Chiusi: prorogata fino al 30 novembre la mostra “Naturalia Dolciano. Dialoghi tra arte e natura”, allestita nella prestigiosa Tenuta Granducale Dolciano
Prorogata fino al 30 novembre la mostra “Naturalia Dolciano. Dialoghi tra arte e natura”, allestita nella prestigiosa Tenuta Granducale Dolciano, di Chiusi . Il progetto è infatti rientrato nel programma delle celebrazioni dei 260 anni dall’insediamento di Pietro Leopoldo al Granducato di Toscana. È previsto un trekking dalla bonifica alla Tenuta, visite guidate per le scuole medie di Chiusi, laboratori didattici per bambini e il 30 novembre una visita guidata teatralizzata a cura della Fondazione Orizzonti di Chiusi.Il ricco programma segna la degna conclusione di una mostra fortemente apprezzata, diffusa nel parco, in cui gli artisti hanno predisposto opere in relazione all’ambiente. L’iniziativa è prodotta dalla cooperativa Il Labirinto e curata dal critico d’arte Andrea Baffoni. Otto gli artisti in mostra: Roberta Betti, Stefano Bovi, Giorgio Bronco, Daniele Covarino, Mauro Fastelli, Guido Fei, Alessandro Marrone, Paolo Massei realizzano opere in un’alternanza di forme astratte e primarie con richiami alla figurazione dove tutto entra in connessione con gli affascinanti colori smeraldini del parco. Stefano Bovi, richiama il senso del divino attraverso la simbologia degli angeli, collegandosi indirettamente all’idea francescana di relazione col Creato, proprio nell’anno in cui si celebra l’ottocentenario del Cantico delle Creature. Giorgio Bronco, stimola al principio di leggerezza espresso dal desiderio di libertà, dove personaggi immaginari sono intenti ad oltrepassare l’orizzonte, mentre altri elementi astratti giocano in relazione alle piante del parco. Daniele Covarino, esprime l’essenza primaria delle forme naturali lavorando l’argilla secondo metodi tradizionali, in dialogo con la cultura etrusca del luogo e similmente con gli elementi primordiali della terra. Anche Mauro Fastelli suggerisce una connessione con la memoria degli etruschi, proponendo sculture dal sapore metafisico dove il mistero si cela tra i colori contrastanti delle forme e le suggestioni emanate dai materiali semplici. Alessandro Marrone, esprime la forza dell’essere umano come anello di congiunzione tra cielo e terra, attraverso forme metamorfiche in cui elementi corporali si alternano a oggetti astratti di rimando cosmico. Paolo Massei, manifesta l’energia simbolica degli elementi in allusione alla capacità di manipolare una materia primordiale come il ferro, che insieme alla pietra suggerisce l’unità di minerali celesti, testimoni, fin dalle epoche più lontane, della nostra discendenza cosmica. La mostra include una sezione nello spazio ricettivo dove troviamo, in dialogo, i dipinti di Roberta Betti e le sculture di Guido Fei. Entrambi impegnati nella ricerca astratta di energie misteriose, nel primo caso, è la pittura a manifestare il senso relazionale con la materia grumosa della terra, richiamando il colore, che è vita, e il gesto pittorico come metafora di desiderio interiore. Nel secondo caso, tale ricerca si sposta sulla forma naturale delle piante, su cui l’artista opera minime trasformazioni premettendoci di assistere alla magia della bellezza che si cela dietro l’apparente casualità delle creature naturali.









