Donazione organi: l’invito di Scaramelli a esprimere il consenso nella carta d’identità

Di Leonardo Mattioli

“Consapevole da sempre quanto sia più bello donare che ricevere, non vedevo l’ora che arrivasse questo momento fin da quando come primo sindaco toscano creai il meccanismo del consenso alla donazione degli organi mentre si rinnova la propria carta d’identità. Oggi questa opportunità è toccata a me, e non me la sono di certo fatta sfuggire”. Con queste parole, in un post su Facebook, il presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli invita i toscani a fare della donazione un valore culturale. Il protocollo di intesa dal titolo ‘Una scelta in comune’ che aveva coinvolto come primi Ausl 7 Siena, Aido e i 36 comuni del senese, infatti, era partito dal Comune di Chiusi con Scaramelli sindaco. Il protocollo di intesa prevede che nel momento in cui un cittadino si reca nell’ufficio anagrafe del Comune di residenza per rinnovare la carta d’identità, gli si chieda di esprimersi in merito alla donazione. Può farlo subito o può pensarci ed eventualmente ritornare. Una volta deciso, la sua scelta viene inserita nel server del Centro nazionale trapianti di Roma e, se vuole, può essere addirittura stampata nella quarta pagina del documento di identità. Ovviamente si può anche cambiare idea, infatti fa testo l’ultima volontà espressa. Se non c’è un consenso scritto, in caso di decesso, sono i familiari a dover decidere. Dopo tre anni dall’avvio del progetto, partito dalle terre di Siena, con la città di Chiusi capofila, poi esteso alla Regione grazie all’impegno di Scaramelli, come presidente della Commissione sanità, a luglio 2017 contava 190 Comuni in Toscana, favorendo 59.861 dichiarazioni di volontà.