L’industria dei congressi, delle fiere e degli eventi  che impiega quasi  600 mila addetti è in crisi dopo gli ultimi Dpcm. Ha  perso l’80% del fatturato . Cosa chiede al governo ? Ne parliamo con Alessandra  Albarelli, Presidente di Federcongressi

Di Monica Paglicci

Piazza Montecitorio a Roma ha ospitato anche la manifestazione  “SOS CONVEGNI & CONGRESSI “indetta dagli organizzatori di Fiere, convegni, congressi ed eventi che trainano il turismo generando un indotto di circa 65 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno (l’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore degli eventi e dei congressi), e impiegano  a livello nazionale 569 mila addetti. Un settore ormai  sul lastrico che dall’inizio del Covid   è stato completamente bloccato e che , ripartito da poco , con l’ultimo DPCM è stato nuovamente stoppato.Secondo i promotori della manifestazione , le iniziative organizzate a distanza per far fronte al blocco non sono sufficienti: il timore è che prima di settembre del prossimo anno non si possa ripartire. A Roma i manifestanti hanno chiesto le ragioni per cui il settore è stato chiuso in modo discriminatorio dal recente Dpcm e hanno sollecitato ristori concreti per il comparto. Abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessandra Albarelli, Presidente di Federcongressi&eventi, l’associazione nazionale delle imprese e dei professionisti della meeting industry. Nata nel 1971 a Correggio-Reggio Emilia, Alessandra Albarelli vanta una consolidata esperienza nell’ambito del marketing di destinazioni e di centri congressi.

D. Dottoressa Albarelli,  qual è lo stato dell’arte del settore, un’industria in agonia la vostra?

R.Il nostro è un settore che sta perdendo l’80% del fatturato e non lo diciamo noi ma una ricerca  ufficiale eseguita  da OICE, l’Osservatorio italiano dei Congressi e degli Eventi che è condotta dall’Università Cattolica. Ha fatto questo censimento a maggio ed ha visto che ha perso il 70% degli eventi con il lockdown.Il settore degli eventi ha una programmazione di lungo periodo e purtroppo oramai è compromesso tutto quanto l’anno. L’ulteriore blocco ci porta a perdere l’80% di fatturato delle imprese. Siamo sull’orlo del collasso :c’è bisogno di aiuti concreti.Oggi siamo qui in piazza  per presentare le nostre istanze  al Governo .I ristori  che si stanno discutendo in questo momento devono riguardare anche il nostro settore che conta  quasi 600 mila lavoratori .Il mondo dell’organizzazione degli eventi e dei convegni ha  una filiera vasta che va dalle maestranze più basse, alle interpreti ,ai professionisti della comunicazione, ai tecnici audio suono, agli allestitori, ai catering, fino agli albergatori  che aiutiamo riempendo con le nostre presenze nei periodi di bassa stagione.Un mondo che sta veramente tanto soffrendo. Abbiamo bisogno di sostegno diretto attraverso contributi economici a fondo perduto soprattutto dopo gli investimenti importanti che abbiamo fatto per la sanificazione  dei nostri spazi e per seguire i protocolli ancora più ferrei di quanto richiesto dal Governo. I luoghi sono sicuri e vengono rispettate le norme vigenti. I nostri non sono luoghi dove si evolve la pandemia.

D.Quali sono le prospettive per il 2021?

R.Con l’ultima chiusura del  DCPM del 18 ottobre  scorso purtroppo non c’è nulla di buono in quanto eventi che erano già stati  o cancellati o riprogrammati dal 2020 al 2021 sono stati nuovamente spostati  in avanti e questo allunga di nuovo i tempi di realizzazione se non di cancellazione definitiva. Per un settore che lavora con tanto  anticipo tutto ciò ha delle gravi ripercussioni su corto medio periodo e sugli anni a venire. La prospettiva è come quella del 2020.

D. Alla vostra  manifestazione sono intervenute anche Francesca  Puglisi ,Sottosegretario al lavoro, e   Laura Castelli viceministro dell’economia . Pensa che si prodigheranno seriamente con l’impegno che si sono prese in piazza portando avanti le vostre istanze?

R. Io penso che si impegneranno : l’On. Puglisi conosce bene il nostro settore e la Castelli anche, ed ha centrato alcuni punti che per  noi sono fondamentali  sul tema dell’export  dello sviluppo dell’economia del Paese. Però non è sufficiente quello che loro fanno : ci deve essere un impegno di tutto il Governo e di tutti i settori politici e mi piacerebbe  finalmente poter sentire il Presidente Conte ed il Ministro Franceschini pronunciare il nome della nostra categoria  in modo positivo, non soltanto pronunciare   la parola Congressi, Convegni e fiere  per dire che è stato decretato un lockdown.

D. Quindi chiederete un tavolo tecnico con il Governo?

R. Assolutamente sì , lo abbiamo chiesto più volte  e ci sono state varie occasioni per poter dialogare su alcuni pezzi. Oggi hanno promesso un tavolo tecnico che dovrebbe svolgersi questo giovedì, un  tavolo  ministeriale dove poter dialogare su  più fronti, dal fisco al tema del lavoro fino al tema  della continuità delle imprese,  di lungo periodo. Speriamo che questi tavoli siano forieri  di un  impegno costante,  non possiamo essere abbandonati  : in questo momento rischiano il posto di lavoro tante persone.

D. Il ruolo di Federcongressi nel futuro?

R, Lo vedo impegnativo perché questa crisi economica  collegata a quella pandemica ha gettato il paese in una situazione di crisi importante. Il nostro è in una crisi devastante, quindi il ruolo della nostra Associazione sarà sempre più importante con l’impegno di riportare di continuo le istanze e aggiornare le richieste del settore per riuscire  a dare un sostegno concreto alle imprese che possano alla fine di questo periodo non licenziare le persone e chiudere ma  continuare la loro attività.

D. Crede nell’Innovazione, nella Digitalizzazione del settore degli eventi e quindi dell’impiego di nuove risorse specializzate che possono dare opportunità di lavoro ai Giovani?

R. Assolutamente sì.  Questo è un settore che da lavoro a tantissime donne e a tantissimi giovani . La digitalizzazione crea dei nuovi format , nuove modalità per comunicare  e quindi l’abbiamo accolta  in modo positivo. E ‘ un  completamento , un nuovo modo di fare eventi e convegni , ma non può sostituire  l’attività in presenza , il contatto relazionale che avviene  durante gli eventi.Il vero business  la vera  crescita culturale e scientifica del paese avviene attraverso le relazioni umane con il contatto fisico.Abbiamo testimonial  che possono divulgare la conoscenza incontrandosi nelle sedi appropriate con tanta professionalità e serietà e  nel rispetto della sicurezza con le mascherine, con le mani disinfettate .

D.  Si augura che il Governo oltre ad impegnarsi nei confronti della categoria, possa chiedere all’Associazione di realizzare un evento magari invitando un panel di relatori internazionale , di virologi, di esperti scientifici,  svolgendolo in Italia?

R. Io penso che  l’Italia possa anche diventare il luogo dove si incontrano  gli scienziati per un dibattito con lo scopo di risolvere questa pandemia  e da un tavolo di confronto possa nascere  la soluzione. Ricordiamo che siamo anche tra i paesi più importanti per la ricerca per lo sviluppo del settore farmaceutico. Qui ci sono le eccellenze,   le risorse,  le conoscenze che se messe insieme in campo possono trovare una soluzione sanitaria vera. Quindi il Governo deve tener conto di questo e permetterci di organizzare  incontri istituzionali con questo scopo.