I Carabinieri presentano il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2020

A Roma, presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR , sono stati presentati il Calendario Storico e l’Agenda Storica 2020 dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del Sottosegretario al Ministero della Difesa Giulio Calvisi e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri. Il calendario dell’Arma, pubblicato dal 1928, con un’unica interruzione dovuta al secondo conflitto mondiale, è diventato per l’Italia intera un oggetto di culto, con una tiratura che ormai da molti anni supera il milione di copie. L’edizione 2020 è ”narrativa”, da leggere. Racconta del quotidiano eroismo dei carabinieri, attraverso le tavole realizzate dall’artista Mimmo Paladino, tra i massimi autori contemporanei, celebre esponente della transavanguardia, accompagnate da toccanti testi di Margaret Mazzantini, scrittrice di fama mondiale, che con la sua prosa incisiva ha trasformato vicende reali in toccanti storie.L’agenda, al quarantunesimo anno di pubblicazione, è stata pensata sul tema “Il Centenario della Scuola Marescialli e della nascita di Salvo D’Acquisto”. I contenuti sono fruibili  tramite codici QR, leggibili con smartphone e tablet, che rimandano alle pagine del sito www.carabinieri.it e dei social network istituzionali. Altri codici QR consentono l’accesso a varie notizie sull’Arma, sulla sua storia e sui periodici: “Il Carabiniere”, la “Rassegna dell’Arma”, il “Notiziario Storico” e “#Natura”.La manifestazione è stata inoltre occasione per presentare altre due sempre più apprezzate opere editoriali: il Calendarietto da tavolo 2020, dedicato a “I carabinieri nelle principali piazze e mercati d’Italia”; il Planning 2020 che racconta la Banda dell’Arma dei Carabinieri nel centenario dell’attuale denominazione.

 

Prefazione del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri al Calendario Storico dell’Arma 2020

“L’edizione del 1991 proponeva in copertina Il Carabiniere a cavallo di Salvatore Fiume, un trionfo di rosso che evoca il sangue di tanti sacrifici. L’artista siciliano lo aveva realizzato nel 1972, la tela, di notevoli dimensioni, è custodita in una caserma dell’Arma di Milano. Altra edizione iscritta nell’Olimpo della pittura fu quella del 1986, con il volto di un carabiniere che sembra voler proteggere chi lo osserva. Lo aveva disegnato Pietro Annigoni, il ritrattista dei grandi della terra. A più riprese l’arte ha abbellito la nostra pubblicazione, dalle tavole di Ninni Verga e Klaus Wagger a quelle affidate due anni fa a Ugo Nespolo.Stavolta ospitiamo con gioia un altro artista di rilievo internazionale, considerato fra  massimi autori del nostro tempo. Importante esponente della Transavanguardia, accolto in esposizioni da New York a Pechino, a Londra e Bruxelles, Mimmo Paladino è un’icona del fervore artistico che attraversa lo Stivale dall’epoca più antica. È il solco di Piero della Francesca, alla cui produzione egli si richiama esplicitamente, al punto che mentre scriviamo, nella splendida Arezzo che custodisce il ciclo della Vera Croce, è in corso la mostra La regola di Piero, omaggio di Paladino al grande pittore-umanista rinascimentale.La lezione estetica del passato è evidente nella copertina, che riprende l’oro dei Maestri senesi e dei mosaici di Ravenna, tanto cari a Gustav Klimt. Un fondo oro che, soprattutto, intende celebrare il centenario di un prestigioso riconoscimento, la concessione della prima Medaglia d’oro al valor militare alla Bandiera dell’Arma, 5 giugno 1920, per il contributo fornito alla vittoria nella Grande Guerra. Le tavole pittoriche a seguire illustrano l’attualità del quotidiano eroismo di tanti appartenenti all’Istituzione. La pagina centrale si ispira invece alla carica di Pastrengo del 1848, quando un drappello di Carabinieri a cavallo salvò il Re Carlo Alberto in battaglia. In coda, la tradizionale rassegna delle ricompense, ulteriormente arricchitasi nel 2019, suggello di un tempo trascorso fattosi presente, affinché il retaggio storico rimanga sempre sullo sfondo dell’oggi e nella prospettiva del domani.Alla pittura affianchiamo quest’anno una letteratura con la maiuscola, con brani che sintetizzano mirabilmente episodi di vita vissuta dai nostri reparti, nei quali si manifestano la solidarietà, l’umanità, la vicinanza alla gente, valori che devono sempre ispirare l’operato di ogni buon Carabiniere. I testi sono firmati da Margaret Mazzantini, una delle voci più alte della letteratura europea, che con i suoi romanzi, tradotti in trentacinque lingue, ha vinto fra gli altri i premi Strega e Campiello, affascinando milioni di lettori.Se Mimmo Paladino dipinge le emozioni, Margaret Mazzantini le incide con il bisturi della sua scrittura affilata, misurata e incisiva. Insieme ci consegnano un ritratto dell’Arma contemporanea, che rivela un dato importante: non siamo cambiati. Al netto delle differenze d’epoca, i fatti qui illustrati assomigliano molto a quelli delle copertine della Domenica del Corriere, a cui Beltrame e Molino ci avevano abituati.È questo il motivo dominante del Calendario 2020: evidenziare la premurosa attenzione che ogni componente dell’Arma pone nei confronti della vulnerabilità, declinata nelle multiformi espressioni offerte dalla realtà quotidiana. Ed evidenziarla per il tramite della straordinaria espressività artistica di un grande pittore e di una grande scrittrice, a simboleggiare un impegno che nasce nella Storia, si alimenta del passato, vive nel presente, si proietta nel futuro. La nostra più intima vocazione, quindi, qui proposta nelle forme della contemporaneità per sottolineare la perdurante essenza della missione istituzionale.Non sono infatti cambiati i compiti d’istituto né le istanze dei cittadini, che all’Arma chiedono attenzione, impegno, disponibilità ad assisterli non solo quando subiscono un torto, ma anche per le mille questioni che meritano semplicemente un consiglio, un confronto, una mano sulla spalla che spesso è quella di un Carabiniere, dunque dello Stato”.

Nemmeno può cambiare lo spirito: l’abnegazione che fa guardare al prossimo prima che a se stessi, quel riconoscere nell’altro un fratello che è la base per compiere al meglio il proprio dovere. Decine di migliaia di carabinieri hanno onorato la loro uniforme nel passato: in silenzio, generosamente, sentendo nel proprio intimo di non fare alcunché di speciale. Un silenzio operoso più forte di ogni strepitio. Dedico a loro questo oggetto d’arte che ne ornerà le case e gli uffici. Con un pensiero particolare ai caduti, che hanno pagato quell’onore al prezzo della vita”.

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