Il personaggio del mese di marzo 2019 : Paolo Nenci, un chiusino doc, che ha rilanciato l’azienda agricola di famiglia inventando il primo ‘contadino digitale’ . “Chi mi segue su Fb e sono oltre sei mila persone e 21 mila su Instagram– racconta -può vedermi al lavoro nella vigna, mentre semino, insomma, mentre lavoro, spiegando ciò che faccio. Così spero di appassionare molti giovani alla campagna, la vera risorsa del futuro . Voglio insegnare a chi partecipa ai miei corsi di “Farmers”,a trasfondere la tecnologia nel lavoro, che semplifica, aiuta, per avere, poi, più tempo a disposizione “

Di Francesca Andruzzi

A coloro i quali pensano che la gioventù sia solo quella “bruciata”,  consigliamo di non proseguire nella lettura di questa intervista. Potrebbero rimanere delusi. Bombardati come siamo da notizie cosiddette “brutte”, che ci offrono scenari apocalittici di nuove generazioni borderline, spesso dimentichiamo che la maggior parte dei giovani è altro. Come Paolo Nenci, ventisei anni, chiusino, che ha raccolto una tradizione di famiglia fatta di agricoltura, fin dagli anni ’50 – capostipite il nonno Franco, ancora attivissimo nonostante l’età non più verde – per rilanciare i prodotti dell’Azienda Agricola Nenci in un mercato difficile, ma non impossibile, utilizzando la tecnologia, come solo i più giovani sanno fare. La tecnologia al servizio della vita, del lavoro, delle buone pratiche e non il contrario. Paolo Nenci non ha paura o sembra non averne. Trasforma le proprie idee in progetti, cui fornisce concretezza con quella caparbietà tipica dell’età giovanile mescolata alla saggezza di quella adulta. I giovani non sono vasi da riempire, ma fiaccole da accendere, affermava un noto filosofo dell’antica Grecia. La storia insegna. E la fiaccola Paola Nenci è ben accesa e intende restare accesa per molto, al fine di illuminare un territorio che di storia ne ha da vendere, poiché proprio qui, a Chiusi, la civiltà Etrusca ha insegnato al mondo e ancora continua ad insegnare bellezza e operosità.

D.: Come nasce la passione per la terra?

R.: Ho respirato terra fin da piccolo. Dopo la scuola la mia vita era in azienda, accanto al nonno Franco, rubando con gli occhi il suo lavoro nella vigna, tra gli ulivi. Al termine dei miei studi di perito agrario, non a caso, ho affiancato nonno Franco, ma ho fatto la gavetta anche presso altre aziende agricole, sempre con la preferenza per la produzione del vino, il mio grande amore. Ma qui facciamo anche olio e miele.

D.: Come pensa di poter tenere testa ai grandi produttori della zona?

R.: Io sono piccolo, anzi piccolissimo rispetto alla grandi aziende che mi circondano sul territorio. Ma proprio pensando a questo mio essere piccolo, mi è venuto in mente che potevo distinguermi. Allora ho frequentato molti corsi di specializzazione, anche in marketing, per diventare un imprenditore a tutto tondo; piccolo, sì, ma preparato, perché oggi, anche per fare il contadino, occorre studio e preparazione, anche in campi molto diversi, come la comunicazione. I Social, poi, sono stati la mia piattaforma di lancio.

D.: Perciò lei usa i Social per presentare la sua azienda?

R.: Costituiscono una grande risorsa. Ho seguito anche corsi per usare al meglio Facebook e Instagram. Ero ancora studente e girando per Roma comperai un selfiestick (attrezzo che serve per tenere il cellulare a distanza e scattare foto a se stessi, ndr). Nel 2015 Facebook ha fornito la possibilità della diretta video. Inutile dirle che ho approfittato immediatamente.

D.: Accattivante, non c’è dubbio. Ma spieghi meglio ai nostri lettori in cosa consiste…

R.: E’ facile. Vede, potevo limitarmi a mandare avanti l’azienda di famiglia in modo tradizionale, magari pubblicizzandola con un sito web, ma non sarei stato competitivo. Allora, grazie ai Social, tanto demonizzati solo perché non si pensa che il discrimine è dato dall’utilizzo, ho creato e lanciato la figura del Contadino Digitale. Chi mi segue, seimila persone su Facebook e ventunomila su Instagram, può vedermi al lavoro nella vigna, mentre semino, insomma, mentre lavoro, spiegando ciò che faccio. Così spero di appassionare molti giovani alla campagna, la vera risorsa del futuro.

D.: Riceve qualche critica?

R: Che vuole! Io penso che l’umanità si divida tra chi critica, chi consiglia e chi fa. Io appartengo alla terza categoria. C’è posto per tutti. Vado avanti. Vedere ogni giorni i risultati del mio impegno mi dà soddisfazione e nuova spinta.

D: Lei è molto giovane. Da quel che dice sembrerebbe sempre al lavoro. E la vita privata? Alla sua età è importante…

R.: E lo dice a me? Pensi che i primi tempi in cui lavoravo in azienda, convivevo con una ragazza, che alla fine mi ha lasciato perché diceva che non sopportava più di vedermi mai!

D.: Forse non era quella giusta…

R.: Infatti, però mi ha dato lo spunto per applicare la tecnologia alla campagna. Vede, ciò che il Contadino Digitale fa, ed è quello che voglio insegnare a chi parteciperà ai miei corsi di “Farmers”, è proprio trasfondere la tecnologia nel lavoro, che semplifica, aiuta, per avere, poi, più tempo a disposizione da dedicare alla vita privata. Così oggi accanto a me c’è Gloria, la mia fidanzata. Per lei il tempo c’è sempre!

D.: Mi parli di Farmers..

R.: E’ già partito il primo esperimento. E’ la scuola che ho creato per insegnare a chi vuole diventare agricoltore. Ho ricevuto molte adesioni e sono arrivati da tutta Italia. E’ stata una giornata divisa tra pratica e teoria. Per ora inizio così, ma prevedo anche corsi on line. Sono pronto anche per corsi fuori da Chiusi, che so, magari nella campagna romana. Anche lì producono ottimo vino.

D.: Lei è Presidente della Pro Loco di Chiusi. Anche in quel settore ha portato un poco del suo genio?

R.: (ride) Diciamo che mi do da fare! L’estate scorsa ho ideato la Silent Disco. I ragazzi hanno ballato in piazza con un dispositivo bluetooth all’orecchio che trasmetteva la musica del DJ. Così non hanno disturbato gli abitanti del centro storico e hanno potuto danzare fino alle prime luci dell’alba. Era il 17 agosto, è stata una grande festa, terminata con un servizio di bomboloni caldi. 

D.: Torniamo al vino, la sua passione. Prossima l’apertura di una enoteca all’interno della sua azienda. Immagino che anche a questa attività avrà dato una caratteristica particolare…

R.: Immagina bene. Intanto le dico che spero di aprire per la prossima stagione estiva, ma devo trovare personale adatto, perché non voglio limitarmi a servire vino e taglieri. Desidero che agli avventori venga spiegato come nasce quel nettare che stanno bevendo e con quali pietanze si accompagna meglio. Più che un Wine Bar un… Wine Experience. Naturalmente, poi, se ci dovesse essere qualcuno che viene per un tete à tete romantico…prometto che non disturberemo! 

D.: Lei ha solo ventisei anni, ma parla come un uomo adulto, ha una ottima dialettica, dimostra di conoscere le tecniche di comunicazione, oltre alle molteplici idee in campo aziendale. Comunicare è importante al giorno d’oggi?

R.: Direi che è fondamentale. La relazione con gli altri è alla base della economia. Ma occorre studiare, come le dicevo prima, e io ho studiato tanto e continuo a studiare. Ho frequentato corsi di mentalcoach, di businnescoach, ma ho inventato il Fermingcoach, proprio per aiutare tutti gli imprenditori, vecchi e nuovi, a sperimentare nuove tecnologie. E poi bisogna saper diversificare per andare avanti. Qui, nella mia azienda, ho in programma di destinare un’area ad Agricamper.

D.: E cos’è?

R.: Una zona destinata al parcheggio per chi sceglie di fare le proprie vacanze in camper e, mi creda, sono sempre di più. Qui potranno stazionare, gustare i nostri prodotti, imparare a diventare contadini se vorranno. Anche questa è comunicazione.

D.: Ha utilizzato fondi della Comunità Europea per realizzare tutto questo?

R.: No. Avrei potuto fare domanda, ma per il momento preferisco disporre della massima libertà nelle mie scelte.

D.: Un giovane talentuoso e operoso come lei non sarà passato inosservato. Come sono i rapporti con le Istituzioni locali?

R.: Ottimi. Guardi, lo dico per chi non è di Chiusi e non conosce il nostro territorio, perché so che Centritalianews è letto anche in altre regioni: abbiamo un Sindaco eccezionale! (Juri Bettollini, ndr). Pensi che quando ha saputo dell’evento Farmers, la scuola di agricoltura di cui le parlavo prima, mi ha chiamato e mi ha detto di essere disposto ad aprire i lavori con la fascia tricolore, per portare il saluto del Comune. Naturalmente ho accolto con entusiasmo questa grande cortesia da parte del Primo cittadino ed è inutile che le dica che per me rappresenta un vero e proprio incoraggiamento.

 

Lasciamo Paolo Nenci libero di accogliere i primi “studenti”, che già stanno arrivando, pronti ad apprendere le tecniche in agricoltura. Non c’è domanda fantastica, stavolta, per il Contadino Digitale. E’ già sufficientemente fantastico ciò che questo giovane uomo ha realizzato con la sua forza e le sue idee.