Decreto “Periferie”: dopo la bocciatura al Senato dell’Odg del Pd per Siena, torna la speranza . L’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato  una mozione di maggioranza  che impegna il Governo a prevedere specifiche misure nel ddl di bilancio per il 2019, volte a garantire soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie

Di Michela Mercuri

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge per la conversione in legge del DL n. 91 del 25 luglio 2018, recante la proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Per il senese la notizia non sarebbe forse così interessante, se non fosse che – durante l’esame parlamentare – è stato respinto un ordine del giorno presentato da alcuni senatori PD, tra i quali diversi toscani (come il primo firmatario Parrini e i senatori Renzi, Marcucci, Bini, Biti e Bonifazi), che intendeva impegnare il Governo a dare seguito agli impegni assunti con la convenzione relativa al progetto CoheSlon “Connessioni e infrastrutture sociali tra le periferie di Siena”, inserendo nel primo provvedimento utile i finanziamenti  necessari a realizzare gli interventi previsti.Com’è noto, il tema del degrado delle periferie ha assunto da tempo centralità nel dibattito politico. Con questa finalità, nella scorsa Legislatura sono stati varati norme e progetti per il recupero urbanistico, edilizio e sociale, intrecciati con il tema più generale della riqualificazione urbana e dei centri storici.In particolare, con la Legge di Stabilità 2016, il Legislatore ha istituito, con uno stanziamento iniziale di 500 milioni di euro, un Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, il cd. «Bando periferie», finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate, attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche e delle strutture esistenti. I relativi progetti sono stati presentati, complessivamente, da 13 Città metropolitane e 107 comuni capoluogo di provincia.Anche il comune di Siena ha partecipato al bando, rientrando nei 120 progetti vincitori, classificandosi al 39º posto in graduatoria con il progetto CoheSlon, che prevede, nello specifico:

  • interventi in località Taverna d’Arbia (messa in sicurezza del fiume Arbia), un sistema di percorsi pedonali e ciclabili nella stessa zona, fino a ricongiungersi con la città, il recupero di un immobile incompiuto per destinarlo a casa per le associazioni fino ad interventi sugli impianti sportivi;
  • la demolizione e ricostruzione di un vecchio magazzino comunale adattandolo a biblioteca2 sala di lettura per l’Università degli Stranieri, aperto a tutti gli studenti così come è previsto un intervento per servizi sociali e ricreativi presso la sede della Pubblica Assistenza;
  • interventi integrativi del Contratto di Quartiere di San Miniato e la realizzazione di Orti urbani;
  • la realizzazione dei percorsi ciclo-pedonali e la riqualificazione delle valli verdi lungo le mura della città con collegamento ai parcheggi e alle aree periferiche, e percorso nel tratto strada Fiume-stazione ferroviaria-Due Ponti, inserito nell’itinerario ciclabile Poggibonsi-Siena-Buonconvento (sono inoltre previste altre risorse per la “mobilità dolce”);

Il valore finanziario complessivo della spesa per investimenti destinata al progetto, come si legge nell’ordine del giorno, ammonta a 14.933.341,03 euro, comprensivo dei cofinanziamenti a carico di altri bilanci pubblici, dello stesso ente partecipante o di altri enti pubblici o privati. La quota complessiva da imputare al finanziamento statale corrisponde a un valore di 9.452.080 euro.Il 18 dicembre 2017 è stata quindi firmata con il Presidente del Consiglio la relativa convenzione, registrata poi alla Corte dei conti; i primi 24 comuni hanno beneficiato delle risorse previste dalla Legge di stabilità 2016, mentre per i restanti 96 comuni il finanziamento è stato assicurato dalle risorse di cui alla Legge di bilancio 2017 (art. 1, commi 140 e 141).Tuttavia, al fine di dare attuazione ad una sentenza della Corte costituzionale (n. 74 del 2018), che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del citato comma 140, nella parte in cui non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale, il DL proroga termini ha differito al 2020 l’efficacia delle convenzioni concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del DPCM 29 maggio 2017, recante il Riparto del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Questa scelta del Legislatore, secondo i presentatori dell’ordine del giorno, ‘non solo lede il rapporto di leale collaborazione tra enti costitutivi della Repubblica come da dettato costituzionale ma determina, nei fatti, la revoca, e non la semplice sospensione del processo di realizzazione della convenzione’. ‘Una decisione arbitraria – proseguono i presentatori dell’odg – che danneggia i cittadini e la periferia della città (e penalizza conseguentemente progettisti e imprese con cui il comune ha contrattualizzato degli impegni)’.Un esito che ha generato profonda delusione e non ha mancato di riaccendere mai sopite polemiche. Tuttavia, le speranze di giungere ad un esito positivo della vicenda si sono riaccese proprio  il 9 ottobre, quando l’Assemblea del Senato, al termine dell’esame di mozioni su programmi di riqualificazione delle periferie, ha approvato la mozione di maggioranza (senatori Romeo ed altri), che impegna il Governo a prevedere specifiche misure nel disegno di legge di bilancio per il 2019, volte a garantire soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie, oltre che misure finalizzate al rimborso delle spese già sostenute dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni. Tutto ciò anche alla luce degli impegni già assunti dal Presidente del Consiglio Conte all’incontro con l’Anci dell’11 settembre 2018.