Città della Pieve : in mostra le “Immagini d’Opera” di Ornella Tiberi, una retrospettiva di sedici anni di opere mondiali dell’International Opera Theater di Philadelphia a Città della Pieve. Intervista con Ornella Tiberi

di Laura Ascione

 

Poter parlare di teatro musicale ai tempi del Coronavirus è davvero difficile. I teatri sono rimasti chiusi per quasi quattro mesi: tutto fermo, produzioni, prove, spettacoli, attività. Prima in Cina e in Italia e poi in tutto il mondo. Tutte le nostre bellissime architetture nate con lo scopo di riunire le persone per avvicinarle e appassionarle all’Opera lirica, piangere e ridire insieme, sono rimaste vuote fino all’altro ieri perché “insieme e vicini” sono divenute due parole inconciliabili in questi ultimi mesi.A causa di tutto ciò, per la prima volta in sedici anni, anche l’International Opera Theater di Philadelphia è stata costretta a non essere presente in Italia e a non poter presentare le sue prime mondiali al Teatro Accademia degli Avvaloranti di città della Pieve in provincia di Perugia. Karen Lauria Saillant, Direttrice artistica dell’International Opera Theater di Philadelphia però non demorde e continua ad impegnarsi con passione e grande dedizione a diffondere nel mondo l’amore per l’opera lirica ricordando che gli obiettivi fondamentali del loro lavoro sono di portare il pubblico a una consapevolezza globale di Città della Pieve come centro di un nuovo Rinascimento nelle arti. Ispirare una nuova generazione di artisti operistici alla spontaneità e all’espressività corporea incoraggiandoli ad esibirsi e ad impegnarsi in azioni in armonia con la natura, specialmente in relazione al respiro. Da sempre incentiva i cantanti a usare i loro corpi come strumenti visivamente espressivi, come nei dipinti di Caravaggio. Li motiva a lavorare spontaneamente basandosi sul loro impulso primario, consentendo così al pubblico di abbassare le proprie difese e provare emozioni.Celebrare la capacità di sintesi della cultura italiana, soprattutto nell’opera, e perpetuare l’apprezzamento di questa cultura e del suo valore, soprattutto nelle arti e diffondere le opere musicali di compositori viventi che continuano l’eredità del lirismo e della narrazione perpetuata da Mascagni e dal Verismo è uno dei grandi obiettivi che l’International Opera Theater di Philadelphia si pone.Karen Lauria Saillant ha voluto fortemente sviluppare un modello di comunicazione interculturale per realizzare l’obiettivo della PACE NEL MONDO, supportare e incoraggiare coloro che, a causa di vulnerabilità o cosiddette “imperfezioni”, vengono ignorati ed emarginati nel mondo dell’opera.Desidera ripristinare il rispetto per il ruolo degli artisti nel lavoro, specialmente nell’opera e guarire la nostra società contaminata dalla negatività, come era l’obiettivo originario delle Camerate fiorentine all’epoca della creazione dell’opera durante il Rinascimento. Karen e con lei tutti i suoi collaboratori si impegnano per il nostro ecosistema dimostrando con il loro lavoro che si possono usare materiali sostenibili e riciclati nella creazione di costumi e scenografie.Tanto amore è mancato a Città della Pieve che ha voluto comunque, grazie alla sensibilità dell’amministrazione comunale, rendere omaggio a questo grande lavoro, attraverso l’opera fotografica di una delle sue figlie.Ornella Tiberi, nata 28 Aprile del 1967 a Città della Pieve.Ha iniziato a fotografare a 17 anni, da allora ha spaziato su vari campi della fotografia lavorando sulla ricerca e documentazione degli aspetti naturalistici e sociali del territorio, si è dedicata alle pubblicazioni, mostre, eventi, concerti e teatro.Desiderio di scoprire, la voglia di emozionare, il gusto di catturare, sono i concetti che riassumono la sua arte. Immagini d’Opera nasce da un lavoro di ben dodici anni che seduce e cattura il pubblico.Ma ne parliamo con Lei:

D.Quando hai cominciato a fotografare e quando hai capito che questo sarebbe diventato il tuo lavoro?

R.Sono nata in una camera oscura, sia mia madre che mio padre sono fotografi. Ho amato subito questa professione ,era il mio quotidiano e non riuscivo ad immaginare nulla di diverso per me.

D.Il tuo incontro con Karen Lauria Saillant direttore artistico dell’ International Opera Theatre di Philadelphia?

R.Il mio incontro con Karen è avvenuto proprio a teatro per una prova avendo Lei già un fotografo giapponese. Rimase affascinata dal mio lavoro e da allora sono passati dodici anni di indissolubile connubio.

D.Lavorare con una donna così complessa e vitale che stimoli ti ha regalato?

R.Mi ha incuriosito perché era qualcosa di nuovo anche se nello stesso tempo mi sentivo inspiegabilmente a mio agio sulle tavole del palcoscenico. L’amicizia nata con Karen ha alimentato la mia passione per il teatro lirico e il suo essere emozionante e catalizzante mi ha coinvolto nel profondo. E’ stata, è e sarà sempre una grande fonte di ispirazione.

D.Cosa significa cogliere l’attimo nella rappresentazione di un’opera lirica?

R.E’ entrare nell’opera divenire un tutto uno con essa, sentirla e di conseguenza lo scatto arriva nell’attimo giusto. Attraverso i colori e i costumi si amplifica in modo naturale la mia connessione con il modo di operare nella semplicità e nel rispetto della natura di Karen. Difatti le sue scenografie e costumi sono creati con materiali riciclati.

D.Come è nata la mostra itinerante Immagini d’Opera? Mi racconti il tuo lavoro?

R.Nasce dalla voglia di creare una mostra retrospettiva di tutti gli anni passati insieme a Karen. Volevamo organizzarla per i suoi venti anni di attività a Città della Pieve ma inaspettatamente causa Covid19 per la prima volta non è stato possibile. Poi la sensibilità dell’amministrazione comunale è intervenuta e a richiesta del sindaco Fausto Risini, l’assessore alla cultura Luca Marchegiani e il consigliere comunale Giacomo Testa sono stata contattata per rendere omaggio all’opera di questa grande donna.E’ stato così che ho raccolto tutto il materiale scattato in dodici anni e selezionato gli scatti più rappresentativi di tutte le prime mondiali presentate al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve dall’International Opera Theatre di Philadelphia. Una parte delle foto sono esposte, fino al 30 di settembre, lungo le vetrine del centro storico mentre la vera e propria rappresentazione del mio lavoro si è fuso con la creatività di Diego Parbuono  visual maker.Abbiamo così dato vita a “Fantasia e Realtà” animando le foto in una danza con sottofondo musicale e proiettandolo sia in teatro che in Piazza Plebiscito sulla facciata laterale del Duomo Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio durante le giornate del 10 e del 13 settembre. L’atmosfera creata risultava surreale e la risposta del pubblico non ha tardato a farsi sentire essendo riusciti a portare l’opera lirica fuori dalle mura del teatro e a rendere la cittadinanza e i turisti parte integrante di essa.

D.Ci sono dei messaggi che vuoi lanciare attraverso i tuoi scatti, quali in particolare o credi principalmente nella fotografia creata per un puro estetismo?

R.Penso che la fotografia sia la rappresentazione della realtà, uno stimolo visivo per avvicinare l’uomo alla bellezza estetica ma anche strumento per interiorizzare le emozioni trasmesse dall’ambiente naturale, dalle persone e l’arte in genere.

D.Qual è la cosa che trovi più difficile fotografando e quella che invece ti gratifica di più?

R.Non mi sono mai trovata, fino ad oggi, in una situazione che mi abbia reso difficoltoso operare, se non i miei stati d’animo, in realtà riesco a trovare la bellezza anche dove non c’è perché il mio scopo è creare emozioni e non sempre possono risultare gioiose anzi il più delle volte scuotono gli animi anche nel modo più drammatico.

D.Hai obiettivi e aspirazioni precise per il tuo prossimo futuro?

R.No, vivo e mi lascio vivere nella prospettiva di dare sempre il meglio di me. Aperta a qualsiasi possibilità di ulteriore crescita sia personale che professionale.