Montalcino: truffa telematica. Acquistano online delle bottiglie di Brunello che però non gli vengono mai consegnate.I carabinieri stanno indagando

di Massimo Cherubini

Hanno acquistato on-line bottiglie di pregiato Brunello. Regolarmente pagate senza, però, esser mai state consegnate ai committenti. E’ questo il “tema” di una truffa consumata in danno di amanti del pregiato vino  scoperta dai carabinieri della compagnia di Montalcino  che stanno, tutt’ora, indagando , per questo mantengono un rigoroso riserbo,  per far piena luce sull’accaduto.Una- par proprio  che sia così- delle classiche truffe telematiche. Questa volta di vasta portata – stando alle  indiscrezioni – . Il “giro” commerciale del vino venduto si attesterebbe oltre i  40mila euro. Ignari compartecipi delle aziende  vinicole della zona. Loro  non hanno subito danni materiali, ma di immagine. Infatti diverse persone avrebbero acquistato  delle bottiglie di Brunello propagandate e messe in vendita on line. A ricevere gli ordini non c’erano le aziende pur come, in modo ingannevole, appariva. L’ordine , o meglio i soldi, sono finiti nelle tsche degli hacker che hanno organizzato in grande stile questa truffa.  Come sia venuta a galla la verità è facile immaginarlo. Gli acquirenti che, dopo aver pagato, hanno atteso vanamente la consegna del vino hanno chiamato le aziende. “Scusi – la domanda- ma quando mi arriva il vino che ho ordinato?” Chi si è trovato a rispondere ha controllato gli ordini, le spedizioni e ha subito scoperto che chi chiedeva notizie non aveva mai ordinato il vino in quell’azienda. Da qui sarebbero partite le indagini degli uomini dell’Arma, da qui ben presto si è capito che tutto era legato ad una truffa delle vendite “fantasma”. Tutto, apparentemente, era nella norma. Il visitatore dei siti sotto “trattamento” degli hacker si sentivano tranquilli perché nulla induceva a sospettare la truffa che si nascondeva. Una manipolazione resa- forse- fattibile  dalle non elevate protezioni a difesa delle intrusioni telematiche nei siti delle aziende che -ricordiamolo- sono vittime solo per essere indebitamente accusate di non aver consegnato vino acquistato e pagato. Ma non alle aziende, ai truffatori telematici che i carabinieri, con il supporto dei reparti specializzati del settore, cercano di individuare. Ai truffati resta il desiderio di un calice di buon vino che- per ora- non riceveranno salvo che non procedano- con migliore fortuna- ad acquistarlo nuovamente. Ovviamente stando ben attenti a  rimanere di nuovo truffati e a bocca asciutta.