Il personaggio del mese di dicembre 2021: Chiara e Guido Pietrella , i due fratelli sarteanesi che hanno trasformato “Palazzo Pio III”, il palazzo Todeschini-Piccolomini dove nacque il Papa Pio III,  in un B&B-casa museo. Senza tralasciare di arricchire la residenza, oggi di proprietà dei novelli imprenditori, con prezioso mobilio, libri d’epoca e opere dell’artista Mauro Fastelli, orafo e scultore

Di Francesca Andruzzi. Foto di Mauro Sini

La Val d’Orcia e la Valdichiana sono territori famosi nel mondo e offrono panorami da favola. La provincia è quella di Siena, città altrettanto famosa, bella, elegante, Madre di tutte le Cittadine che ricadono sotto la sua ‘responsabilità genitoriale’. Tra esse ve ne è una che si adagia proprio tra le due Valli appena richiamate. Il suo nome è Sarteano e nonostante sia ricca di opere d’arte di indubbio rilievo, dalle tombe etrusche – tra le quali spicca quella della Quadriga infernale – ai dipinti del Beccafumi, e di artisti talentuosi, quando le telecamere delle televisioni nazionali ed estere riprendono le bellezze di questa porzione del sud senese, esse si soffermano sempre e solo su altre di indiscussa bellezza, ma che nulla hanno da invidiare alla meno conosciuta Sarteano che, in questa favola, a volte, sembra essere un po’ una… Cenerentola. Ma come la protagonista della fiaba giunta a noi nelle versioni di Perrault e dei Fratelli Grimm (in realtà la sua origine è da ricercare nell’antico Egitto, una civiltà per arte, cultura e religiosità molto simile agli Etruschi), essa, per rivelare la propria bellezza, ha necessità di qualcuno che si innamori di lei. Grazie a Chiara e Guido Pietrella, due fratelli sarteanesi doc, la prima giornalista e il secondo musicista, molti verranno a sapere che Sarteano ha anche dato i natali a un papa. Si tratta di Francesco Todeschini Piccolomini, che salì al soglio di Pietro nel 1503, con il nome di Pio III. Un pontificato breve, ma intenso, grazie all’impegno di questo papa per tentare di riformare una Chiesa che, a quel tempo, non brillava certo per spiritualità. Doti morali e diplomatiche, in aggiunta all’amore per l’arte, forse non assicurarono lunga vita a Pio III, ma è anche noto che la vera vita, per i credenti, è quella eterna e, anche per i non credenti, essa si perpetua nel ricordo dei posteri. Chiara e Guido hanno deciso di trasformare il palazzo Todeschini-Piccolomini, ove nacque Pio III, in un B&B-casa museo, senza tralasciare di arricchire la residenza, oggi di proprietà dei novelli imprenditori, con prezioso mobilio, libri d’epoca e opere dell’artista Mauro Fastelli, anch’egli sarteanese, orafo e scultore apprezzato anche oltre i confini della nostra bella Italia. Siamo entrati per voi nel Palazzo ove Pio III vide la luce e possiamo regalarvi l’anteprima degli interni come ritratti da Mauro Sini, fotografo professionista e, naturalmente, nato a Sarteano. In questa intervista, i fratelli Chiara e Guido Pietrella ci raccontano la ristrutturazione del Palazzo, l’impegno profuso nell’intrapresa, le legittime aspettative e, soprattutto, l’amore per questo paese di quasi cinquemila anime (che considerano “santo” il loro papa) che contribuiranno a valorizzare, facendo indossare a Sarteano quella scarpetta della sopra ricordata fiaba. Il 5 dicembre prossimo, solenne inaugurazione, alla presenza delle massime Autorità civili e religiose. I lunghi anni occorsi alla ristrutturazione del Palazzo hanno trasformato un immobile di indubbio valore storico e artistico, restituendolo agli antichi fasti. E chi sceglierà di soggiornare a Palazzo Pio III, potrà affermare al termine della vacanza: “sono stato come un papa!”   

 

D.: Una giornalista pubblicista, autrice di libri che coniugano la salute con la cucina, e un musicista professionista. Due fratelli che decidono di unirsi per fare impresa nella cittadina che li ha visti nascere, crescere e maturare. Quali le ragioni di questa iniziativa, a prescindere da quelle, naturalmente, economiche?

 

R.: (Chiara): È stato un omaggio a Sarteano. Amiamo entrambi questo paese e le sue incantevoli campagne. Per questa ragione Guido è rimasto a vivere qui, mentre io me ne sono dovuta allontanare per ragioni prima di studio e poi di lavoro, ma sono tornata appena la vita me ne ha dato l’opportunità: è stato bellissimo e molto consolatorio in un momento in cui ne avevo davvero bisogno. Siamo inoltre due persone che amano viaggiare e conoscere realtà nuove: quale miglior scelta se non accogliere qui da noi persone di ogni nazionalità?

 

D.: La ristrutturazione del Palazzo Tedeschini-Piccolomini si è rivelata più lunga e difficile del previsto e anche la pandemia non ha agevolato la conclusione delle opere nei tempi che avevate previsto, non avete fatto mistero di questo. Le difficoltà, si dice, aiutano ad apprezzare maggiormente la realizzazione dei progetti. Sarà così anche per voi?

 

R.: Lo speriamo davvero, ma è una domanda a cui saremo in grado di rispondere meglio tra qualche tempo. Per il momento anche noi stiamo ammirando, stupiti e meravigliati, l’opera finita e ci sembra un miracolo. Chissà che non sia stato proprio Pio III a tenderci una mano nei momenti di maggior difficoltà…

 

D.: Non solo B&B, ma anche casa-museo, proprio in considerazione della nascita di papa Pio III tra le mura che ospita la vostra impresa. Un impegno nell’impegno, potrebbe dirsi, ma anche una occasione di arricchimento culturale per i vostri ospiti e non solo. Possiamo dire che, grazie a voi, molti, in Italia e all’estero, verranno a conoscenza del fatto che Sarteano ha dato i natali a un Papa?

 

R.: Lo speriamo, per noi è un obiettivo. L’apertura al pubblico delle zone che non saranno occupate dagli ospiti ci sembra un atto dovuto alla storia del nostro paese. Anche se legalmente si tratta di una nostra proprietà, crediamo infatti che la casa di nascita di un Papa costituisca un pezzo di storia appartenente a tutti noi. Sono ancora da decidere orari e modalità di visita, ma siamo in contatto con il Comune e l’ufficio turistico e lo faremo sapere al più presto. Intanto invitiamo tutti all’open day inaugurale previsto per il prossimo 5 dicembre.

 

D.: Molti degli eleganti arredi provengono dalla vostra famiglia e gestirete personalmente la struttura. Sarà, perciò, come accogliere nella vostra casa i turisti che pernotteranno e quelli che vorranno visitare il museo. Ma cosa è per voi l’accoglienza nel senso più ampio del termine?

 

R.: “Accoglienza” ha molte accezioni. In primis amicizia, intesa nel senso di conoscenza reciproca, scambio di idee e condivisione… di fatto è la più alta forma del creare cultura. Poi armonia: cosa c’è di più bello del trovare una buona sintonia con gli altri, quando si può e ci si riesce? Infine la cosa più importante, cioè il piacere di contribuire al benessere di un ospite attraverso quello che ci appartiene e abbiamo da offrire, in tutti i settori: dalla cucina alla condivisione dei luoghi, dalla musica all’arte in tutte le sue forme.

 

D.: Avete coinvolto anche un artista di Sarteano, l’orafo e scultore Mauro Fastelli, che, con i suoi lavori, contribuirà all’arredo del Palazzo in una sorta di mostra permanente. Un ulteriore impulso in vista di una collaborazione tra le attività produttive e artistiche di Sarteano che, a dire il vero, sono molte. Avete in mente altre idee tese alla reciproca partecipazione?

 

R.: In questa scelta c’è un omaggio alla figura di Pio III, che era un uomo di sconfinata cultura e un mecenate. A lui dobbiamo infatti la libreria Piccolomini, opera magnifica che si trova nel Duomo di Siena e che fu voluta in memoria dello zio Enea Silvio, anche per conservare il ricco patrimonio bibliografico che il pontefice Pio II raccolse quando era a Roma. Ma anche a Sarteano questo Papa ha regalato molto, tra cui la bellissima fontana che era nella piazza “di sopra” e che ora si trova nei giardini del parco Mazzini. Quando abbiamo “rinnovato” la sua casa, abbiamo quindi pensato di adornarla di libri in ogni lingua e di ogni materia, soprattutto storia, arte e religione, nonché di ospitare opere d’arte. La collaborazione con Mauro Fastelli è avvenuta in maniera molto naturale; si tratta di un artista che coniuga diverse tecniche di scultura e pittura e crea una fusione molto interessante di materiali e colori, così come abbiamo fatto anche noi nelle scelte di arredo. Ci piace molto l’idea di collaborare con le realtà locali e per ora ci sembra di essere partiti molto bene.

 

D.: Domenica 5 dicembre  finalmente, inaugurerete il Palazzo e in pompa magna! Autorità civili ed ecclesiastiche, non mancherà il nostro Direttore Leonardo Mattioli. Tutti presenzieranno al taglio del nastro e la struttura sarà visitabile per tutta la giornata. Si può solo immaginare la vostra emozione. Secondo voi, ci sarà anche lo spirito di Pio III, che a Sarteano, da molti, è addirittura considerato un santo? E se potesse parlare, fare un discorso, secondo voi, cosa direbbe?

 

R.: Sarà un momento davvero emozionante per noi e speriamo per Sarteano tutta. Dovremo stare attenti a non creare troppi assembramenti perché la casa del nostro Pontefice non è molto grande, ma siamo certi che con pazienza, pochi per volta, sarà visitata da tutti. In caso riapriremo senz’altro nei giorni successivi a chi non sarà riuscito ad entrare quel giorno. Ovviamente speriamo che Pio III partecipi con la sua bella energia e saremmo onorati se si sentisse fiero di quanto abbiamo fatto in suo nome. Se potesse parlare? Da Santo, quale si dice che fosse, crediamo direbbe: “Ci voleva il suo tempo, e va bene così”.

 

D.: Nella struttura è presente un “passetto”. Volete spiegare ai nostri lettori di cosa si tratta e come lo avete valorizzato?

 

R.: Il progetto ha previsto il recupero delle vecchie cantine, in alcune parti anche molto luminose, per la creazione della zona giorno. Esisteva, dal lato della via dei Goti sotto la strada, una porta tamponata a mattoni che i vecchi proprietari ci hanno detto essere stata chiusa dal padre quando erano piccoli per evitare che vi si potessero nascondere. Ci dissero che si trattava di un antico passaggio segreto che conduceva fino al Castello, cosa che non ci è sembrata affatto strana, perché in molte case del centro storico sono presenti grotte e cunicoli che furono utilizzati durante le guerre, anche le più recenti, come vie di fuga o nascondigli. Naturalmente abbiamo scavato fin dove è stato possibile e abbiamo ricavato una bellissima grotta sopra alla quale è stato sistemato un pavimento in vetro per poterla ammirare mentre si prende un buon caffè.

 

D.: Chiara, lei è una giornalista con il pallino della salute in cucina e ha scritto ben due libri sul tema. Immagino si occuperà personalmente delle colazioni del B&B. Può fornire qualche anticipazione sugli ingredienti?

 

R.: (Chiara): Adoro cucinare e vedere il sorriso sui volti delle persone mentre assaggiano qualcosa che ho preparato io, per cui mi occuperò delle colazioni e più avanti anche delle cene dei nostri ospiti, se me lo chiederanno. Mi sono specializzata nella cucina per le intolleranze alimentari perché io stessa ne ho sofferto: a un certo punto la lista degli ingredienti da togliere dalla mia dieta si era fatta così lunga da occupare quasi tutto lo sportello del frigorifero. È stato lì che è intervenuto il mio ingegno e, di necessità virtù, ho imparato a cucinare cose buone utilizzando il possibile. Allergie e intolleranze derivano anche dalla filiera lunga, per cui cercherò di usare ove possibile i prodotti delle nostre terre, mentre una cosa sulla quale non potrò transigere è la ‘stagionalità’, che per me è quasi un mantra: nella mia cucina non troverete mai un’arancia ad agosto…

 

D.: Guido, lei è un musicista professionista, suona il basso elettrico, insegna e compone musica. Cosa porterà della sua nobile arte nell’azienda di famiglia e, soprattutto, come?

 

R.: (Guido): L’idea è quella di organizzare degli eventi a tema musicale per i nostri ospiti e speriamo davvero di poterlo fare in futuro. Per il momento ci siamo assicurati che in ogni ambiente della struttura ci sia la possibilità di ascoltare musica, dotando sia le suite che gli ambienti comuni di impianti audio di ottima qualità. Da musicista, credo che non possa esserci vero relax senza musica…

 

D.: Non resta che augurarvi buon lavoro! Se i nostri lettori volessero prenotare un soggiorno a Palazzo Pio III o anche solo visitarlo per ammirare la bellezza che avete contribuito a valorizzare, potreste indicare loro i vostri contatti?

 

R.: Certo, li aspettiamo in via dei Goti n. 15, ma possono anche preventivamente visitarci virtualmente sul sito www.pioiii.it e sui Social Instagram e Facebook, sempre cercando Palazzo Pio III. Possono inoltre chiamarci o scriverci all’indirizzo info@pioiii.it e ai numeri 0578778845, 3489016737 e 3487822080.