Lo storico Duomo di Pienza non ospiterà le riprese della fiction televisiva “ I Medici 3”. Il Parroco non ne  ha concesso l’utilizzo . Molte le polemiche

di Massimo Cherubini

Lo storico Duomo di Pienza non ospiterà le riprese della fiction televisiva “ I Medici 3”. Il Parroco, Diritto Canonico alla mano, non ha concesso l’utilizzo della splendida cattedrale. Qui, per sette giorni, si dovevano registrare le scene di alcune cerimonie funebri previste nel copione della serie televisiva che andrà in onda nell’autunno del prossimo anno. E nella Città di Pio II va in scena una sorta di Peppone e Don Camillo. C’è chi critica la decisione del Parroco, Don Antonio Malacarne, c’è chi, invece, la sostiene. Tutti, o quasi, cercano, invece, di tener bassa una notizia frutto di alcuni precedenti che avrebbero “superato” la tolleranza legata al rispetto del luogo di Culto. Alla fine dello scorso mese di giugno una compagnia teatrale di Foligno va in scena, nella piazza Pio II , con “Gesù Superstar”. La chiesa diventa un punto di riferimento, finisce per essere “trasformata” in una sorta di camerini. Qui gli artisti si cambiano. Lasciano gli abiti di scena, vestono quelli civili. In alcuni momenti sono in condizioni “osé”. Vengono visti dinanzi alle rappresentazioni sacre. Insomma un connubio non certo molto compatibile. Un paio di mesi prima, sulle soglie del sagrato della Chiesa, vengono presentati i libri finalisti del “Premio Strega”. Nel corso della serata “volano” parole colorite. Nasce la polemica, gli amministratori comunali sminuiscono, il Parroco conferma. Pian piano la misura si fa colma. E quando arriva la richiesta della Lux Vide per l’utilizzo della Chiesa il parroco, dopo aver rappresentato le sue intenzioni al Vescovo, dice no mettendo nero su bianco il diniego. Quando tra i pientini si diffonde la notizia “divampano” i commenti. Ci sono quelli favorevoli, ci sono i contrari. Da una parte si osserva che la Chiesa è un luogo di preghiera, di culto, e che solo eccezionalmente, per concerti di musica classica, per mostre d’arte, può essere concessa. Destinare per sette giorni la Chiesa alle telecamere al Parroco è sembrato troppo. Dalla parte di “Peppone” si ribatte che la fiction rappresenta un grande motore pubblicitario per rafforzare la già fortissima immagine di Pienza e dei suoi capolavori artistici. Aggiungono che c’è un aspetto legato al giro commerciale. Un cast di settanta persone, tra operatori, attori, registi, che per venti giorni si ferma , staziona in una località, porta lavoro ad alberghi, bar, ristoranti. Con il no all’utilizzo del Duomo la presenza degli operatori si riduce perché limitata alla realizzazione delle sole riprese esterne, queste già state autorizzate dal comune.C’è chi, infine, è convinto, spera, che il Parroco riveda la sua decisione. Ma il parroco, giovane sacerdote, è determinato perché convinto che non si possa eccedere nelle deroghe. E ora a Pienza, dove si minimizza sull’accaduto, dove non ci sono prese di posizione ufficiali, si parla molto, di questo nuovo episodio.Nessuno vuol parlare. Al massimo qualcuno si limita a dire “no comment”. Come se non fosse accaduto nulla. E invece il diniego dell’utilizzo del Duomo, richiesto dalla Lux-Vide per girare alcune scene de “ I Medici 3” fa parlare, eccome! L’unico che dice poche parole è Francesco Martini, presidente Fabbriceria, la “proprietaria” della struttura.“Sono chiacchiere da bar -dice seccato-, non alimentate (noi!) polemiche; non servono a nessuno.” Chiacchiere da bar, sarà, ma non è, così. Perché voler celare i fatti? Nascondere fatti, che sono accaduti? Non scandalosi, ma che producono punti di vista di diversi. Il Parroco, che ha la competenza, dice no perché ritiene che sette giorni di stop delle funzioni religiose nella Cattedrale siano troppi.  C’è chi, invece, ritiene che l’importanza dell’ avvenimento , di risonanza nazionale e di elevata importanza mediatica, “compensi”i disagi creati alle attività religiose.Di certo i cittadini di Pienza, gente genuina come la tradizione della loro Città, non si sottraggono certo alla evidenza delle cose. Sono fatti, episodi. Non scandali. Elementi che inducono al confronto. La gente ne parla, ne, discute, e fa bene. Prende posizione, e fa ancor meglio. Tacere per tacere non serve a niente e a nessuno. E allora il tema che si sviluppa non è tanto quello della decisione- che pur sia il fatto dominante- del parroco ma perché ciò accade a Pienza e non e a Montepulciano dove il permesso di riprese televisive nelle chiese è stato concesso.Anche a Pienza è stato così. Almeno fino a poco tempo fa.