I ‘Grandi dell’Amiata’: Petacio e Merisio, i capi della rivolta che nel 1212 si mise contro la signoria locale protetta dal Papa e dall’Imperatore
di Antonio Pacini
Furono giorni di tensione in quel luglio del 1212. Gli abbatinghi minacciavano sommosse alla signoria locale, la ben protetta Abbazia Del San Salvatore al Monte Amiata. Quel popolo apparentemente incosciente si era praticamente messo contro un’Abbazia protetta sia dal Papa che dall’Imperatore. Le proteste andavano avanti da mesi, anzi da anni fino a che l’Abate Rolando fu costretto a scendere a compromessi, a redigere una carta che sarebbe passata alla storia: il Constituto Badengo. A capo della rivolta c’erano due uomini, Petacio e Merisio. Essi erano i consoli non riconosciuti dall’abate ma dal popolo che alla fine dovettero diventare interlocutori con la signoria locale. Non sappiamo bene chi fossero, o se avessero avuto il carisma con cui ce li immaginiamo. Forse il lavoro vero, le sommosse e i sacrifici furono portati avanti da altri ormai rimasti nell’ombra perché meno adatti a parlare in pubblico, meno diplomatici, meno istruiti o benestanti (sembra che Merisio appartenesse alla piccola nobiltà) ma ciò che conta è il simbolo. Petacio e Merisio sono il simbolo del popolo che vince contro i potenti se si unisce e sono tra gli inauguratori dell’epoca dei Comuni. La lotta per l’autonomia del popolo badengo era ancora dura, durò tutto il resto del secolo fino allo Statuto del 1299 e il Constituto fu continuamente minacciato e violato dall’Abbazia, non senza risposta del popolo che fu addirittura scomunicato. Per alcuni il Constituto non rappresenta niente di particolare, non ha un contenuto giurisdizionale di valore. Tuttavia non ci sembra poco, e non gli sembrava poco allo storico locale e avvocato Carlo Nardini, il fatto che alla morte del padre i beni potessero andare totalmente al figlio o al parente più prossimo anziché essere spartiti con la Chiesa. Inoltre non è poco il fatto che la Chiesa si impegnasse a non rivendere i beni ricavati dai castagneti ma che se ne prendesse solo la parte per la casa. Il Constituto precede di tre anni la famosa Magna Carta inglese con la differenza, fra le altre, che nella seconda furono conquistati i Diritti dalla nobiltà a scapito del clero mentre con il Constituto i Diritti conquistati furono quelli del Popolo. A noi piace immaginare Petacio e Merisio davanti al popolo indomito annunciare questa vittoria, che fu una vittoria di larga scala, una conquista non solo badenga. Ci piace prendere spunto da chi non abbassa la testa di fronte alle prepotenze e preferisce lottare, rischiare la vita per un futuro più giusto. Non sappiamo i nomi di tutti gli altri valorosi uomini, che anzi furono forse meno politici ma più veri e schietti dei loro Consoli, ma dobbiamo renderli grazie. I giorni del Costituto alle Idi di luglio del 1212 dovrebbero essere più conosciuti e ad Abbadia si sta lavorando per questo. Petacio e Merisio dovrebbero entrare di nuovo nella memoria collettiva, incominciando con un monumento o con una targa che li ricordi. Concludiamo questo articolo con le parole che Papa Gregorio IX indirizzò all’Abate successore di Rolando: “Con gli uomini di Castel di Badia si devono usare parole blande e buone e mantenere scrupolosamente le promesse fatte perché sono sagaci e sottili” Gregorio IX









