo periodo d’inerzia, l’iter sembra essere ripartito. La volontà della famiglia Nasorri ,però, è stata espressa con ferma determinazione. Ovvero, non verrà mai accettata nessuna collocazione diversa, da quella individuata nel documento che sarebbe ora nelle mani del Vescovo . Proseguono quindi gli sforzi della famiglia Nasorri, perché all’opera venga data l’adeguata sistemazione. Una piccola battaglia quasi solitaria, nella quale hanno sempre ricevuto il sostegno, solo di pochi amici e di qualche collega giornalista. In questo caso peraltro, non si possono nemmeno attribuire responsabilità all’Amministrazione Comunale che, nella particolare circostanza ,sembra avere le mani legate. Visitando il laboratorio dell’artista inoltre, risulta evidente come la mole di opere che vi viene conservata, basterebbe da sola, a dare vita ad un vero e proprio museo. Vasco Nasorri probabilmente, meriterebbe maggiori attenzioni da parte della sua città. Non solo per l’imponente numero di opere realizzate , molte delle quali sono di pregiata fattura e di indiscutibile qualità ma anche per la storia che ha contraddistinto la sua formazione di artista.Vasco infatti, al pari di Fernando Foderini ed altri celebri artisti locali, fu forgiato in quella straordinaria fucina di talenti, che fu la scuola di ceramica a cui diede vita Don Manfredo Coltellini. Il famoso Sacerdote artista sancascianese che tra la fine degli anni 50 e l’inzio degli anni 60, mise in piedi la celebre scuola che oltre a formare talenti, contribuì non poco, a fornire un futuro professionale a molti giovani del luogo. A Chiusi, sono visibili diversi lavori di Vasco Nasorri. Ad esempio il monumento alle vittime del fascismo in largo Cacioli, nei giardini pubblici di Chiusi Città o il gruppo bronzeo collocato sopra l’ingresso della filiale della BCC Valdichiana di Chiusi Scalo. Mentre un’ opera di minori dimensioni ma di grandissimo pregio è lo splendido Ulisse che soltanto temporaneamente, si trova in via Porsenna, presso quei locali dove un tempo Nasorri esponeva le sue opere. Locali che nel frattempo, sono divenuti un importante punto di riferimento culturale di livello Nazionale. Dove, quale prosecuzione naturale dell’opera paterna, Simone Nasorri, assieme all’amico Giorgio Giorgini, ha dato vita a ‘Spazio Ulisse’. Un piccolo ma estremamente significativo spazio espositivo, dove in soli quattro anni ed esclusivamente a proprie spese, i due hanno realizzato ben dodici allestimenti, di mostre di arte contemporanea. Eventi che hanno ospitato alcuni dei maggiori artisti del settore, sia di livello nazionale che internazionale. Una dimensione internazionale che apparteneva  anche allo stesso Vasco Nasorri. Alcune delle sue opere infatti sono collocate all’estero.La più imponente e prestigiosa, si trova in Israele ed è il sagrato del santuario delle Beatitudini in Galilea. La cui straordinaria bellezza e l’immane grandiosità, sono adeguatamente testimoniate da una delle foto che corredano questo servizio.