Montalcino: Banfi , presentato il bilancio di sostenibilità 2016

Il Bilancio di Sostenibilità 2016 di Banfi, predisposto con il supporto tecnico-metodologico di PWC, considerando le linee guida del Global Reporting Initiative (GRI), è stato presentato presso il Castello di Poggio alle Mura, Montalcino, dal direttore generale di Banfi, Enrico Viglierchio, da Paolo Bersani, partner | performance assurance leader di PriceWaterhouse Coopers e da Carlo Alberto Pratesi, professore di Marketing, Innovazione e Sostenibilità all’Università Roma Tre. A moderare Giorgio dell’Orefice, firma del Sole 24Ore. Il periodo temporale considerato per il primo Bilancio di Sostenibilità è quello compreso fra il 1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016. I dati e le informazioni riportate, laddove possibile, fanno riferimento anche ai precedenti due esercizi (2015 e 2014) offrendo in tal modo la possibilità di effettuare un confronto fra i dati di un intero triennio.“Questa è stata la prima tappa di un progetto iniziato nel 2005, quando Banfi ottiene la certificazione etica” – spiega Enrico Viglierchio – “Negli ultimi anni abbiamo apportato numerosi ed importanti cambiamenti organizzativi all’interno della nostra struttura, con l’obiettivo di mantenere il giusto equilibrio tra la sostenibilità economica e sociale e la possibilità di realizzare progetti”.Per un’azienda come la nostra è fondamentale l’impatto sul territorio di appartenenza, – ha aggiunto Remo Grassi, presidente di Banfi – ed i territori stessi in cui operiamo, Toscana e Piemonte, ci sollecitano nella promozione e nella custodia dell’ambiente e della cultura che esprimono. La capacità di Banfi di stare sulla strada e vivere insieme le esigenze di questi territori, ha fatto sì che potessimo crescere insieme”.Nel 2015 Banfi ha avviato il proprio percorso di rendicontazione delle tematiche sociali, ambientali ed economiche attraverso la redazione del “numero zero” del Bilancio di Sostenibilità. Con la redazione del N. 1, indirizzata a tutti i suoi stakeholder, l’azienda intende proseguire nel processo di rendicontazione delle tematiche di CSR, nella cui cura è quotidianamente impegnata, così come anche nella gestione delle relazioni con i propri stakeholder. Il documento rappresenta una realtà variegata come è quella di Banfi, che abbraccia diverse aree di business riconducibili sinteticamente alla produzione e commercializzazione vitivinicola, oltre che all’hospitality, attraverso il filo conduttore della Corporate Social Responsibility. I dati riportati in bilancio sono stati raccolti e verificati a cura dei diversi responsabili di funzione utilizzando i sistemi informativi aziendali, oltre alla specifica documentazione interna disponibile ed alle altre fonti ufficiali.  “Al fine di cogliere l’essenza dello sviluppo sostenibile, abbiamo analizzato – ha commentato Paolo Bersani – e misurato, tramite standard internazionali, sette aree strategiche dell’attività di Banfi, con l’obiettivo principale di preservare risorse per il futuro, oltre che rispettare quelle attuali”. Nel suo intervento Carlo Alberto Pratesi ha specificato che “Valutare la sostenibilità di un’azienda significa considerare gli aspetti ambientali, insieme a quelli economici e sociali, e le ricadute che questi hanno sul territorio in cui opera. Inoltre, tali valutazioni sono fondamentali per individuare eventuali carenze in tempo utile, rendendo l’azienda ed il suo sviluppo durevole nel tempo, o come dicono i francesi avvalersi di un envelopment durable “.Il ciclo di rendicontazione è annuale ed il perimetro di rendicontazione si estende alle società Banfi Agricola S.r.l. e Banfi S.r.l., per le quali non viene predisposto il bilancio consolidato per cui i relativi dati economico-finanziari sono acquisiti dai singoli bilanci d’esercizio.Ad oggi Banfi gestisce oltre 1.000 ettari di vigneto tra la Toscana e il Piemonte, con un fatturato che nel 2016 ha raggiunto 72 milioni di euro, toccando circa 90 paesi nel mondo.