Montepulciano: venerdì 29 giugno la città ricorda la Liberazione

Il 29 giugno Montepulciano celebrerà, come ogni anno, la sua Liberazione, in memoria delle giornate intense ed entusiasmanti, ma anche per molti aspetti dolorose, che videro arrivare in città, nel 1944, le truppe alleate. Venerdì pomeriggio, con inizio alle 17, da Piazza Grande partirà il corteo, con il Gonfalone del Comune ed i labari dell’ANPI e di alcune Associazioni cittadine, accompagnato dalla Banda dell’Istituto di Musica “H. W. Henze”, che attraverserà il centro storico scendendo il corso principale. A Borgo Buio ci sarà una prima sosta per rendere omaggio al partigiano Giuseppe Marino, nel luogo esatto in cui si compì il suo estremo sacrificio. Il corteo proseguirà quindi fino al giardino di Poggiofanti, dove sarà deposta una corona d’alloro al Monumento ai Partigiani e ci sarà l’intervento di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale. Seguendo una tradizione ormai consolidata, al termine di questo momento, che è sempre stato molto partecipato e sentito da parte della cittadinanza, una parte di queste celebrazioni si sposterà per un doveroso omaggio ad alcuni caduti civili. Quest’anno è stato deciso di ricordare tre vittime innocenti di bombardamenti e mitragliamenti avvenuti in giornate diverse di quel giugno del 1944 nel territorio di Sant’Albino. E proprio nei giardini pubblici di Sant’Albino, l’ANPI locale ha deciso di far realizzare una stele in memoria di Palmira Cassioli Pagliai, Aleandro Cruciani e del dott. Francesco Celio Fommei, un medico che fu ucciso durante un mitragliamento aereo mentre andava a soccorrere un malato. La stele sarà scoperta alle 18,15 durante una breve cerimonia in cui sarà portato il saluto dell’Amministrazione Comunale e dell’ANPI,  e sarà letto un testo che ricorderà l’impegno civile, oltre che professionale, del dott. Fommei.  Queste celebrazioni, che si svolgono anno dopo anno, sono un modo per festeggiare la libertà di Montepulciano, anche se arrivata a prezzo di sanguinosi combattimenti e momenti estremamente dolorosi per tutti, ma anche per ricordare i tanti caduti civili che si trovarono, loro malgrado, costretti nella tragica morsa della guerra.