Montepulciano: elezioni amministrative; dopo 13 anni da consigliere comunale di opposizione Giorgio Masina non si ricandida e si dice “deluso” dalla scelta di candidare sindaco per il centrodestra Gianfranco Maccarone perché “ maturata lontano da Montepulciano”

di Fabrizio Camastra

Giorgio Masina nonostante la giovane età è stato per anni un forte punto di riferimento del centro-destra a Montepulciano. A sentire come parla, e a giudicare ciò che dice, sembra un politico d’altri tempi. Un democristiano dai modi gentili e affabili, ma non per questo poco accorto alle insidie che offre la politica. Vecchia scuola insomma, quella di Giorgio Masina, il quale può rivendicare una linea di  condotta ferma e disciplinata. Sempre all’opposizione, partecipando comunque a scelte amministrative strategiche per il suo Comune. Con questa intervista annuncia che alle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio non si ripresenterà. Per motivi professionali, dice lui e noi ci crediamo. Ciononostante non trascura di dare una stoccata alla formazione politica per la quale ha militato e votato: l’UDC, reo a Montepulciano di spostarsi , secondo lui, troppo a destra.

D: E’ vero che non si ricandida per le amministrative a Montepulciano o è un pesce d’aprile?

R.E’ vero, non mi ricandido. Dopo 13 anni e quattro mandati lascio il Consiglio Comunale di Montepulciano. La prima volta sono stato eletto nel 1999 con Forza Italia nella lista del Polo per le Libertà, presi 124 preferenze e risultai non solo il primo degli eletti dell’opposizione a Montepulciano, ma anche il consigliere comunale di centro-destra più giovane della Provincia di Siena, tra oltre 100 eletti in quella tornata.

D: Tredici anni che hanno significato tante battaglie elettorali.

R.Nel 2004 sono stato rieletto nella Casa delle Libertà, con 144 preferenze che mi valsero anche la carica di Capogruppo, nel 2009 pur arrivando primo della lista civica di centro “Insieme per Cambiare” che superò il 10%, per il gioco dei resti risultò eletto solo il candidato Sindaco Marco Belloni, cui poi subentrai all’inizio del 2013. Nel 2014 sono stato candidato a Sindaco sempre per una lista civica di centro-destra, subito dopo le elezioni abbiamo formato un unico gruppo (“Insieme per Cambiare”) con l’altro civico di centro-destra, Valerio Coltellini, di cui sono Capogruppo.

D: Politicamente e culturalmente lei è sempre stato un centrista, con una breve militanza in Forza Italia.

R.Lasciai Forza Italia all’avvento di Verdini militando poi per anni nell’UDC, adesso non ho nessuna tessera anche se alle ultime elezioni al Senato ho votato per l’UDC e mi riconosco nelle idee di centro, sono democristiano orgoglioso e dichiarato. La mia stella polare è la dottrina sociale della Chiesa e l’economia sociale di mercato.

D.Lei è la dimostrazione che si può fare bene anche all’opposizione.

R.La mia azione politica è sempre stata all’opposizione, tuttavia dialogante con la maggioranza di centro-sinistra ed i rispettivi Sindaci ogni qualvolta era in gioco l’interesse condiviso della città. Tra le iniziative a cui ho contribuito, anche in modo determinante, vi sono (in ordine cronologico) la concessione di Palazzo Ricci all’Accademia della Musica di Colonia, che ne ha permesso il restauro dopo decenni, il nuovo Statuto del Comune, l’istituzione e successivamente il consolidamento della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte, il Piano Strutturale e Regolamento Urbanistico, l’Istituzionalizzazione del Bravìo e la riforma della Commissione Giudicante, il restauro della Fortezza mediante concessione di una parte all’Università della Georgia, la ristrutturazione e ampliamento della Conad, che ha eliminato un ecomostro.

D.Lei di vecchia scuola, potrebbe tornare utile alla comunità poliziana. E’ proprio deciso a non ricandidarsi ?

R.Sono entrato in Consiglio studente ventenne, vent’anni più tardi non è diminuito l’amore per Montepulciano, tuttavia i sempre più pressanti impegni lavorativi e familiari non mi permettono di continuare a dedicare le mie energie anche al Consiglio Comunale, è giusto lasciare il posto ad altri. Vivo da anni tra Berlino e Siena, non posso continuare.

D.Lei ha dichiarato che anche recentemente ha votato UDC, formazione che a Montepulciano si è schierata per il centro-destra e la candidatura a Sindaco di Gianfranco Maccarone, militante di Casaggì e dirigente politico di Fratelli d’Italia. L’alternanza a Montepulciano passa per la destra radicale?

R.Premetto di parlare a titolo personale, sapendo che alcuni amici non condivideranno: sono deluso dalla scelta di Gianfranco Maccarone, maturata lontano da Montepulciano. Continuo a credere che il cambiamento, che mai come stavolta poteva essere a portata di mano, necessiti anche degli scontenti del centro-sinistra, e non credo che una candidatura di destra radicale possa attrarli, né che sia utile alla città. La destra sociale non è il centro-destra in cui mi sono sempre riconosciuto, peraltro il comunicato che annuncia la candidatura parla di cattiva amministrazione di Montepulciano ed è evidentemente stato scritto da persone che non hanno la minima idea della situazione poliziana: qui non siamo a Siena, dove il PD ha lasciato le macerie! L’amministrazione funziona e il Bilancio è sano. Ho sempre pensato che si possa e debba far meglio, ma il cambiamento dovrebbe essere gentile e non radicale, il nuovo Sindaco erediterà una situazione complessivamente buona.

D.Se fosse candidato a Montepulciano quali battaglie porterebbe avanti?

R.Suggerirei ai candidati due sfide: la ripopolazione residenziale del centro storico e la crescita economica, sociale e culturale delle frazioni, che stanno diventando dormitori del Capoluogo. Vedremo quali programmi daranno risposte in tal senso. Voterò e farò votare per chi saprà convincermi.