Da Viandanti a Pellegrini : Trekking sulla “Via Traversa” domenica 22 aprile da Radicofani a Città della Pieve

Domenica prossima ,22 aprile, si terrà la prima edizione del Trekking della cosiddetta “Via Traversa” da Radicofani a Città della Pieve .La lunghezza del trekking della Via Traversa è di 26 km. , ma è possibile percorrerne anche solo un tratto, fermandosi ad esempio,  all’altezza di Piazze o Borgo Matèro. Lì si può essere recuperati grazie ad un servizio di navette in allestimento per la manifestazione.

Un po’ di storia sulla “Via Traversa”

Radicofani, oltre al tracciato nord/sud della Via Francigena o Romea (che percorso in direzione  opposta veniva chiamato Via Laica) era collegato a Chiusi e all’Umbria da un percorso attestato già dall’antichità: percorso chiamato la “Strada Traversa” e ricordato già nell’alto medioevo. Interessante trovare nelle memorie stradali dello Statuto comunale di Radicofani del 1255 la menzione di manutenzione ordinaria e straordinaria alle strade per l’”apparitoia di Spineto” (verso Chiusi) e per Agiano o Agello (verso Città della Pieve). La strada è ricordata anche nella Relazione su Radicofani  del 1676. Il Gherardini dice che a Radicofani si pagava la Gabella sulla Strada Romana “ed anco per la Strada Traversa”-Qualcuno dei frequentatori di questo collegamento con la Francigena avrà pure beneficiato delle opere di Bonifica della Valdichiana fino al XVII secolo paludosa  navigabile e attraversabile a piedi grazie ai Ponticelli (da cui il nome della frazione) tra Città della Pieve e Camporsevoli (Piazze) Il trekking parte dalla Val d’Orcia e attraversa uno dei più suggestivi paesaggi della Toscana. Poi, in prossimità delle pendici del Monte Cetona (località Valle Saccaia) il trekking offre una finestra sulla Val del Paglia in direzione sud-ovest guardando verso San Casciano dei Bagni. Questa zona era nota per le sue sorgenti: Casa Bebei o Bebi… forse dal latino “bibere”, per la presenza anche oggi di tre sorgenti, lambiva i Borgo rurale di Fonte Renza e poi attraversava quello di Fonte Vetriana, “…chiare fresche dolci acque…” ma anche calde di acque termali.Non solo acque. La linea che unisce idealmente Radicofani con il Monte Cetona Città della Pieve e addirittura con il  Monte Subasio partendo dall’ Amiata lungo l’asse ovest-est (direzione della Nostra Traversa) è la cosiddetta “Linea di Fuoco” perché di origine vulcanica e con massiccia presenza di roccia basaltica. Addirittura la formazione più antica risulta essere Radicofani che data oltre un milione e mezzo di anni, mentre – tanto per fare un paragone- l’Amiata ha solo seicentomila anni. Il percorso attraversa nel comune di Cetona  Camposervoli, borgo fortificato risalente ad epoca etrusca e rafforzato nelle successive, chiuso al pubblico perché ora è un residence di lusso. Lì vicino, scendendo un po’ più ad est, c’è anche la località cetonese di Piazze. Il nome deriva anche dalla tradizione dei carbonai che allestivano delle piazzole di circa 3 metri di diametro per trasformare la legna in carbone vegetale attraverso un processo di semicombustione. Quello dei carbonai era un mestiere molto diffuso nell’area della Toscana della Val d’Orcia e sulle pendici dell’Amiata fino alla metà del secolo scorso.Superato Piazze e l’incontaminato Borgo Matèro si arriva al Fondovalle dove si trovano le famose “Argille di Fabro” con malacofaune di ambiente marino (un tempo la collina di Città della Pieve era lambita dal mare): argille da secoli estratte per la produzione dei laterizi, il cosiddetto ‘cotto’ utilizzato nella costruzione dei paesi circostanti. Queste argille dovevano essere setacciate e ripulite dalle tracce di residui fossili, altrimenti durante la cottura nelle fornaci, ad es., di Ponticelli, scoppiavano. Per cuocere i laterizi veniva utilizzata la materia prima raccolta nei ricchi boschi circostanti, in particolare la legna di quercia: cerro (quercus ilex) e roverella (quercus pubescens). Oggi i forni (ex fornaci) sono invece alimentati elettricamente. Ripartendo da Radicofani l’antico percorso passava per vari luoghi significativi dal punto di vista dell’accoglienza e dell’approvvigionamento. Uscendo dal borgo in direzione est esisteva uno dei sette Spedali medievali di Radicofani, quello di Bonaiolnte o Buonagiunta. Poco più avanti la Chiesa di San Rocco, demolita nella prima metà dell’ottocento. Vale la pena ricordare che San Rocco è il patrono dei pellegrini e nell’iconografia classica è rappresentato con un bastone, una bisaccia e un cane (‘San Rocco e il cane’).  Proseguendo, la strada lambiva la Cappella di San Bernardino, romitorio francescano del XIII secolo trasformata in cappella rurale e più avanti ancora all’altezza del Borgo di Agellum o Gello d’Orcia, alle sorgenti dell’omonimo fiume, viene menzionata la Chiesa di San Pellegrino già nell’837 (Carta Longobardorum di Chiusi). Infine scendendo per Camporsevoli e Piazze la parrocchiale di San Lazzaro ricorda la presenza di uno spedale o lazzaretto.Forse non tutti sanno che questi percorsi ( le Vie Traverse) erano usati anche per le migrazioni di genti e di bestiami.“Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare…” cantava D’Annunzio a proposito  della sua gente che dall’Abruzzo si spostava in Puglia  andando incontro a un inverno più mite.Lungo queste arterie secondarie avvenivano le transumanze di bestiame, collegando l’Umbria e le Marche con il territorio di Radicofani e della Toscana. Infatti non è un caso che a tutt’oggi ci sia un culto della Madonna di Loreto a Radicofani e che a Contignano ci sia una statua del XVIII sec. e una Tavola policroma del XIV(incoronazione della vergine) di scuola Umbro/Marchigiana.Lo storico Renato Stopani affermava: “Radicofani … aveva anche una funzione di crocevia, come San Quirico d’Orcia: due percorsi trasversali li collegavano alla Via Teutonica o di Alemannia, che veniva appunto dalla Germania. Arrivata a questa altezza, presentava una serie di raccordi che la collegavano alla Francigena. E questo spiega il perché dello sviluppo di questi due centri proprio quando la Via Teutonica, nel XIII secolo divenne la più transitata …” da Atti del Convegno di Radicofani 2012. La Via Teutonica scendeva da Arezzo e lambiva il Lago Trasimeno passando per Città della Pieve. Nell’ultimo tratta della Via Traversa tra Ponticelli e Città della Pieve il Trekking del 22 aprile  percorrerà la strada del Cavacchione che corrisponde ad un tratto dell’antica Via Romea Germanica. Tale antica strada solo in Italia si dipanava per 1045 km a partire dal Brennero, in totale 2220 km con inizio a Stade nel nord della Germania.Il dislivello assoluto del Trekking  è di circa 400 m. Infatti la scelta di compiere il percorso a ritroso non solo nel tempo ma anche partendo da Radicofani che storicamente era il punto di arrivo è dovuta all’esigenza di ridurre il dislivello dal momento che il trekking è abbastanza lungo e impegna quasi tutta la giornata.Per info: info@geaenergytrekking.it mobile: 3279739039 www.geaenergytrekking.it