Chiusi: intervista del sindaco Juri Bettollini al direttore del quotidiano “Il Tempo” Franco Bechis .”Ho una speranza personale- dice Bettollini – .Ora a Chiusi si arriva e si parte per Roma in poco più di 45 minuti con il Frecciarossa. Per tanti romani questo sarebbe un sogno. Potremmo diventare la periferia bene di Roma, no?”.Quanto alla battaglia per la centrale pulita il comune di Chiusi ha preso a riferimento  il punto 4 del contratto di governo Lega-M5s, quindi “ sposando il programma del governo Conte”

Il sindaco di Chiusi Juri Bettollini, in una lunga intervista al direttore del quotidiano “Il Tempo” di Roma Franco Bechis  racconta dell’impegno messo per portare il Frecciarossa nella sua stazione e delle prospettive che può avere l’intera area  dall’aver ottenuto dalle  Ferrovie dello Stato  che il treno ad Alta Velocità Milano- Napoli si fermi  due volte al giorno nella città di Porsenna. L’obiettivo, ricorda Bechis, è di portare un po’ di turisti in quelle bellissime terre anche con il fatto che con il biglietto del treno si ottengono una infinità di sconti in tutte le mete culturali e turistiche della zona. Ma Bettollini, dice sempre Bechis, “ già immagina di sfruttare il treno veloce per convincere i romani a lasciare il caos della capitale trasferendosi in soli 45 minuti a Chiusi “che può diventare la periferia bene di Roma”.  Bettollini peraltro si è lanciato un un’altra battaglia che considera vitale: fare costruire a Chiusi ad Acea un impianto meccanico di riciclo dei rifiuti organici che li trasformi in lignite e pellet. Sarebbe il primo in Italia e pensa di farcela sfruttando l’articolo 4 del contratto di governo Lega- M5s.  Ma ecco l’intervista integrale fatta nell’”Abitacolo” di una macchina in giro per Roma  che riproponiamo

D.Benvenuto a bordo dell’Abitacolo, Juri Bettollini, sindaco di Chiusi.

R.Grazie, grazie a voi dell’invito.

D.Sai che quando lavoravo dalle tue zone ero certo che questa fermata del Frecciarossa non ci sarebbe mai stata, perché mi sembrava impossibile mettere insieme tanti comuni diversi. Di solito ognuno fa per conto suo. Come ci siete riusciti?

R.Non è stato così difficile. Era una scommessa e tutti alla fine ci hanno creduto tutti. Non solo i sindaci di questo territorio, ma anche le categorie economiche e gli operatori turistici. E’ un progetto di incoming vero…

D.Che significa?

R.Che comprando il biglietto del treno acquisti un percorso di visita di tutte le eccellenze del territorio, dalla provincia di Siena a quella finestra sull’Umbria che è il lago Trasimeno. E’ collegato a un sistema di scontistica su tutti gli alberghi di Federalberghi, su tutte le attività di ristorazione collegate alla filiera Slow Food, e ovviamente a teatri, musei e luoghi turistici.

D.Sconti a parte, sai che hai tirato giù un piccolo muro con questa cosa che sembra banale come la fermata dell’alta velocità lì?

R.Che vuoi dire?

D.Molti anni fa il governo che c’era capì che per attrarre più turisti in Italia bisognava loro insegnare dei percorsi alternativi alla tratta Roma-Firenze-Venezia. Pensarono di creare un museo dell’arte virtuale ben sapendo che ogni bellezza che c’era ad esempio nella provincia di Siena sarebbe stata in sé una attrazione in Germania o in Olanda. Ma i turisti non conoscevano quei luoghi, e soprattutto non sapevano come andarci. Il museo non si fece, perché i politici litigarono su chi avrebbe dovuto realizzarlo. Ma l’alta velocità può realizzare proprio quel progetto.

R.Giusto, quelle cose bisogna renderle visibili. Bellezza e anche cultura ed enogastronomia delle nostre zone. Mi hanno trattato da ragazzotto di campagna quando il giorno della prima fermata del Frecciarossa sono andato in stazione con mille miei concittadini, la filarmonica e i panini con la porchetta. Però quelle cose sono il biglietto da visita dei nostri territori. Certo, quel giorno c’erano anche molti politici che venivano a cogliere i frutti di quello che avevano snobbato fino a lì. E allora ho lanciato loro un appello, perché ci diano una mano a rendere stabile questa possibilità di collegare quest’area del centro Italia alle principali direttrici del paese.

D.E loro danno una mano?

R.Spero che facciano squadra, perché un treno non è di destra né di sinistra. Io poi come sindaco di Chiusi ho anche una speranza personale.

D.Quale?

R.Beh, ora a Chiusi si arriva e si parte per Roma in poco più di 45 minuti…

D.Quindi, abitando a Chiusi si va al lavoro nella capitale con lo stesso tempo che ci si mette in auto a spostarsi da un quartiere all’altro?

R.Esatto. Da noi la vita è più lenta, si mangia bene, ci si gode la bellezza. Per tanti romani questo sarebbe un sogno. Potremmo diventare la periferia bene di Roma, no?

D.A proposito di Roma, tu Juri sei lanciato anche in un’altra battaglia che potrebbe essere utile alla capitale in questo momento: la realizzazione di un impianto di riciclo dei rifiuti.

R.Vero, un impianto ecologico, pulito, di quelli importanti per l’economia circolare. Lo realizzerebbe Acea, e sarebbe il primo in Italia. Ricicla i fanghi biologici e la frazione organica del rifiuto e li trasforma in una bio-lignite, una sorta di carbone biologico. Avrebbe un doppio valore per l’ambiente: smettere di utilizzare carbone tradizionale e riciclare un rifiuto organico. Con un impianto di nuova tecnologia che non avrebbe fumi né inquinanti.

D.Però sarà difficile spiegarlo alla tua gente.

R.Sì, difficile. Perché c’è sempre chi soffia sul fuoco e dissemina paure. Intendiamoci, anche noi stiamo affrontando tutti i problemi e cercando di avere tutte le rassicurazioni tecniche del caso. Questo è giusto. Però tutti i politici dicono che il futuro è l’economia circolare, e questa non si può fare senza costruire nuovi impianti.

D.Anche il governo gialloverde punta sull’economia circolare, no?

R.Infatti io ho preso a riferimento proprio il punto 4 del contratto di governo Lega-M5s. Perché vogliono incentivare proprio quello che vorrei fare io. Nel mio comune per altro c’è già una raccolta differenziata all’80%. Ma in quel contratto di governo ci sono buone idee, e le buone idee non hanno etichette. Se noi sindaci non le realizziamo, chi mai le può mettere in pratica? Io non appartengo a quei partiti, e non condivido altre parti del contratto. Ma una cosa buona è buona e basta. E trattare puliti i rifiuti mette anche un freno alle organizzazioni criminali che sui rifiuti hanno sempre fatto i loro sporchi business.

D.Ecco, non l’ho detto prima per non scatenare le ideologie. Tu Juri sei un sindaco del Pd. Un sindaco del Pd davvero atipico, con queste cose che dici…

R.Non mi sento atipico. Tutti dobbiamo fare le cose giuste che servono, e se le propongono Lega e M5s solo per questo dovrei dire che sono sbagliate? Ecco, magari bisognerebbe che dicano ai loro sul nostro territorio che non diventano all’improvviso sbagliate perché provo a realizzarle io.