Dopo referendum su fusione tra comuni toscani:  Gianfranco Maccarone ed Emanuele Andreucci  (FdI), “i sindaci Andrea Rossi e Giacomo Grazi si assumano le proprie responsabilità politiche e si dimettano. Anche le cosiddette “opposizioni” che hanno da sempre appoggiato questo progetto, nello specifico Daniele Chiezzi, Giorgio Masina e Valerio Coltellini  dovrebbero fare un passo indietro”.

Dai  dirigenti di Fratelli d’Italia Gianfranco Maccarone ed Emanuele Andreucci riceviamo e pubblichiamo

“Dopo la tornata referendaria di ieri, le due comunità di Montepulciano e Torrita di Siena hanno certificato l’inconsistenza della proposta di fusione fra i due comuni. Un risultato, quello delle urne, che non lascia spazio a dubbi o interpretazioni: il PD ha perso il consenso della stragrande maggioranza della cittadinanza. Le percentuali dei voti a favore del Sì sono meno della metà dei voti presi dal Partito Democratico alle elezioni amministrative che hanno visto diventare sindaco Grazi, per questo crediamo che il primo cittadino di Torrita e per dovrebbe, perciò, rassegnare le dimissioni. A Montepulciano, dove l’astensionismo l’ha fatta da padrone, a riprova della mancanza di interesse per la proposta di fusione in sè considerata, il distacco è stato meno ampio ma comunque il NO ha prevalso, specialmente nel capoluogo. Anche i poliziani, evidentemente, non seguono più la maggioranza che ha proposto questo scellerato progetto. Che Andrea e Rossi e Giacomo Grazi si assumano le proprie responsabilità politiche e si dimettano. Non meno meritevoli di lasciare gli scranni del consiglio comunale, sono le cosiddette “opposizioni” che hanno da sempre appoggiato questo progetto, nello specifico: Daniele Chiezzi, Giorgio Masina e Valerio Coltellini che, a nostro avviso, dovrebbero fare un passo indietro. Per questi consiglieri l’aver tradito l’elettorato, in particolar modo quello di centrodestra, che li ha portati in consiglio comunale non ha pagato e vogliamo sperare che nessuno di loro tenterà di “riciclarsi” alle prossime elezioni amministrative!Per adesso, come i primi cittadini, dovrebbero togliere l’imbarazzo e dimettersi, così come dovrebbe fare chiunque abbia sostenuto questo infelice progetto, che dopo aver diviso entrambe le comunità, è stato nettamente rifiutato dalla cittadinanza.”