Cetona: si cercano i motivi che hanno portato alla tragedia dell’omicidio-suicidio di una giovane coppia. Il bambino affidato a una cugina del padre

Di Massimo Cherubini

Un dramma, una tragedia, legati da tanti “perché”. L’omicidio-suicidio che ha sconvolto gli abitanti di Cetona, che ha stroncato la vita ad una giovane coppia, che ha lasciato senza genitori un bambino di nove anni, è avvolta in un mistero che forse mai potrà essere svelato. Perché? Quale la causa scatenante di quello -ciò che appare chiaro- è stato un micidiale raptus. I carabinieri, da quelli della locale stazione, ai colleghi della compagnia di Montepulciano che coadiuvano l’attività degli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale, cercano, per quanto possibile, di dare una spiegazione ad una simile tragedia.E, grazie alle testimonianze di chi ha assistito- seppur non direttamente ma da vicino alla tragedia- c’è una prima, puntuale, ricostruzione della fase che precede il dramma. Marco Del Vincio, dopo la mattinata di lavoro, torna a casa. Fa ritorno nella sua azienda agricola. Pronto per tornare in mezzo ai campi.Avvia il motore del trattore, lo attende il nonno. Prima di partire Marco sale in casa. Lo ha chiamato la moglie Sandra, chissà per dirle cosa. Di certo tra i due volano parole grosse. I parenti, quelli che vivono nel complesso, sentono, a più riprese, delle grida. Poi il silenzio, come se tutto fosse, ma si pensava in modo pacifico, finito. Il nonno attende il ritorno di Marco. Che, uscendo di casa, non si dirige, però, verso il trattore ma verso la sua Panda, A nonna e mamma dice. “vado in caserma a costituirmi”. Nel frattempo telefonata al fratello per fargli capire che si sta consumando un dramma. Seguono i concitati momenti del ritrovamento del corpo di Sandra. Il tutto mentre Marco, a bordo della sua Panda, imbocca la irta strada che conduce verso la montagna. Si ferma, percorre cinque-seicento metri a piedi prima di sistemare la corda ad un alto albero ed impiccarsi. Il corpo verrà trovato prima del calar del sole. Dai cacciatori che battono di frequente la zona. Una battuta di tanti volontari che, in poche ore, ha svelato la tremenda verità. Ora, come detto, si cerca di capire i perché, cosa possa aver fatto scattare la molla omicida-suicida. Cosa, di così tanto grave, può aver fatto scattare l’ira omicida-suicida di un uomo giudicato buono, introverso assai legato alla famiglia. Motivi di gelosia? Motivi di lavoro? Poca presenza di Marco in casa? Risposte certe nessuno le potrà mai dare. E ancora: la corda che Marco ha usato per togliersi la vita si trovava casualmente nella sua Panda (cosa anche possibile visto il tipo di attività che svolgeva) o l’aveva sistemata prima? In questo caso ci sarebbe una chiara premeditazione anche se l’ipotesi di un vero e proprio raptus, seppur alimentato da malumori precedenti, resta quella più credibile. Si attendono, ora, le prime risposte. Quelle delle autopsie disposte dal pm Nicola Marini che conduce le indagini. Il figlio della coppia è a casa di una cugina del padre.