La Via Cassia , vicino la Val di Paglia, inondata da 15 mila litri di latte versati da circa 300 allevatori di origine sarda a sostegno dei pastori dell’isola. Qualche difficoltà al traffico ma non al Rally in corso

di Massimo Cherubini (da La Nazione dell’11 febbraio 2019)

Sono arrivati in trecento, quasi tutti  allevatori di origine sarda , per dare sostegno alla “battaglia” sul latte lanciata dai colleghi che hanno aziende sull’Isola. Ieri mattina la Cassia è stata inondata di 15mila litri di latte gettati sull’asfalto dai trecento bidoni, ognuno contenete cinquanta litri, che ogni manifestante si è portato. Asfalto bianco, traffico andato in crisi anche perché, in quel tratto di strada, stavano sfrecciando  la vetture partecipanti  alla X edizione del Rally della Val d’Orcia organizzato dalla scuderia “i Radicofani  motorsport”. Da sottolineare il corretto comportamento dei trecento manifestanti che  non hanno bloccato la manifestazione sportiva ottenendo la sincera, spontanea, solidarietà dei partecipanti al rally. Alla fine i piloti sono tornati sul percorso proprio per solidarizzare con gli allevatori del “Continente”unitisi alla iniziativa dei colleghi, corregionali. Dalla Sardegna è partita la protesta,  che par essere solo agli inizi, finalizzata a riconoscere, tra le varie problematiche del settore, essenzialmente l’aumento del prezzo del latte. Oggi troppo basso, non sufficiente neppure a coprire le spese che devono sostenere gli allevatori.Il ritrovo della manifestazione di ieri mattina  poco prima delle undici  nei pressi della zona industriale della Val di Paglia. Hanno aderito, si sono presentati sul posto, allevatori arrivati  da Perugia, Terni, Viterbo, Grosseto. Addirittura da Roma e anche dalle Marche. Insomma sulla Cassia, è il caso di affermarlo, si è sostenuta la manifestazione degli allevatori sardi che operano lontano dalla Sardegna ma sempre assai legati alla loro terra, alle problematiche degli storici allevatori di pregiato latte.   Nessun discorso, una manifestazione, come detto, pacifica caratterizzata dai 150 quintali di latte  definiti –“ il nostro sangue- ha detto un allevatore- che  lo gettiamo  non certo con disprezzo ma per ottenere rispetto”.Il tutto si è svolto, pur in presenza di una massiccia presenza di manifestanti, senza alcun indicente. Sul posto, per disciplinare il traffico e “vigilare” sull’andamento del sit-in i carabinieri coordinati dal comandante della Tenenza di Abbadia San Salvatore Angelo Faraca.“Solidarietà ai nostri corregionali, sostegno alla richiesta di un prezzo unico per un litro di latte” Da qui Gianpasquale Pala – rappresentante della organizzazione spontanea nata a sostegno del problema- parte per esporre le ragioni della manifestazione di ieri mattina.“Siamo delusi -dice- per la scarsa attenzione ricevuta, e che stiamo ricevendo, sui problemi che noi rappresentiamo. Credo -aggiunge- che, tra i primi problemi, vi sia quello del prezzo che ci viene riconosciuto per la vendita di un litro di latte (varia tra i 55 centesimi che vengono pagati agli allevatori sardi ai 70-80  pagati   a quelli del Continente n.d.r) sia del tutto inadeguato. Non ce la facciamo a sostenere i costi di produzione. Chi ha un gregge numeroso deve fare tutto da solo, in famiglia. Non può, certo, avvalersi di mano d’opera esterna. Non ce la facciamo più e -afferma Pala con decisione-. questa volta andiamo fino in fondo per ottenere i nostri diritti”. Ieri sera,, dopo la manifestazione sulla Cassia,   Gli esponenti dei vari comitati spontanei si sono ritrovati a Montalto di Castro per definire luogo e data della prossima manifestazione.A sostegno della iniziativa è intervenuto anche Mario Mori, presidente del comitato l’Unione fa la forza, il quale sintetizza che i problemi degli allevatori non sono solo quelli dei prezzi ma ci sono anche aspetti legati alle problematiche su come difendersi “dal dilagante attacco dei lupi”.